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CAMPANIA

Lo spritz cambia bandiera: l'Hugo al sambuco insidia l'Aperol

I dati di vendita britannici mostrano il cocktail al sambuco che tallona il leader di mercato: una sfida che parte da Napoli

Rosaria Esposito820 wordsEdition78domenica 9 agosto 2026 — Edizione № 78

L'estate britannica degli spritz ha un nuovo contendente: l'Hugo, cocktail al sambuco, sta registrando una crescita esplosiva nei dati di vendita del Regno Unito, tallonando il leader di mercato Aperol per diventare la bevanda preferita dell'anno, secondo il Guardian.

La bevanda, che combina sciroppo di sambuco, vino bianco e acqua frizzante, sta conquistando i pub londinesi con varietà che includono Campari, Sarti Rosa e limoncello, ha scritto il quotidiano britannico.

Per Napoli, la sfida ha un sapore particolare: il limoncello, uno dei liquori simbolo della Costiera Amalfitana e del Vesuvio, è tra gli ingredienti che stanno guidando l'ascesa del cocktail.

Il Guardian ha dedicato ampio spazio alla battaglia nei bar, raccontando come l'Hugo stia diventando il cocktail dell'estate 2026 nel Regno Unito. I dati di vendita mostrano una crescita che sorprende gli stessi operatori del settore, con il sambuco che insidia il dominio dell'Aperol, storico re degli aperitivi italiani.

La ricetta dell'Hugo è semplice: sciroppo di sambuco, vino bianco frizzante, acqua tonica e una foglia di menta. Nata in Alto Adige negli anni Duemila, la bevanda ha conquistato prima il nord Europa e ora il mercato britannico, dove viene servita in varianti sempre più creative.

Tra le varianti che stanno decollando, il Guardian cita quelle con Campari, Sarti Rosa e limoncello. Quest'ultimo ingrediente è un ponte diretto con la Campania, dove il liquore giallo prodotto con i limoni della Costiera Amalfitana e del Vesuvio è un simbolo dell'identità regionale.

La notizia arriva in un momento in cui l'aperitivo italiano è diventato un fenomeno globale. Lo spritz, nella sua versione classica con Aperol, è ormai un rito internazionale, e la sua diffusione ha contribuito a consolidare l'immagine dell'Italia come paese del buon vivere, un soft power che la stampa estera racconta con regolarità.

Per Napoli, il limoncello rappresenta una fetta importante dell'economia turistica. Le distillerie della Costiera, da Sorrento a Amalfi, producono milioni di bottiglie l'anno, vendute in gran parte ai visitatori stranieri. L'ingresso del liquore in una tendenza globale come l'Hugo potrebbe aprire nuovi mercati.

Il Guardian ha sottolineato come la crescita dell'Hugo sia trainata dai giovani consumatori britannici, attratti da un gusto meno amaro rispetto all'Aperol e da una presentazione più fresca. Il sambuco, ingrediente già noto nel Regno Unito per i cordiali tradizionali, rende il cocktail accessibile a un pubblico ampio.

La battaglia tra Hugo e Aperol è anche una battaglia di marchi. L'Aperol, di proprietà del gruppo Campari, ha dominato per anni il mercato degli aperitivi, ma la concorrenza del sambuco sta erodendo quote di mercato. Le aziende produttrici stanno rispondendo con nuove varianti e campagne pubblicitarie, ha scritto il Guardian.

Per la Campania, la sfida è duplice. Da un lato, il limoncello come ingrediente dell'Hugo potrebbe diventare un volano per le esportazioni. Dall'altro, la concorrenza tra i cocktail rischia di spostare l'attenzione dai prodotti tradizionali italiani verso bevande più internazionali.

La stampa britannica ha raccontato l'estate degli spritz come un fenomeno sociale, con i pub che riempiono le terrazze e i consumatori che sperimentano nuove combinazioni. L'Hugo, con il suo profumo floreale e il colore chiaro, si presta a essere fotografato e condiviso sui social, un elemento che ne ha accelerato il successo.

Il limoncello, dal canto suo, ha una storia diversa. Nato come liquore domestico, prodotto nelle case della Costiera con i limoni raccolti nei terrazzamenti, è diventato un prodotto commerciale solo negli ultimi decenni. Il suo ingresso nei cocktail internazionali rappresenta una maturità nuova per un prodotto che ha sempre vissuto di turismo.

I dati di vendita citati dal Guardian mostrano che l'Hugo non è più una moda passeggera. La crescita è costante da mesi, e gli operatori del settore prevedono che il cocktail continuerà a guadagnare terreno anche dopo l'estate. Per l'industria italiana degli aperitivi, la concorrenza è un segnale da non sottovalutare.

A Napoli, intanto, i bar del centro storico continuano a servire i loro spritz, con il limoncello che resta un'opzione per i turisti che vogliono assaggiare qualcosa di locale. La città, che ha fatto dell'aperitivo un rito quotidiano, osserva con curiosità la battaglia che si gioca nei pub londinesi.

La stagione estiva è il momento cruciale per il settore. Le vendite di cocktail nei mesi di luglio e agosto rappresentano una fetta significativa del fatturato annuo, e la concorrenza tra Hugo e Aperol è destinata a intensificarsi. Per i produttori campani di limoncello, l'opportunità è quella di cavalcare la tendenza.

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