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Hamilton al Guardian: «Voglio andare», il finale di stagione resta in bilico
Il pilota della Ferrari spera che Qatar e Abu Dhabi si corrano ancora; il Guardian scrive che le due gare potrebbero essere cancellate
Tobia Marenghi700 wordsEdition №125giovedì 24 settembre 2026 — Edizione № 125
Lewis Hamilton, pilota della Ferrari, ha dichiarato al Guardian di sperare che la stagione di Formula 1 possa concludersi con i due round programmati in Qatar e Abu Dhabi. Il quotidiano britannico riferisce che le gare potrebbero ancora essere cancellate a causa della guerra in corso.
La frase che il Guardian mette in evidenza è diretta: «Adoro andare in Medio Oriente», ha detto il pilota. È una presa di posizione personale su una questione che riguarda il calendario, non la pista.
Per la Formula 1, il finale di stagione è da tempo una questione logistica e politica oltre che sportiva. Il calendario si chiude tradizionalmente nel Golfo, e la sua tenuta dipende da condizioni che nessuna scuderia controlla.
La Ferrari, unica scuderia italiana in griglia, è parte diretta della vicenda: le sue ultime gare dell'anno si giocano lì, davanti a un pubblico che in Italia segue il finale in orari notturni.
Il Guardian ha pubblicato mercoledì la posizione di Lewis Hamilton sul finale di stagione. Il pilota della Ferrari ha detto di sperare che il campionato possa ancora concludersi con i due appuntamenti in Qatar e Abu Dhabi, mentre il quotidiano britannico riferisce che le gare potrebbero essere cancellate a causa della guerra in corso.
La citazione che il Guardian sceglie di mettere in apertura è breve e personale: «Adoro andare in Medio Oriente». Non è una dichiarazione tecnica né un annuncio di scuderia: è la posizione di un pilota su un tema che riguarda il calendario.
Il contesto è quello di una Formula 1 che da anni chiude la stagione nel Golfo. Il finale in Medio Oriente è diventato una consuetudine del calendario, sostenuto da investimenti, circuiti di nuova generazione e accordi pluriennali. La sua continuità, però, non dipende solo dagli organizzatori.
Per la stampa britannica la notizia ha un peso particolare. Il Regno Unito ospita la maggior parte dei team e dei media specializzati, e le decisioni sul calendario finiscono per essere lette lì prima che altrove. Il Guardian, che segue la Formula 1 con attenzione costante, ha scelto di dare spazio alle parole di Hamilton.
Per l'Italia, il tema ha un doppio risvolto. Il primo è sportivo: la Ferrari è l'unica scuderia italiana in griglia, e le gare di chiusura sono parte della sua stagione. Il secondo è di pubblico: il finale si corre in orari che in Italia cadono nella notte, e la sua eventuale cancellazione cambierebbe la programmazione televisiva e l'attenzione dei tifosi.
La questione tocca anche il modo in cui il calendario si è dilatato. Negli ultimi anni la Formula 1 ha ampliato il numero di gare e la loro distribuzione geografica, inseguendo mercati nuovi. Il Medio Oriente è tra i territori che hanno beneficiato di questo processo, con contratti di lungo periodo e infrastrutture dedicate.
Le parole di Hamilton, come le riporta il Guardian, non entrano nel merito delle ragioni della possibile cancellazione. Il quotidiano si limita a indicare la guerra in corso come causa del dubbio. Non ci sono, nella sua copertura, dettagli su tempi, decisioni o trattative.
Questo è il punto che le fonti sostengono e oltre il quale non si può andare. Non è noto se le gare verranno confermate o annullate, né quando una decisione sarà presa. Il dispaccio si ferma a ciò che il Guardian ha riferito: due round in dubbio e un pilota che spera di correrli.
Per la Ferrari, la posta in gioco è doppia. La scuderia italiana ha una base di tifosi che coincide in larga parte con il pubblico italiano della Formula 1, e il finale di stagione è il momento in cui l'attenzione è più alta. Un calendario che cambia all'ultimo momento ha conseguenze su preparazione, logistica e visibilità.
Il tema del Medio Oriente, del resto, non è nuovo per la Formula 1. Il circus ha costruito nel Golfo una presenza stabile, fatta di circuiti permanenti e di appuntamenti ricorrenti. La guerra in corso, per come la descrive il Guardian, mette in discussione questa stabilità.
Resta da vedere quale sarà la decisione. Intanto, la posizione di un pilota della Ferrari su una questione di calendario diventa, per la stampa internazionale, una notizia a sé: non un annuncio, ma una voce autorevole che si esprime su dove il campionato dovrebbe finire.
