The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
Back to the edition

OPINION

I bambini ucraini sulle Alpi e la domanda che l'Europa rimanda

La Redazione355 wordsEdition118giovedì 17 settembre 2026 — Edizione № 118

Il Guardian ha pubblicato questa settimana un reportage sui bambini ucraini affidati allo Stato e trasferiti all'estero dopo l'invasione russa. Molti vivono ora in piccoli villaggi delle Alpi italiane. Kyiv li vuole indietro; diversi di loro, come il quindicenne Denys che apre il pezzo, dicono di voler restare e di vedere il proprio futuro nell'Unione europea. Il giornale britannico non nasconde la tensione: da una parte il diritto di uno Stato a riprendersi i propri minori, dall'altra la volontà di ragazzi che hanno ormai messo radici altrove.

La storia arriva in Italia attraverso una lente precisa: il paese come luogo di rifugio, non come attore. È un ruolo che la stampa internazionale ci assegna spesso e che ci somiglia solo in parte. Accogliere duecento o duemila minori in un villaggio di montagna non è la stessa cosa che governare un sistema di asilo. È un'operazione di scala umana, fatta di famiglie affidatarie, scuole, parrocchie, sportelli comunali. Il Guardian la racconta così, e in questo ci riconosciamo.

Il punto scomodo è un altro. La domanda che il reportage lascia aperta non riguarda l'Italia ma l'Europa: che cosa significa proteggere un minore se poi lo si restituisce a un paese in guerra. Nessuna delle istituzioni citate ha una risposta che regga oltre la prossima stagione. Il diritto internazionale dice una cosa, l'interesse del bambino un'altra, e la politica, come spesso accade, sceglie di non scegliere.

Da fuori, l'Italia viene descritta come un luogo dove queste storie atterrano per caso, per geografia, per la presenza di una rete diffusa di comuni piccoli e accoglienti. È un ritratto lusinghiero e in parte vero. Ma è anche il ritratto di un paese che non ha mai deciso di essere questo: lo è diventato, un autobus notturno alla volta.

Non spetta a noi dire dove debbano vivere Denys e i suoi coetanei. Registriamo che la stampa straniera, quando guarda l'Italia in queste settimane, non vede un governo né una riforma: vede una valle, una casa, un ragazzo che studia. A volte è la scala giusta per capire un paese. A volte è solo la scala a cui è più facile raccontarlo.

Share