The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
…
← Back to the edition

NAZIONALE

Il Guardian: Meloni sopravvissuta, ma Vannacci minaccia il governo dal fianco destro

Un'opinione del quotidiano britannico ricostruisce la longevità del governo e la sfida del generale: elezioni nel 2027 e una destra che si sposta

Davide Ruspoli1,000 wordsEdition №160sabato 24 ottobre 2026 — Edizione № 160

Il Guardian, in un'opinione firmata da Riccardo Alcaro, ricostruisce la posizione del governo italiano: diventato il più longevo nella storia repubblicana, con un indice di approvazione personale della premier intorno al 41%, tra i più alti tra i leader dell'Europa occidentale. Ma il giornale britannico aggiunge che questo potrebbe non bastare per il ritorno al potere della coalizione nel 2027.

La minaccia, secondo il Guardian, viene dalla destra stessa: il nuovo movimento guidato dall'ex generale Roberto Vannacci, 'Futuro Nazionale', sta erodendo i consensi della Lega e insidia la coalizione di governo sul fianco. Il giornale paragona la strategia di Vannacci a quella di Marine Le Pen in Francia: sfruttare i disordini per accreditarsi come forza dell'ordine.

Per Roma la lettura è istituzionale. La capitale è il luogo in cui si misura la tenuta delle coalizioni, e la stampa estera che segue palazzo Chigi da fuori offre una chiave utile: la longevità del governo non coincide con la sicurezza elettorale, e la sfida più insidiosa non arriva dall'opposizione ma dai propri alleati.

L'articolo del Guardian è un'opinione, non un dispaccio, e va letto come tale. Riccardo Alcaro sostiene che il governo presieduto da Giorgia Meloni è diventato il più longevo della storia repubblicana, che la sua politica estera moderata e un certo carisma personale hanno rafforzato il profilo della premier come leader di riferimento della destra europea, e che persino una recente frizione con Donald Trump ha contribuito a definirne l'immagine.

Il dato che il Guardian mette in evidenza è l'approvazione personale della premier, intorno al 41%, tra le più alte tra i leader dell'Europa occidentale, insieme alla tenuta del partito di governo in un'epoca anti-incumbent. È un quadro che la stampa britannica considera notevole, ma che il giornale non ritiene sufficiente a garantire la rielezione della coalizione nel 2027.

La sfida, secondo il Guardian, viene da destra. Roberto Vannacci, generale di lungo corso, nel 2023 ha pubblicato 'Il mondo al contrario', un libro di posizioni iper-conservatrici che lo ha reso un personaggio mediatico e gli è costato la sospensione dalle forze armate. Matteo Salvini, leader della Lega e alleato junior della coalizione, lo ha portato nelle proprie fila per rilanciare i consensi in calo: nel 2024 Vannacci è stato eletto al Parlamento europeo.

Poi la rottura. Secondo il Guardian, Vannacci ha lasciato la Lega e quest'anno ha fondato un nuovo partito di estrema destra, 'Futuro Nazionale', verso cui i sondaggi indicano che la Lega sta perdendo consensi, mettendo a rischio la rielezione della coalizione guidata da Meloni. È un passaggio che interessa Roma perché tocca l'equilibrio interno della maggioranza e la tenuta del governo in carica.

Il giornale britannico nota una contraddizione: la logica elettorale e la comune matrice ideologica spingerebbero verso un'alleanza tra Meloni e Vannacci, ma l'estremismo di quest'ultimo rende l'intesa difficile. Il tema della 'remigrazione' — il rientro forzato dei migranti nei paesi d'origine — è tra i cavalli di battaglia del generale, e segna una distanza che la premier non può colmare senza perdere credibilità moderata.

Per la redazione capitolina c'è un secondo livello di lettura. Il Guardian collega esplicitamente la sfida di Vannacci ai disordini di Milano: il generale, come Marine Le Pen in Francia, cercherà di sfruttare le proteste per promuovere le proprie credenziali di legge e ordine. Se ci riuscirà, scrive il giornale, sarà a spese della coalizione di governo. È un meccanismo che a Roma si conosce: ogni ondata di protesta nelle città diventa terreno di competizione tra alleati.

Il quadro europeo aiuta a capire la posta. Il Guardian, in un altro articolo del 21 ottobre, sostiene che l'estrema destra europea sta usando la violenza delle proteste per spingere un'agenda anti-immigrazione e autoritaria, presentando i disordini come conseguenza del fallimento della governance liberale. Vannacci si inserisce in questa tendenza continentale, e la sua forza — secondo il giornale — sta proprio nel parlare a un elettorato che si sente non rappresentato dalla destra di governo.

La longevità del governo, d'altra parte, è un fatto che la stampa estera registra con attenzione. In un paese che ha cambiato esecutivo con frequenza notevole nella storia repubblicana, un governo che dura più a lungo di tutti i precedenti è una notizia. Ma il Guardian avverte: la longevità non è una garanzia elettorale, e l'usura del potere può pesare più della stabilità.

C'è poi il fattore internazionale. Il giornale cita la frizione con Donald Trump come elemento che ha contribuito a rafforzare il profilo della premier: un dettaglio che a Roma si legge nel quadro dei rapporti transatlantici, dove il governo italiano cerca di tenere insieme l'alleanza con Washington e la propria collocazione europea. La stampa britannica guarda a questo equilibrio con interesse, perché lo considera parte della credibilità internazionale della premier.

Il riferimento alle elezioni del 2027 è il punto su cui il Guardian costruisce la propria analisi. La scadenza elettorale non è imminente, ma la competizione interna alla destra è già in corso, e la capacità di Vannacci di attrarre consensi ai danni della Lega è il termometro che il giornale usa per misurare la tenuta della coalizione. Per Roma è un promemoria: la politica nazionale si gioca anche nei collegi della capitale.

La città, del resto, è il luogo in cui la destra di governo e la destra radicale si contendono spazi e simboli. Le proteste giovanili, le occupazioni scolastiche, le manifestazioni di piazza sono tutti terreni su cui la competizione tra Meloni e Vannacci si misura. La stampa estera non entra nei dettagli romani, ma la cornice che offre — un governo longevo insidiato dal proprio fianco — è quella in cui la politica capitolina si muove.

Il Guardian non azzarda previsioni. Il suo articolo si chiude sulla constatazione che l'alleanza tra Meloni e Vannacci sarebbe logicamente desiderabile ma ideologicamente difficile, e che la partita resta aperta. È una prudenza che questo giornale condivide: la stampa internazionale può descrivere le dinamiche, non anticipare i risultati.

Cosa aspettarsi. Le prossime settimane diranno se Vannacci riuscirà a capitalizzare i disordini di Milano e le proteste giovanili, e se il governo riuscirà a tenere insieme la coalizione mentre la destra si sposta. Per Roma, capitale e sede del governo, la posta è doppia: la tenuta dell'esecutivo e la credibilità internazionale del paese. La stampa estera continuerà a guardare, e la capitale continuerà a essere il palcoscenico.

Share