CALABRIA
Il «mago delle fughe» catturato in Spagna: gli echi nella Calabria criminale
L'arresto dell'albanese Toma Taulant, evaso da quattro carceri, riporta l'attenzione sulla porosità dei confini e sulle reti transnazionali che il Sud conosce bene.
Saverio Gallo1,247 wordsEdition №98sabato 29 agosto 2026 — Edizione № 98
La polizia spagnola ha arrestato mercoledì scorso un criminale albanese noto come il «mago delle fughe», secondo quanto riportato dal Guardian. Toma Taulant era ricercato per aver evaso da quattro prigioni in Italia e Belgio con metodi che vanno dal taglio delle sbarre all'uso di corde annodate e persino di una piramide umana. Il suo arresto arriva dopo settimane di ricerche coordinate tra le forze di polizia europee.
L'episodio non è un fatto isolato di cronaca criminale. Secondo il Guardian, Taulant rappresenta un fenomeno più ampio: la capacità di reti criminali organizzate di muoversi attraverso le frontiere europee sfruttando le debolezze nei sistemi carcerari e nelle comunicazioni transnazionali. La sua cattura in Spagna — e non in Italia dove aveva scontato parte della sua pena — mostra come le indagini richiedano oggi una cooperazione internazionale che spesso arriva tardi.
Per la Calabria, il caso acquista un significato particolare. La regione è storicamente un nodo cruciale nelle reti criminali che collegano i Balcani all'Europa occidentale, con la 'Ndrangheta e altri soggetti che operano in sinergia con gruppi albanesi e serbi. Il porto di Gioia Tauro e le rotte marittime calabresi sono stati per anni monitorati da investigatori internazionali come corridoi di traffico e movimento di persone ricercate.
