PUGLIA
Hub di rimpatrio Ue, il dossier che tocca il Sud
Cinque stati membri puntano a un accordo per il 2027 con un paese extraeuropeo: l'Italia valuta il ruolo mentre l'Adriatico resta una rotta migratoria
Francesca Lazzari709 wordsEdition №105sabato 5 settembre 2026 — Edizione № 105
Cinque paesi dell'Unione Europea stanno cercando un accordo con un paese non UE non identificato per ospitare un 'hub di rimpatrio' per i migranti le cui domande di asilo sono state respinte, con una data di inizio prevista per il 1° gennaio, ha dichiarato venerdì un ministro danese, come riporta The Local Italy. L'iniziativa mira a centralizzare le procedure di rimpatrio in un paese terzo, sollevando questioni legali e politiche complesse.
La notizia arriva in un momento in cui l'Italia è al centro del dibattito europeo sulla gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo. La stampa internazionale segue con attenzione il ruolo del governo italiano nelle politiche di rimpatrio dell'UE, un tema che tocca direttamente le regioni di frontiera come la Puglia, affacciata sul canale d'Otranto e da anni crocevia di arrivi via mare.
L'accordo, che coinvolge cinque stati membri non ancora identificati, rappresenta un tentativo di rispondere alla pressione migratoria con soluzioni coordinate a livello europeo. La data di inizio prevista per il 1° gennaio 2027 indica una tempistica ravvicinata, ma restano numerose incognite: dall'identità del paese ospitante alle garanzie legali per i richiedenti asilo respinti.
