MOLISE
La pasta del futuro: il grano resistente al clima passa dal laboratorio al campo
I ricercatori dell'Emilia-Romagna sviluppano varietà più resistenti. Per il Molise, la sfida è adattare la tradizione agricola del grano duro.
Antonio Petrella907 wordsEdition №70mercoledì 5 agosto 2026 — Edizione № 70
La pasta potrebbe essere uno dei piatti più amati al mondo, ma la tecnologia viene utilizzata per migliorare il piatto italiano iconico. Nella regione dell'Emilia-Romagna, la 'Food Valley' italiana, i ricercatori stanno creando la pasta del futuro concentrandosi sul suo ingrediente principale, il grano, secondo France 24.
Il servizio della testata francese si concentra sugli sforzi degli scienziati per sviluppare varietà di grano più resistenti al clima, in un momento in cui l'Italia è stretta dalla siccità e dalle ondate di calore. Le temperature che toccano i 40 gradi in molte città e le ordinanze idriche in tutte le regioni rendono la ricerca una questione concreta, non solo accademica.
Il servizio di France 24, intitolato 'La pasta del futuro: l'Italia testa il grano resistente al clima', descrive il lavoro dei ricercatori dell'Emilia-Romagna, la regione che ospita alcune delle più importanti aziende alimentari del paese. L'obiettivo è sviluppare grano in grado di resistere a condizioni climatiche sempre più estreme, senza sacrificare la qualità che rende la pasta italiana un prodotto riconosciuto nel mondo.
La notizia arriva in un momento delicato per l'agricoltura italiana. Il Local Italy ha riportato che città e regioni in tutta Italia stanno limitando l'uso dell'acqua a causa delle condizioni di siccità e delle scorte in diminuzione.
Per il Molise, la questione del grano resistente al clima non è una curiosità da laboratorio. È una questione di sopravvivenza per un settore che da decenni vede i giovani andarsene. La regione, con i suoi 289.000 abitanti, è tra le più spopolate d'Italia, e l'agricoltura — insieme alla piccola manifattura — resta uno dei pochi motori economici.
Il grano duro è da sempre una coltura centrale del paesaggio molisano. Le colline che scendono verso il mare, il clima continentale nell'interno e mediterraneo sulla costa, hanno reso questa terra adatta alla coltivazione di varietà che finiscono nei pastifici di tutta Italia. Ma le stagioni stanno cambiando, e con loro le rese.
La siccità che stringe l'Italia, come riportato da The Local Italy, non risparmia certo l'agricoltura. Le ordinanze che limitano l'acqua per uso civile hanno un effetto diretto anche sulle campagne, dove l'irrigazione è diventata una questione critica.
Il lavoro dei ricercatori emiliani potrebbe offrire una via d'uscita. Varietà di grano più resistenti alla siccità e al caldo significherebbero raccolti più stabili anche negli anni difficili. Per una regione come il Molise, dove l'agricoltura è spesso l'ultimo baluardo contro l'abbandono dei borghi, la possibilità di coltivare grano più resistente è una questione di futuro.
La domanda, però, è come queste innovazioni arriveranno nei campi. Il servizio di France 24 descrive il lavoro in laboratorio, ma la distanza tra la ricerca e le aziende agricole del Sud è spesso lunga. Le piccole imprese molisane, che non hanno la struttura delle grandi cooperative del Nord, rischiano di restare escluse dai benefici dell'innovazione.
C'è poi la questione della tradizione. Il Molise, come altre regioni del Sud, ha una lunga storia di coltivazione di varietà locali di grano, spesso più resistenti ma meno produttive di quelle moderne. Il rischio è che la ricerca sul clima si concentri solo sulle varietà commerciali, lasciando da parte un patrimonio genetico che potrebbe rivelarsi prezioso.
Il tema del cibo come soft power italiano è ricorrente nella copertura internazionale. La pasta è uno dei simboli del made in Italy nel mondo, e la sua produzione è legata a filo doppio alla salute dell'agricoltura nazionale. Se il grano non regge al clima, l'intera filiera — dai campi ai pastifici, fino ai ristoranti italiani all'estero — ne risente.
Il Local Italy, nel suo servizio sulla siccità, ha ricordato che le restrizioni idriche sono in vigore in molte regioni. Gli esperti citati dalla testata suggeriscono di adattare le abitudini per convivere con temperature sempre più alte. Un adattamento che vale anche per le colture.
Per il Molise, la partita del grano resistente si gioca su due fronti. Da un lato, la necessità di innovare per sopravvivere al clima che cambia. Dall'altro, la paura che l'innovazione arrivi solo dall'alto, da centri di ricerca e aziende del Nord, lasciando il Sud a guardare. La 'Food Valley' emiliana è un modello, ma non può essere l'unico.
La stampa internazionale, raccontando l'Italia del cibo, si concentra spesso sulle eccellenze — il Parmigiano, il Prosciutto di Parma, l'aceto balsamico. Ma il paese che esporta pasta nel mondo è fatto anche di regioni minori, di colline e di piccole aziende che non compaiono nelle guide turistiche. Il Molise è una di queste.
Il futuro della pasta, come racconta France 24, si decide nei laboratori. Ma si decide anche nei campi. E per i campi del Molise, la domanda è se le varietà resistenti al clima che stanno nascendo in Emilia-Romagna troveranno la strada per arrivare fin qui, o se resteranno un privilegio del Nord.
La risposta, probabilmente, dipenderà dalla capacità delle istituzioni europee e nazionali di sostenere l'innovazione anche nelle regioni più fragili. I fondi di coesione dell'UE, che la stampa internazionale cita spesso nel racconto del divario Nord-Sud, potrebbero essere uno strumento. Ma la burocrazia e la distanza da Roma e Bruxelles restano ostacoli concreti.
Intanto, l'estate del 2026 continua a essere segnata dal caldo e dalla siccità. Le ordinanze idriche si moltiplicano, e l'agricoltura trattiene il respiro. Per il Molise, come per il resto del Sud, la speranza è che la scienza faccia la sua parte. E che il grano del futuro non sia solo una promessa da laboratorio, ma una realtà nei campi.
