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ABRUZZO

La pasta del futuro: l'Italia testa il grano resistente al clima

Nella Food Valley dell'Emilia-Romagna i ricercatori creano varietà resilienti. Per l'Appennino, una lezione da osservare.

Marco Di Sante780 wordsEdition70mercoledì 5 agosto 2026 — Edizione № 70

La pasta è uno dei piatti più amati al mondo, ma il suo ingrediente principale, il grano, è sotto pressione. Nella regione dell'Emilia-Romagna, la 'Food Valley' italiana, i ricercatori stanno creando la pasta del futuro concentrandosi su varietà di grano resistenti al clima, secondo un servizio di France 24.

Il lavoro si inserisce in uno sforzo più ampio per adattare l'agricoltura italiana a estati sempre più calde e siccitose. Le temperature che quest'estate hanno toccato i 40°C in molte città, come riportato da The Local Italy, rendono urgente lo sviluppo di colture in grado di sopravvivere a condizioni estreme.

France 24 ha dedicato un servizio alla 'pasta del futuro', raccontando il lavoro dei ricercatori in Emilia-Romagna, nel cuore della Food Valley italiana. L'obiettivo è migliorare il grano, l'ingrediente alla base di uno dei simboli gastronomici del paese, per renderlo più resistente agli effetti del cambiamento climatico.

La ricerca si concentra su varietà che possano tollerare la scarsità d'acqua e gli sbalzi termici, fenomeni che quest'anno hanno colpito l'intera penisola. The Local Italy ha documentato come la siccità abbia spinto molte regioni a emanare ordinanze per limitare l'uso dell'acqua, con scorte in diminuzione in tutto il paese.

Per l'Abruzzo, regione di montagna e agricoltura, la notizia arriva come un segnale. L'interno appenninico, con i suoi pascoli e i campi di grano, osserva con attenzione gli esperimenti della pianura padana, consapevole che le stesse sfide climatiche si presentano anche ad altitudini maggiori.

La ricerca sul grano resistente non è solo una questione di produttività. È una questione di identità: la pasta è un pilastro della dieta e dell'economia italiana, e la sua filiera coinvolge migliaia di agricoltori, dai grandi produttori del Nord ai piccoli coltivatori del Centro-Sud.

Il cambiamento climatico sta ridisegnando la geografia agricola italiana. Le estati più lunghe e le precipitazioni irregolari, come quelle che hanno portato alle restrizioni idriche in diverse regioni, minacciano raccolti che erano considerati stabili fino a pochi anni fa.

Gli scienziati dell'Emilia-Romagna lavorano su incroci e tecnologie che possano accelerare la selezione di nuove varietà. Il servizio di France 24 sottolinea come la tecnologia venga utilizzata per migliorare un piatto iconico, unendo tradizione e innovazione.

Dalle pendici del Gran Sasso, dove l'agricoltura è spesso di sussistenza e legata a produzioni tipiche, la sperimentazione in corso appare come un modello possibile. Se il grano del futuro saprà resistere alla siccità, anche le valli appenniniche potrebbero beneficiarne, riducendo il rischio di abbandono dei terreni.

La siccità di quest'anno ha messo in evidenza la fragilità del sistema. Le ordinanze comunali per il risparmio idrico, raccontate dalla stampa estera, hanno toccato anche l'Abruzzo, dove i sindaci hanno invitato cittadini e imprese a ridurre i consumi.

Il legame tra clima e cibo è al centro del dibattito internazionale. La stampa estera, da France 24 alla BBC, ha raccontato come l'Italia stia affrontando l'emergenza caldo e siccità, con quasi tutte le principali città in allerta rossa e temperature che superano i 40 gradi.

In questo contesto, la ricerca sul grano assume un valore strategico. Non si tratta solo di garantire la produzione di pasta, ma di preservare un'eccellenza che vale miliardi di euro in export e che rappresenta un pezzo fondamentale dell'immagine italiana nel mondo.

Per l'Appennino, la sperimentazione in Emilia-Romagna è una finestra sul futuro. Le cooperative agricole e i piccoli produttori della regione seguono con interesse gli sviluppi, nella speranza che le nuove varietà possano essere adattate anche ai terreni montani, più poveri e difficili da coltivare.

Il servizio di France 24 arriva in un momento in cui l'Italia intera è alle prese con gli effetti del riscaldamento globale. La sfida del grano resistente è una delle risposte possibili, un esperimento che unisce scienza, tradizione e necessità.

La pasta del futuro potrebbe nascere nei laboratori dell'Emilia-Romagna, ma la sua vera prova sarà nei campi, da quelli della pianura padana a quelli delle colline abruzzesi, dove il clima è già cambiato e continuerà a cambiare.

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