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LIGURIA

Il grano ucraino aggira il blocco russo verso Trieste

Kyiv colpisce le navi da trasporto nel Mare di Azov; Mosca chiude lo Stretto di Kerch. I porti adriatici dell'Italia diventano scalo alternativo per i cereali

Marina Doria870 wordsEdition №46mercoledì 15 luglio 2026 — Edizione № 46

Le forze di droni dell'Ucraina hanno colpito 21 navi battenti bandiera russa nel Mare di Azov nel corso di 72 ore, secondo quanto dichiarato dal comandante delle Forze di Sistemi Senza Equipaggio di Kyiv. L'attacco fa parte di una campagna sistematica volta a provocare una crisi di carburante alle truppe di Mosca, riporta Seatrade Maritime. In risposta, la Russia ha temporaneamente interrotto la navigazione attraverso il Canale Don-Azov e ha chiuso lo Stretto di Kerch, secondo tre fonti dell'industria dell'esportazione di grano citate da Reuters il 10 luglio.

Le guardie di frontiera russe, che rispondono all'FSB, non hanno comunicato alle compagnie di navigazione una data per la riapertura dello Stretto di Kerch. Questa interruzione colpisce direttamente i flussi globali di grano e crea una pressione immediata sui mercati internazionali per trovare corridoi alternativi.

Per l'Italia settentrionale, e per Trieste in particolare, il blocco russo rappresenta un'opportunità logistica significativa. Il porto dell'Adriatico, già snodo cruciale per il grano ucraino ridiretto, potrebbe gestire volumi ancora maggiori nei prossimi mesi.

Secondo quanto riferito da MarineLink, tra le navi colpite figurano almeno dieci petroliere, il che aggrava la carenza di carburante per le operazioni logistiche russe.

La chiusura del Canale Don-Azov e dello Stretto di Kerch rappresenta un punto di rottura nelle catene di approvvigionamento globali. Questi passaggi sono stati storicamente il percorso più diretto per il grano ucraino verso i mercati europei e mediorientali. Con entrambi i corridoi compromessi, i caricatori ucraini e i trader globali devono ora ricorrere a percorsi più lunghi e costosi attraverso il Mar Nero aperto e il Mediterraneo.

Per Trieste, il principale porto italiano dell'Adriatico settentrionale, questo sviluppo amplifica il ruolo già critico che il porto ha assunto da quando la Russia ha invaso l'Ucraina nel febbraio 2022. Trieste gestisce già una quota significativa del grano ucraino ridiretto; Reuters ha riferito nel 2024 che il porto era diventato uno dei principali snodi di transito per il grano ucraino destinato ai mercati globali.

La logistica del grano attraverso Trieste comporta sfide specifiche. Il grano deve essere trasportato via terra dal confine ucraino fino ai porti del Danubio o del Baltico, poi via nave attraverso il Baltico e il Mare del Nord verso l'Adriatico. Ogni fase aggiunge costi e tempo, ma rimane preferibile al rischio di navigare acque controllate dalla Russia.

La Liguria, per contrasto, rimane periferica in questa rotta. Genova, il principale porto ligure, non ha sviluppato una specializzazione nel commercio di cereali ucraini paragonabile a quella di Trieste. Tuttavia, l'aumento del traffico marittimo complessivo verso l'Adriatico potrebbe generare effetti indiretti sulla costa ligure, con più navi che transitano per il Mediterraneo occidentale e potenzialmente scalano porti liguri per bunker, manutenzione o altre operazioni di supporto.

Secondo quanto riportato da Euromaidan Press l'11 luglio, la Russia sta già preparandosi a ridirigere le esportazioni di grano attraverso percorsi alternativi. Tuttavia, la capacità portuale russa nel Mar Nero è limitata, e qualsiasi tentativo di incrementare il trasporto via Vladivostok nel Pacifico comporterebbe tempi di transito di settimane in più.

I mercati globali dei cereali hanno già registrato volatilità. Reuters ha riferito che le compagnie di navigazione stanno rivalutando i loro itinerari e i loro premi di rischio per le rotte attraverso il Mar Nero. I prezzi del grano potrebbero stabilizzarsi se i flussi verso l'Adriatico aumentano, ma il costo del trasporto aumenterà inevitabilmente, con ripercussioni sui prezzi al consumo in Europa.

La chiusura dello Stretto di Kerch è particolarmente significativa perché rappresenta un punto di costrizione geografica. A differenza del Canale Don-Azov, che è una via interna controllata dalla Russia, lo Stretto di Kerch è un passaggio internazionale tra il Mare di Azov e il Mar Nero. La sua chiusura prolungata potrebbe attirare l'attenzione internazionale e pressioni diplomatiche, sebbene finora le potenze occidentali non abbiano mostrato capacità di forzare la riapertura.

Per i porti italiani, la lezione è duplice. Da un lato, Trieste e potenzialmente altri porti adriatici beneficiano dell'aumento del traffico di grano ucraino. Dall'altro, la volatilità geopolitica e le interruzioni delle rotte marittime rimangono rischi strutturali per l'economia portuale italiana. La dipendenza dai corridoi marittimi globali espone i porti italiani a shock esterni difficili da prevedere.

La redazione Genova osserva che mentre Trieste consolida il suo ruolo nella logistica ucraina, Genova rimane il porto più grande d'Italia per volume di container e cargo generale. Tuttavia, la specializzazione crescente di Trieste nel grano rappresenta un'erosione della posizione competitiva di Genova nel commercio di materie prime agricole. Il porto ligure avrebbe potuto sviluppare questa specializzazione, ma la mancanza di investimenti infrastrutturali e la concorrenza di Trieste hanno limitato questa opportunità.

Reuters ha riferito che ADNOC Logistics and Services ha ordinato quattro nuove navi gasiere, un segnale che i mercati globali si stanno adattando alle nuove realtà logistiche. Tuttavia, questi investimenti a lungo termine non risolvono i problemi immediati di approvvigionamento di grano che le interruzioni russe hanno creato.

Nei prossimi mesi, il focus resterà sulla durata della chiusura russa. Se Mosca mantiene il blocco come misura di rappresaglia per gli attacchi ucraini, i flussi attraverso Trieste aumenteranno. Se la situazione si normalizza, i volumi potrebbero diminuire. Per Genova e la Liguria, l'assenza di una specializzazione comparabile nel commercio di cereali significa che questa volatilità avrà effetti limitati sulla redditività portuale locale.

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