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UMBRIA

Hugo sfida Aperol: l'estate italiana dello spritz cambia gusto

Il cocktail al sambuco tallona il leader di mercato nei dati britannici mentre l'Italia riscopre l'aperitivo

Niccolò Mariani778 wordsEdition78domenica 9 agosto 2026 — Edizione № 78

È l'estate dello spritz, ma il trono di Aperol vacilla. Secondo un reportage del Guardian pubblicato sabato, il cocktail Hugo al sambuco sta registrando una crescita esplosiva, con varietà di Campari, Sarti Rosa e limoncello che decollano. I dati di vendita britannici mostrano la bevanda al sambuco che tallona il leader di mercato Aperol per diventare la preferita di quest'anno.

La battaglia si gioca nei bar di mezza Europa, ma la posta in gioco è profondamente italiana. Lo spritz è un rito sociale nato nel Nord-est, e l'Hugo — creato nel 2005 da Roland Gruber in Alto Adige — ne è un figlio minore, cresciuto all'ombra delle montagne che separano l'Italia dall'Austria.

Il Guardian racconta che la bevanda al sambuco sta vivendo una crescita esplosiva, con varietà di Campari, Sarti Rosa e limoncello che decollano. Il sambuco, il fiore che dà il nome e il sapore al cocktail, è un ingrediente della tradizione contadina italiana, raccolto a fine primavera e trasformato in sciroppo nelle case di mezza penisola.

Per l'Umbria, regione interna e agricola, la notizia ha un suono familiare. Il sambuco cresce spontaneo lungo i fossi e ai margini dei boschi appenninici, e la sua raccolta è un gesto che molte famiglie ripetono ogni anno. Che il fiore dei campi umbri finisca nei calici dei bar di Londra e Berlino è una piccola rivincita della provincia sul glamour metropolitano.

Il fenomeno non è solo britannico. Il Guardian cita dati di vendita che mostrano l'Hugo che tallona Aperol, ma la sfida si gioca anche nei bar italiani, dove l'aperitivo è un appuntamento quotidiano. La versione classica — Prosecco, sambuco, acqua frizzante, lime e menta — è ormai un classico nei menu, accanto allo spritz arancione.

La crescita dell'Hugo è anche una storia di marketing. Il cocktail ha il vantaggio di essere più leggero e meno dolce dell'Aperol, con una gradazione alcolica inferiore. In un'epoca di attenzione alla salute e al consumo consapevole, queste caratteristiche lo rendono una scelta attraente per chi vuole sorseggiare senza esagerare.

C'è poi la questione del colore. L'Aperol è arancione, il colore dell'estate italiana per eccellenza, del tramonto sulle spiagge e delle sedute in piazza. L'Hugo è trasparente, con un riflesso verdognolo dato dal sambuco e dalla menta. È un'estetica diversa, più fresca e meno appariscente, che parla a un pubblico diverso.

Il Guardian osserva che la crescita dell'Hugo è parte di un fenomeno più ampio: l'italianità come stile di vita esportata nel mondo. Lo spritz è diventato un simbolo del 'dolce far niente', e i dati di vendita britannici mostrano che il rito dell'aperitivo ha superato i confini italiani.

Per l'Umbria, terra di produzione del Prosecco solo come consumatrice, la notizia è comunque rilevante. Il turismo enogastronomico è uno dei motori dell'economia regionale, e l'aperitivo è un momento chiave dell'esperienza turistica. I visitatori stranieri che arrivano a Perugia, Assisi e Orvieto cercano proprio questo: un calice in una piazza storica, al tramonto.

La sfida tra Hugo e Aperol ha anche un risvolto economico per i produttori. Campari, che possiede il marchio Aperol, vede minacciato il suo prodotto di punta. Il Guardian ricorda che l'Aperol è stato lanciato nel 1919 a Padova e ha conosciuto una crescita globale negli ultimi due decenni, diventando uno dei cocktail più venduti al mondo.

L'Hugo, dal canto suo, è una creatura più giovane e più locale. Nato in Alto Adige, terra di confine tra cultura italiana e tedesca, porta con sé un'identità ibrida che forse spiega il suo successo internazionale. È italiano ma non troppo, esotico ma familiare.

La stampa britannica segue con attenzione il fenomeno. Il Guardian titola 'Battaglia nei bar: il cocktail Hugo punta dritto ad Aperol nell'estate italiana degli spritz' e racconta come la bevanda al sambuco stia conquistando i consumatori con la sua leggerezza e il suo gusto floreale.

Per i bar umbri, la risposta alla sfida è già nei menu. Molti locali di Perugia e delle città minori offrono ormai l'Hugo accanto allo spritz classico, e alcuni hanno aggiunto varianti locali con limoncello o altri liquori artigianali. La creatività dei barman italiani non conosce crisi.

La stagione estiva è il momento cruciale per questa battaglia. Il Guardian scrive che non è troppo tardi per godersi l'estate dello spritz, e che i dati mostrano una crescita costante dell'Hugo mese dopo mese. Se il trend continuerà, il prossimo anno potrebbe essere il sorpasso.

Nel frattempo, nelle colline umbre, il sambuco è già fiorito e raccolto. Il suo sciroppo, fatto in casa o acquistato dai produttori locali, aspetta nei ripiani delle dispense. Quando l'estate finirà e i turisti torneranno a casa, il sambuco resterà, a ricordare che le mode passano ma i sapori della terra restano.

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