EMILIA-ROMAGNA
L'Hugo tallona l'Aperol: l'estate dello spritz conquista la Gran Bretagna
Il cocktail al sambuco cresce in modo esplosivo nel Regno Unito, con varietà Campari, Sarti Rosa e limoncello che decollano
Giulia Benati720 wordsEdition №81mercoledì 12 agosto 2026 — Edizione № 81
È l'estate dello spritz. I dati di vendita britannici mostrano il cocktail Hugo al sambuco che sta tallonando il leader di mercato Aperol per essere la bevanda preferita di quest'anno, secondo quanto riportato dal Guardian. La bevanda al sambuco sta godendo di una crescita esplosiva, con varietà Campari, Sarti Rosa e limoncello che stanno decollando.
Per l'Emilia-Romagna, la notizia non è solo una curiosità da bar. La regione è il cuore della food economy italiana e la cultura dell'aperitivo — con i suoi spritz, i suoi stuzzichini e i suoi prodotti tipici — è uno dei motori dell'export alimentare che il mondo associa al made in Italy.
Il successo dell'Hugo e dello spritz in generale conferma una tendenza che gli osservatori del commercio internazionale seguono da anni: i prodotti italiani non si vendono solo come ingredienti, ma come stile di vita. E l'Emilia-Romagna, con le sue eccellenze gastronomiche, è in prima linea in questa narrazione.
Il Guardian ha riportato che l'Hugo, cocktail a base di sambuco, prosecco e acqua frizzante, sta vivendo una crescita esplosiva nel Regno Unito. I dati di vendita mostrano che la bevanda sta tallonando l'Aperol Spritz, il cocktail italiano per eccellenza, per il titolo di drink preferito dell'estate britannica.
L'articolo del Guardian cita varietà Campari, Sarti Rosa e limoncello come stanno decollando, segno che il gusto italiano sta conquistando nuovi consumatori in un mercato tradizionalmente legato alla birra e al gin tonic. La 'lotta al bar' tra Hugo e Aperol è descritta dal giornale britannico come una competizione che definisce l'estate 2026.
Per l'Emilia-Romagna, la cultura dell'aperitivo è un tratto identitario. Bologna, Modena e Parma hanno ciascuna la propria tradizione di stuzzichini e cocktail che accompagnano il fine pasto o il pre-cena. Ma c'è di più: il prosecco, ingrediente base dello spritz, arriva in gran parte dal Veneto, ma la filiera dell'aperitivo coinvolge tutta la pianura padana, dalla produzione di vino a quella di distillati e liquori.
Il limoncello, citato dal Guardian come varietà in crescita, è tradizionalmente un prodotto del Sud Italia, ma la sua diffusione nei cocktail europei dimostra come l'industria delle bevande italiana stia innovando senza perdere le radici. E l'Emilia-Romagna, con la sua tradizione di liquori artigianali come il Nocino, osserva con attenzione questa tendenza.
La food economy emiliano-romagnola ha costruito la sua reputazione su prodotti solidi: Parmigiano Reggiano, prosciutto di Parma, aceto balsamico. Ma il successo dello spritz mostra che l'Italia esporta anche cultura immateriale, uno stile di convivialità che i consumatori stranieri vogliono replicare a casa loro.
Il Guardian ha definito l'estate 2026 come 'l'estate dello spritz', un'espressione che i produttori italiani di bevande accolgono con favore. La crescita dell'Hugo e delle sue varianti indica che il mercato non si ferma all'Aperol: c'è spazio per l'innovazione, purché resti dentro il solco della tradizione italiana.
Per i distretti emiliani, la notizia ha anche un risvolto pratico. Le aziende che producono macchinari per il confezionamento — un settore in cui la regione è leader mondiale — seguono con attenzione i trend di consumo: quando un cocktail diventa di moda, cresce la domanda di bottiglie, etichette e imballaggi, e le macchine emiliane sono quelle che li producono.
La copertura del Guardian si inserisce in un quadro più ampio di attenzione internazionale al cibo e alle bevande italiane. La stampa estera racconta da anni il made in Italy come un modello di qualità e autenticità, e il successo dello spritz nel Regno Unito è l'ultimo capitolo di questa storia.
Per la redazione emiliano-romagnola, l'estate dello spritz è anche un'occasione per riflettere sul valore della cultura alimentare come soft power. Quando un consumatore londinese ordina un Hugo, non compra solo un cocktail: compra un'idea di Italia fatta di sole, convivialità e gusto. E quella idea, l'Emilia-Romagna la produce ogni giorno.
Il futuro? Il Guardian suggerisce che la competizione tra Hugo e Aperol è ancora aperta, e che le vendite delle prossime settimane decideranno il cocktail dell'anno. Ma per l'Italia, qualunque sia il vincitore, la vera notizia è che il mondo continua a bere italiano.
