LOMBARDIA
Il film di Greenaway girato in Toscana resta bloccato in post-produzione
Tre anni dopo le riprese di Lucca Mortis, il regista britannico è ancora in disputa con i produttori su quale versione distribuire
Beatrice Comolli549 wordsEdition №140sabato 10 ottobre 2026 — Edizione № 140
Il nuovo film di Peter Greenaway, Lucca Mortis, è bloccato in post-produzione tre anni dopo l'inizio delle riprese. Il Guardian riferisce in esclusiva che il regista britannico è ancora in disputa con i produttori su quale versione distribuire, e che una battaglia sui diritti resta aperta.
Il film, con Dustin Hoffman nel cast, affronta il tema del fine vita ed è stato girato in Toscana. Il Guardian riporta che la produzione avrebbe dovuto segnare un punto di arrivo nella carriera del regista.
La vicenda non è solo artistica. Un titolo fermo significa costi di stoccaggio, contratti sospesi e finestre di distribuzione perse: è il tipo di rischio che riguarda l'intera filiera audiovisiva italiana, comprese le società di servizi e post-produzione attive in Lombardia.
Il Guardian non indica una data di uscita né una soluzione negoziale. Il caso resta aperto, e con esso il destino commerciale di un film girato in Italia con un cast internazionale.
Il Guardian riporta che la produzione avrebbe dovuto segnare un punto di arrivo nella carriera del regista, e che il titolo è considerato controverso per il tema trattato.
Il Guardian è l'unica fonte internazionale del telegrafo che copre la vicenda. Non risultano, dalle fonti estere, dettagli su cifre, date di uscita o termini dell'accordo: il pezzo si concentra sulla disputa tra regista e produttori e sulla battaglia sui diritti.
La questione centrale, secondo il Guardian, è quale versione del film arriverà al pubblico. È un nodo contrattuale prima che artistico, e riguarda il diritto di final cut, cioè chi decide il montaggio definitivo.
Un titolo fermo in post-produzione significa costi che si accumulano: magazzinaggio dei materiali, contratti con i fornitori di effetti e suono, finestre di distribuzione che si chiudono. È un rischio che il settore conosce bene e che ricade su tutta la filiera.
La Lombardia è uno dei poli italiani dei servizi audiovisivi, insieme al Lazio. Milano ospita società di post-produzione, doppiaggio e distribuzione che lavorano su produzioni internazionali girate in Italia, e i ritardi si traducono in mancati incassi per questi fornitori.
Non ci sono, nelle fonti estere, elementi che indichino un coinvolgimento diretto di società lombarde in Lucca Mortis. Il collegamento va tenuto sul piano generale del settore, non su questo singolo titolo.
Il caso Greenaway arriva in un momento in cui l'Italia attrae produzioni straniere grazie agli incentivi fiscali. Il Guardian non cita il sistema italiano di crediti d'imposta, e non va attribuito al pezzo ciò che non dice.
Resta il dato di fatto: un film girato in Italia con un cast internazionale è fermo da tre anni. Per i territori che ospitano le riprese, l'impatto economico immediato si è già esaurito con la fine delle lavorazioni; quello che manca è l'indotto della promozione e dell'uscita.
Il Guardian descrive la situazione come un caso di stallo tra parti che non trovano un accordo sulla versione da distribuire. Non riporta dichiarazioni di Hoffman né dei produttori.
Per Milano, che ospita una parte rilevante dell'industria creativa italiana, la vicenda è un promemoria: i progetti internazionali girati in Italia dipendono da accordi contrattuali solidi, e quando questi si bloccano il danno ricade su una catena lunga di fornitori.
Il caso resta aperto. Il Guardian non indica una data di uscita né una soluzione negoziale, e non ci sono nel telegrafo aggiornamenti successivi.
