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LOMBARDIA

L'estate dello spritz: l'Hugo tallona l'Aperol, Milano osserva

Il cocktail al sambuco cresce nei dati di vendita britannici e punta al trono dell'aperitivo italiano

Beatrice Comolli620 wordsEdition78domenica 9 agosto 2026 — Edizione № 78

L'estate italiana degli spritz ha un nuovo protagonista, e non è quello che ci si aspetterebbe. Secondo un'analisi pubblicata dal Guardian, il cocktail Hugo — a base di sciroppo di sambuco, prosecco e soda — sta registrando una crescita esplosiva nei dati di vendita britannici, tallonando il leader di mercato Aperol nella corsa alla bevanda preferita dell'anno.

La notizia arriva in piena stagione turistica, quando i bar di Milano e della Lombardia riempiono i plateatici con ordinazioni di Aperol Spritz, il classico arancione che da decenni domina l'aperitivo. Ma il report del Guardian suggerisce che il gusto sta cambiando, e il sambuco — ingrediente storicamente legato al Nord Europa — sta conquistando anche il palato internazionale che guarda all'Italia.

Il Guardian ha dedicato un'analisi approfondita al fenomeno, riportando dati di vendita britannici che mostrano l'Hugo in forte ascesa. Il cocktail, che ha origine in Trentino-Alto Adige, combina prosecco, sciroppo di fiori di sambuco, acqua frizzante e menta, ed è tradizionalmente servito come alternativa più leggera e meno dolce all'Aperol Spritz.

Secondo il quotidiano britannico, la bevanda sta beneficiando di una tendenza più ampia verso cocktail meno alcolici e più rinfrescanti, adatti al consumo diurno. Il sambuco, ingrediente percepito come naturale e artigianale, si adatta a questa narrativa meglio dell'amaro arancione, che resta comunque il punto di riferimento del mercato.

Le varietà segnalate dal Guardian includono versioni prodotte da Campari, Sarti Rosa e limoncello, a testimonianza di come i grandi gruppi del beverage stiano investendo per cavalcare la tendenza. Per l'industria lombarda, che ospita la sede di Campari a Milano e numerosi produttori di prosecco e vini spumanti, il fenomeno ha implicazioni dirette.

La Lombardia è il cuore finanziario e commerciale del settore beverage italiano: qui hanno sede i principali gruppi di distribuzione, le agenzie di marketing e i player internazionali che osservano il mercato. Un cambiamento nei gusti dei consumatori britannici — storicamente tra i primi ad adottare tendenze destinate a diffondersi in Europa — potrebbe anticipare un'evoluzione più ampia.

Il Guardian sottolinea che la crescita dell'Hugo è particolarmente marcata nel Regno Unito, dove il consumo di spritz è esploso negli ultimi anni come parte della cultura dell'aperitivo importata dall'Italia. Ma il dato ha rilevanza anche per il turismo lombardo: i visitatori britannici sono tra i più numerosi a Milano e sui laghi, e le loro preferenze influenzano direttamente l'offerta dei bar.

Gli operatori del settore alberghiero lombardo seguono con attenzione questi segnali. La stagione estiva 2026, segnata da un turismo in crescita nonostante le tensioni internazionali, rappresenta un banco di prova per la capacità del made in Italy di adattarsi ai nuovi gusti senza perdere la propria identità.

Il confronto tra Hugo e Aperol è anche una storia di geografia: il sambuco evoca le Alpi e il Nord, mentre l'amaro arancione è nato a Padova e si è diffuso da Venezia. La competizione tra i due cocktail riflette una tensione più ampia tra tradizione e innovazione che attraversa l'industria italiana del beverage.

Per Milano, capitale del design e del marketing, la sfida è trasformare la tendenza in opportunità: i gruppi locali stanno già sviluppando versioni premium dell'Hugo, puntando su ingredienti di alta qualità e presentazioni curate. Il Guardian cita la varietà di Campari come esempio di come i grandi marchi stiano rispondendo alla domanda.

La stampa internazionale, dal canto suo, ha colto il potenziale narrativo della sfida: l'Hugo che insidia l'Aperol è una storia di cambiamento dei gusti, di globalizzazione delle tendenze e di un'Italia che continua a dettare legge nel settore degli aperitivi, pur reinventandosi.

I dati britannici, riportati dal Guardian, mostrano che l'Hugo è ormai stabilmente al secondo posto nelle vendite di cocktail pronti e al banco, con una crescita a doppia cifra rispetto all'anno precedente. Se il trend dovesse consolidarsi, l'estate 2026 potrebbe essere ricordata come la stagione in cui il sambuco ha sfidato l'arancio.

Per i bar lombardi, la convivenza tra i due cocktail è già una realtà: molti locali milanesi hanno aggiunto l'Hugo al menù accanto al classico spritz, offrendo ai clienti una scelta che prima non esisteva. Il Guardian riporta che la domanda è trainata soprattutto dai consumatori più giovani, attratti dalla leggerezza e dalla novità.

L'industria del prosecco, che in Lombardia trova un importante canale distributivo, osserva il fenomeno con interesse: l'Hugo richiede vino spumante, e la crescita del cocktail potrebbe sostenere la domanda in un momento di incertezza per il settore vitivinicolo italiano.

In conclusione, la sfida tra Hugo e Aperol raccontata dal Guardian non è solo una curiosità estiva, ma un indicatore dei movimenti profondi del mercato globale del beverage. E Milano, con la sua industria e la sua capacità di anticipare le tendenze, è pronta a giocare la sua partita.

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