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VALLE D'AOSTA

Solo il Cervino tiene aperta la pista: chiuso il ghiacciaio Hintertux

Il ghiacciaio austriaco si ferma per 6-10 settimane. Il Matterhorn Glacier Paradise resta l'unico impianto al mondo aperto tutto l'anno, accessibile anche dalla Valle d'Aosta.

Camille Bréan947 wordsEdition61giovedì 30 luglio 2026 — Edizione № 61

Snow-Forecast.com ha annunciato lunedì la chiusura del ghiacciaio Hintertux in Austria per una pausa estiva di sei-dieci settimane. Con questa sospensione, nel mondo rimane una sola pista da sci all'aperto aperta 365 giorni l'anno: il Matterhorn Glacier Paradise sopra Zermatt, che per gran parte dell'anno è accessibile anche da Cervinia, sul versante italiano del confine.

La notizia arriva in una stagione in cui le ondate di calore consecutive hanno messo sotto pressione i ghiacciai alpini. Il ghiacciaio del Cervino – come molti altri nelle Alpi – ha perso massa ogni estate, e la sua capacità di sostenere lo sci estivo dipende da interventi tecnici sempre più costosi.

Il ghiacciaio Hintertux, nel Tirolo austriaco, è tradizionalmente una delle poche località al mondo a garantire lo sci anche nei mesi più caldi. La sua chiusura estiva, sebbene programmata e non eccezionale, ha un valore simbolico: riduce a zero il numero di comprensori che offrono sci ininterrotto fuori dalle Alpi svizzero-italiane.

Snow-Forecast.com, portale specializzato in previsioni meteorologiche per gli sport invernali, ha diffuso la notizia con un post che sottolinea come il Matterhorn Glacier Paradise sia ora l'unica area rimasta che mantiene una pista aperta tutto l'anno. Il sito non ha fornito dettagli sulle ragioni della chiusura di Hintertux, ma ha indicato una durata compresa tra sei e dieci settimane.

Il Matterhorn Glacier Paradise si trova a 3.883 metri di quota, sul ghiacciaio del Cervino, al confine tra Svizzera e Italia. Dal lato italiano, la stazione di Cervinia – in Valle d'Aosta – è collegata al comprensorio tramite funivie e piste. Per i turisti che arrivano dal tunnel del Monte Bianco o da Aosta, la via è breve: circa due ore di auto fino a Cervinia, poi gli impianti portano direttamente al ghiacciaio.

La Valle d'Aosta ha costruito buona parte della sua offerta turistica invernale attorno allo sci d'alta quota. Cervinia, insieme a Courmayeur e La Thuile, attira visitatori da tutta Europa e dal Nordamerica. La possibilità di sciare anche in estate – quando le piste a valle sono chiuse – è un fattore distintivo per il turismo di nicchia, che include atleti in allenamento e famiglie in cerca di fresco.

L'estate 2026, però, ha portato condizioni meteorologiche estreme. La quarta ondata di caldo che sta investendo l'Italia in questi giorni – con temperature fino a 41 °C nelle pianure – ha effetti anche in alta montagna. Le Alpi si stanno riscaldando a un ritmo doppio rispetto alla media globale, secondo studi scientifici citati regolarmente dalla stampa internazionale. I ghiacciai alpini hanno perso circa il 40% del loro volume dal 2000.

Il ghiacciaio del Cervino non fa eccezione. Negli ultimi decenni il suo fronte si è ritirato di centinaia di metri, e la copertura nevosa estiva si assottiglia. Per mantenere aperta la pista tutto l'anno, gli operatori del Matterhorn Glacier Paradise utilizzano teli geotessili per proteggere il ghiaccio dal sole e, quando necessario, innevamento artificiale. Interventi che hanno un costo energetico e finanziario crescente.

La chiusura di Hintertux riaccende il dibattito sul futuro degli sport invernali in un clima che cambia. Già diverse località austriache e italiane hanno ridotto l'offerta sciistica estiva negli ultimi anni. Nel 2024, il ghiacciaio del Passo dello Stelvio ha chiuso la sua pista estiva per problemi di sicurezza legati al ritiro del ghiaccio. Il ghiacciaio del Presena, in Trentino, ha visto una riduzione delle piste accessibili.

Per la Valle d'Aosta, la dipendenza dal turismo invernale è un tema economico centrale. Secondo dati della stampa estera, la regione accoglie circa tre milioni di presenze turistiche all'anno, concentrate nei mesi invernali. L'estate – con escursionismo, ciclismo e cultura – è in crescita, ma lo sci resta il motore principale. La conservazione del ghiacciaio del Cervino è quindi vista come prioritaria.

Il confine tra Italia e Svizzera, in questo contesto, diventa un laboratorio di cooperazione. Gestire un comprensorio che attraversa due paesi richiede accordi su valanghe, sicurezza, tariffe e impatto ambientale. Il Matterhorn Glacier Paradise è un esempio di gestione transfrontaliera, ma la sua sostenibilità a lungo termine è messa in discussione dagli stessi fattori climatici.

Dal punto di vista della protezione civile alpina, la chiusura dei ghiacciai estivi non è solo una questione turistica. I ghiacciai agiscono come riserve d'acqua: il loro scioglimento progressivo alimenta i fiumi in estate, ma quando scompaiono, il regime idrico cambia, con possibili conseguenze per l'agricoltura e l'energia idroelettrica a valle. La Valle d'Aosta produce circa il 70% della sua elettricità da centrali idroelettriche, molte delle quali alimentate dall'acqua di fusione dei ghiacciai.

Alcune voci del settore turistico locale – non citate direttamente dalle fonti internazionali – hanno espresso preoccupazione per la stagione estiva 2026. I tour operator che organizzano settimane di sci estivo a Cervinia hanno già segnalato una domanda stabile, ma il rischio di chiusure anticipate a causa del caldo è concreto. Per ora, il Matterhorn Glacier Paradise rimane aperto, ma la finestra operativa si restringe.

Snow-Forecast.com non ha fornito indicazioni su una possibile riapertura del ghiacciaio Hintertux dopo la pausa estiva. La chiusura programmata potrebbe essere seguita da una valutazione delle condizioni del ghiaccio. Se la tendenza al riscaldamento continua, è probabile che sempre meno impianti potranno garantire lo sci tutto l'anno, trasformando l'offerta alpina in un'esperienza sempre più stagionale e costosa.

Per il visitatore che arriva in Valle d'Aosta, il messaggio è duplice: da un lato, la regione offre ancora un accesso unico a una delle ultime piste perenni delle Alpi; dall'altro, il paesaggio che vede è in trasformazione. I ghiacciai che incorniciano le vette non sono eterni. La stampa estera, dal Guardian al New York Times, ha dedicato ampio spazio al ritiro dei ghiacciai alpini, spesso usando le Alpi italiane come simbolo del cambiamento climatico in Europa.

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