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Houthi nel Mar Rosso: Genova teme il rialzo dei costi marittimi
Il gruppo yemenita minaccia la navigazione nel Mar Rosso. I porti europei si preparano a deviazioni di rotta e aumenti tariffari.
Marina Doria1,289 wordsEdition №13venerdì 12 giugno 2026 — Edizione № 13

Il gruppo Houthi con base nello Yemen ha dichiarato giovedì un 'divieto completo e totale della navigazione marittima israeliana nel Mar Rosso', considerando tutti i movimenti nemici come 'legittimi obiettivi militari'. La minaccia fa parte di un'escalation più ampia nel conflitto tra Iran e Israele, con gli Houthi uniti all'Iran negli attacchi. Per il porto di Genova e la logistica marittima italiana, la dichiarazione rappresenta un nuovo elemento di rischio nelle rotte commerciali globali.
La Seatrade Maritime ha riportato la minaccia come parte della copertura della sicurezza marittima nel Mar Rosso. La regione è uno dei corridoi commerciali più importanti del mondo: il 12% del commercio globale passa per il Canale di Suez e il Mar Rosso. Qualsiasi interruzione o aumento del rischio di attacco comporta deviazioni di rotta, costi di assicurazione più elevati e tempi di transito allungati.
Il porto di Genova, che gestisce circa 2,6 milioni di TEU (container standard) annualmente, dipende dalle rotte che passano per il Mar Rosso e il Canale di Suez. Un'interruzione prolungata significherebbe deviare il traffico attorno al Capo di Buona Speranza, aggiungendo due settimane ai tempi di transito e costi significativi per il carburante.
