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TOSCANA

Gormley reinventa il cartone a San Gimignano: quando l'arte contemporanea arriva nel Medioevo

L'artista britannico Antony Gormley espone per la prima volta in cartone alla Galleria Continua. Forbes racconta come la scultura immersiva sfida il postcard toscano

Costanza Bardi849 wordsEdition13venerdì 12 giugno 2026 — Edizione № 13

Antony Gormley, l'artista britannico che ha scolpito l'Angel of the North sulle colline di Gateshead e installato Event Horizon a New York, è arrivato a San Gimignano con una sfida inedita: usare il cartone. Forbes ha documentato questa scelta radicale nella sua copertura della mostra 'What Holds Us' presso la Galleria Continua, una delle istituzioni d'arte contemporanea più importanti della Toscana.

San Gimignano è una cittadina medievale di 7.700 abitanti, circondata da 14 torri gotiche e visitata ogni anno da quasi 3 milioni di turisti. È il prototipo della Toscana cartolina: borghi perfetti, paesaggi intatti, un'immagine di Italia congelata nel Rinascimento. Gormley vi porta un'opera immersiva fatta di cartone ondulato, materiale industriale, effimero, che sfida l'eternità che San Gimignano pretende di rappresentare.

La scelta del cartone non è casuale. È un materiale che parla di transitorietà, di riciclo, di umiltà produttiva. Nelle mani di Gormley, noto per esplorare il corpo umano e il rapporto tra figura e spazio, il cartone diventa mezzo di una ricerca profonda. Forbes ha sottolineato come 'Innercity', il capolavoro della mostra, sia una delle opere più immersive mai create dall'artista, capace di riconfigurare lo spazio della galleria e il rapporto del visitatore con esso.

Gormley è celebre per aver spostato la scultura dal piedistallo allo spazio pubblico. L'Angel of the North, inaugurato nel 1998, è diventato un'icona della rinascita industriale britannica. Event Horizon, che ha trasformato i tetti di Manhattan, ha portato il corpo umano in scala colossale sopra la città più densa del mondo. Entrambe le opere parlano di comunità, di presenza collettiva, di come gli individui si riconoscono nello spazio condiviso.

A San Gimignano, Gormley porta questa ricerca in una scala più intima, ma non meno radicale. Il cartone è il materiale delle scatole, dei magazzini, della logistica urbana. È invisibile finché non lo notiamo. Trasformarlo in scultura significa dare visibilità a ciò che normalmente ignoriamo, che calpestiamo, che ricicliamo.

La Galleria Continua, fondata nel 1990, è un'istituzione che ha fatto di San Gimignano una destinazione per l'arte contemporanea internazionale. Non è un museo tradizionale, ma uno spazio che dialoga con il contesto medievale della cittadina. Questo contrasto — tra l'arte contemporanea radicale e il paesaggio rinascimentale — è diventato una caratteristica distintiva del luogo.

Forbes ha notato come la mostra di Gormley rappresenti un momento di tensione creativa per San Gimignano. La cittadina vive di turismo, ma il turismo tende a cristallizzare l'immagine di un luogo nel passato. La presenza di un artista contemporaneo di rilievo internazionale che sfida la staticità con il cartone introduce una domanda scomoda: cosa significa conservare una città medievale in un'epoca di trasformazione climatica, di crisi materiali, di urgenza di sostenibilità.

Il cartone, infatti, è il materiale della transizione ecologica. È riciclabile, biodegradabile, leggero. Usarlo in scultura significa fare una dichiarazione sul presente e sul futuro. Gormley non sta celebrando l'eternità della Toscana medievale; sta interrogando come viviamo ora, come abitiamo lo spazio, come il corpo contemporaneo si relaziona all'architettura.

San Gimignano accoglie circa 3 milioni di visitatori l'anno per una popolazione di 7.700 abitanti. È uno dei casi più eclatanti di overtourism in Italia. Una persona per ogni metro quadrato della piazza centrale, in alta stagione. La stampa internazionale ha iniziato a notare questo fenomeno come un problema: città storiche trasformate in musei all'aperto, dove i residenti sono merce rara.

Gormley, con la sua opera in cartone, introduce un elemento di resistenza. Non è una resistenza nostalgica, che vorrebbe San Gimignano congelata nel 1500. È una resistenza contemporanea, che dice: il presente è qui, è fatto di materiali effimeri, di scelte sulla sostenibilità, di corpi che si muovono nello spazio con consapevolezza nuova.

La Galleria Continua ha scelto di portare Gormley a San Gimignano perché sa che l'arte contemporanea può dialogare con il patrimonio medievale senza distruggerlo. Anzi, può rinvigorirlo. Quando un artista di fama mondiale decide di lavorare con il cartone in una piazza circondata da torri gotiche, accade qualcosa di significativo: il passato non viene cancellato, ma relazionato al presente.

Forbes ha osservato che questa è una delle opere più immersive mai create da Gormley. Immersivo significa che il visitatore non osserva da fuori, ma entra dentro l'opera, ne diventa parte. In una cittadina dove il turismo tende a trasformare i visitatori in spettatori passivi di un paesaggio congelato, l'opera di Gormley invita a una partecipazione attiva, a un riconoscimento di sé nello spazio.

La mostra 'What Holds Us' pone una domanda che la Toscana deve affrontare: cosa ci tiene insieme? Non l'immagine postcard della regione, non il mito rinascimentale, non la nostalgia del passato. Ciò che ci tiene insieme è la capacità di generare significato nel presente, di fare arte che interroga il nostro tempo, di ospitare voci contemporanee che sfidano le certezze.

Gormley arriva a San Gimignano in un momento di crisi per il turismo toscano. La pandemia ha alterato i flussi, il caldo estremo scoraggia le escursioni, i prezzi al consumo hanno alienato molti visitatori. Una mostra di arte contemporanea di rilievo internazionale rappresenta una scossa al sistema: non siamo solo un museo all'aperto, siamo uno spazio dove l'arte viva accade.

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