ESTERO
Il Gruppo del Reno di Draghi vuole riparare l'Europa. Ma come?
L'ex presidente della Bce riunisce esperti per ripensare la governance europea. L'Italia guarda con interesse.
Adriana Sole720 wordsEdition №97venerdì 28 agosto 2026 — Edizione № 97
Il nuovo Gruppo del Reno, l'iniziativa lanciata dall'ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, vuole riparare l'Europa. La domanda, secondo Euronews, è come. Il network di esperti e leader politici si propone di ripensare la governance del continente in un momento di crisi multiple.
In un'intervista a Euronews, il direttore esecutivo del gruppo, Luis Garicano, ha spiegato la missione dell'iniziativa, i suoi membri e perché lanciarla proprio ora. Il gruppo prende il nome dal fiume che attraversa l'Europa occidentale, simbolo della cooperazione transfrontaliera.
Per l'Italia, il progetto ha un significato particolare. Draghi, ex presidente del Consiglio italiano, porta nel dibattito europeo la prospettiva di un paese fondatore dell'Unione, ma spesso ai margini delle decisioni cruciali.
Il Gruppo del Reno rappresenta un tentativo ambizioso di influenzare il futuro dell'integrazione europea. Secondo Euronews, l'iniziativa riunisce figure di spicco della politica, dell'economia e dell'accademia per elaborare proposte concrete su come riformare l'Unione.
Luis Garicano, economista spagnolo ed ex eurodeputato, ha descritto la missione del gruppo come un tentativo di 'riparare' l'Europa. Il termine non è casuale: evoca un continente danneggiato da anni di crisi — dalla pandemia alla guerra in Ucraina, dall'inflazione alla crisi energetica — che necessita di un intervento strutturale.
La scelta del nome 'Gruppo del Reno' non è puramente geografica. Il Reno è stato storicamente un'arteria commerciale vitale e un simbolo di integrazione tra Francia e Germania, i due paesi che hanno guidato il progetto europeo. Il gruppo sembra voler evocare questa tradizione di cooperazione transfrontaliera.
Per l'Italia, il coinvolgimento di Draghi è duplice. Da un lato, l'ex presidente della Bce porta una credibilità internazionale che pochi leader europei possono vantare. Dall'altro, la sua esperienza come presidente del Consiglio italiano — dove ha guidato un governo di unità nazionale dal 2021 al 2022 — gli ha dato una conoscenza diretta delle sfide che i paesi del Sud Europa affrontano.
Secondo Euronews, il gruppo si concentrerà su diverse aree chiave: la governance economica, la difesa comune, la politica energetica e l'allargamento dell'Unione. Sono tutti temi in cui l'Italia ha interessi diretti.
Sul fronte della governance economica, il dibattito riguarda le regole di bilancio europee. L'Italia, con il suo alto debito pubblico, ha spesso trovato difficile rispettare i parametri di Maastricht. Una riforma che tenga conto degli investimenti e della crescita potrebbe essere vista con favore da Roma.
La difesa comune è un altro tema delicato. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina, la discussione su una maggiore integrazione militare europea è tornata in primo piano. L'Italia, membro fondatore della Nato, ha una posizione complessa: sostiene l'integrazione europea della difesa ma non vuole indebolire l'alleanza atlantica.
Sul fronte energetico, il gruppo potrebbe affrontare la questione della dipendenza europea dalle importazioni di gas e petrolio. L'Italia, che ha cercato di diversificare le sue fonti energetiche dopo la crisi ucraina, potrebbe beneficiare di una strategia comune europea.
L'allargamento dell'Unione è un altro tema all'ordine del giorno. Con l'Islanda che vota sull'adesione all'UE e i paesi dei Balcani occidentali in fila, la questione di come gestire l'espansione del blocco è urgente. L'Italia, che ha confini marittimi con i Balcani, ha un interesse diretto nella stabilità di quella regione.
Garicano ha sottolineato a Euronews che il gruppo vuole essere pragmatico, non utopico. L'obiettivo non è un federalismo astratto, ma soluzioni concrete ai problemi che i cittadini europei affrontano quotidianamente.
Il lancio del gruppo avviene in un momento di particolare tensione politica in Europa. Le elezioni in diversi paesi membri hanno rafforzato i partiti euroscettici, mentre la guerra in Ucraina continua a mettere alla prova l'unità del blocco.
Per l'Italia, il Gruppo del Reno rappresenta anche un'opportunità per riaffermare il suo ruolo centrale nel progetto europeo. Dopo anni in cui il paese è stato percepito come un partner problematico, Draghi potrebbe contribuire a rilanciare l'immagine dell'Italia come attore costruttivo.
La domanda che molti osservatori si pongono, secondo Euronews, è se il gruppo avrà un impatto reale sulle politiche europee o rimarrà un esercizio intellettuale. La risposta dipenderà dalla capacità di tradurre le idee in proposte concrete e di trovare alleati nelle istituzioni europee.
Il gruppo si inserisce in un panorama di iniziative simili, come il rapporto Draghi sulla competitività europea presentato nel 2024. Quel rapporto, che conteneva raccomandazioni dettagliate su come rilanciare l'economia del continente, è stato ampiamente discusso ma solo parzialmente implementato.
Garicano ha indicato che il Gruppo del Reno vuole evitare lo stesso destino, mantenendo un dialogo costante con i decisori politici e monitorando l'implementazione delle raccomandazioni. La presenza di membri con esperienza di governo, come Draghi stesso, potrebbe facilitare questo processo.
Per il governo italiano, il gruppo rappresenta una risorsa potenziale. Le proposte che emergeranno potrebbero influenzare il dibattito europeo su temi cruciali per Roma, dalla riforma del Patto di stabilità alla politica di coesione.
Il futuro del progetto dipenderà dalla capacità di costruire consenso in un'Europa frammentata. Ma la scelta di Draghi come figura guida — un leader rispettato sia a Francoforte che a Roma, sia a Parigi che a Berlino — suggerisce che il gruppo ha ambizioni serie.
Mentre l'Europa affronta sfide esistenziali, dalla guerra ai cambiamenti climatici, il Gruppo del Reno offre una piattaforma per ripensare il futuro del continente. Per l'Italia, è un'opportunità per essere al centro del dibattito, non ai margini.
