VENETO
Il film di Greenaway bloccato in post-produzione: echi veneziani
Lucca Mortis, girato in Toscana con Dustin Hoffman, è fermo da tre anni per una disputa tra regista e produttori. Il Guardian racconta una battaglia che riguarda anche il cinema d'autore italiano.
Tommaso Veronese654 wordsEdition №140sabato 10 ottobre 2026 — Edizione № 140
Il nuovo film di Peter Greenaway, Lucca Mortis, avrebbe dovuto segnare un ritorno importante per il regista britannico. Tre anni dopo l'inizio delle riprese, con Dustin Hoffman nel ruolo principale, l'opera è ancora bloccata in post-produzione per una disputa tra il regista e i produttori su quale versione distribuire. Lo ha riferito il Guardian in un'inchiesta pubblicata venerdì.
Il giornale britannico parla di una battaglia sui diritti che si trascina e di una domanda che attraversa il progetto: se la morte sia necessaria. Il tema del film è il suicidio assistito, argomento che in Italia resta giuridicamente e culturalmente sensibile, e che il Guardian indica come centrale nella controversia.
La vicenda è raccontata come un caso di post-produzione infinita, una condizione sempre più frequente nel cinema europeo, dove i tempi di montaggio e di uscita dipendono da accordi contrattuali più che da scelte artistiche. Il Guardian definisce il progetto un potenziale canto del cigno della carriera di Greenaway.
Per il Veneto, che ospita la Mostra del cinema di Venezia e una delle più antiche istituzioni cinematografiche d'Europa, la notizia tocca un nodo noto: il destino dei film d'autore europei dipende sempre più da equilibri finanziari fragili, spesso lontani dai luoghi in cui le opere vengono girate.
Greenaway ha costruito buona parte della propria reputazione in Italia. Le sue opere più celebrate sono legate a paesaggi e città italiane, e il suo rapporto con il paese è stato a lungo quello di un regista straniero che vi trova immagini impossibili altrove. Il Guardian non entra nel dettaglio della filmografia, ma il contesto della vicenda è chiaro.
La scelta della Toscana come set non è casuale. Lucca, con le sue mura rinascimentali e la sua architettura compatta, offre un'immagine dell'Italia che il cinema internazionale continua a cercare: antica, silenziosa, fuori dal tempo presente. È la stessa immagine che il Veneto vende al mondo attraverso Venezia e le ville palladiane.
La Mostra del cinema di Venezia ha spesso accolto opere controverse e registi in rotta con i propri produttori. Il Guardian non riferisce di un coinvolgimento del festival in questa vicenda, ma la storia di Lucca Mortis ricorda quanto il sistema dei festival sia diventato, per molti autori europei, l'ultima possibilità di far uscire un film bloccato.
C'è poi la questione del suicidio assistito, che in Italia è al centro di un dibattito pubblico e giuridico di lunga durata. Il Guardian non riferisce di reazioni italiane al film, né di un intervento politico sulla vicenda. Il tema resta, per ora, materia del film e non del dibattito nazionale.
Il caso Greenaway non è isolato. La stampa internazionale ha raccontato negli anni diversi progetti europei rimasti fermi per anni a causa di dispute tra autori e finanziatori. La differenza, in questo caso, è la notorietà del regista e la presenza di un attore americano di primo piano come Dustin Hoffman.
Per l'industria cinematografica veneta, che si regge su un tessuto di piccole case di produzione, fondi regionali e maestranze specializzate, la lezione è quella di sempre: un film esiste solo quando esce. Le riprese, anche le più ambiziose, non garantiscono che l'opera arrivi sugli schermi.
Venezia, come luogo di cinema, vive di questa tensione. Ogni anno la Mostra porta in laguna produzioni internazionali, registi e attori, ma il vero valore per il territorio è la filiera che resta: tecnici, service, location, competenze. Un film bloccato in post-produzione non lascia nulla di tutto questo.
Il Guardian chiude la sua inchiesta senza indicare una data di uscita né una soluzione della disputa. Il film resta, per ora, un'opera incompiuta, sospesa tra la volontà del regista e le ragioni dei produttori.
Resta da vedere se Lucca Mortis troverà una distribuzione, e in quale forma. Per il pubblico italiano e per quello veneto in particolare, la vicenda è l'ennesima conferma che il cinema d'autore europeo è un equilibrio fragile, dove l'arte dipende da contratti e i contratti, a volte, non si chiudono.
