The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
…
← Back to the edition

OPINION

Il Papa al Gemelli, e Roma che si ferma ad aspettare

La Redazione382 wordsEdition №144martedì 13 ottobre 2026 — Edizione № 144

Questa settimana la copertura internazionale dell'Italia parla quasi tutta una sola lingua. Le Monde, la BBC, Al Jazeera, France 24, la CBS hanno riferito che Papa Leone XIV sarà ricoverato martedì a Roma per un intervento ai polmoni, per la rimozione di una lesione nodulare scoperta di recente e, secondo il pontefice stesso, in fase precoce. Le udienze sono state cancellate fino al 20 ottobre; il viaggio in America Latina previsto dal 6 novembre resta in calendario, ma il Vaticano non ha confermato la data dell'operazione. I medici parlano di una guarigione di circa una settimana.

C'è una differenza di tono che vale la pena notare. Le testate straniere trattano la notizia come un affare globale: un capo di Stato religioso di settantun anni, un ospedale romano, un calendario internazionale che si sposta. È il modo corretto di raccontarla, e tuttavia lascia fuori la parte più semplice: per questa città un ricovero al Gemelli non è una notizia tra le altre. È un fatto che entra nelle conversazioni dei bar, nelle preghiere delle parrocchie di periferia, nelle attese dei pellegrini che arrivano in piazza senza sapere che le udienze sono sospese. Roma sa aspettare; è una delle poche cose che le riescono davvero bene.

Vale anche per il resto del paese, e per una ragione che il pubblico straniero coglie meno. In un tempo in cui la fiducia nelle istituzioni si misura in decimali, la figura del pontefice resta uno dei pochi punti fermi che non chiedono di essere discussi. Non è devozione universale, e non è nemmeno consenso: è piuttosto un'abitudine civile, il fatto che una parte larga del paese riconosca in quella finestra affacciata su piazza San Pietro qualcosa che riguarda tutti, credenti o no.

Da fuori, questa attenzione viene spesso letta come una nota di colore: il paese che si ferma, il paese che crede. È una lettura comoda e un po' pigra. La verità è più sobria. L'Italia ha imparato a distinguere tra la Chiesa come potere e la Chiesa come presenza, e la seconda le interessa più della prima. Quando la salute di un papa diventa un titolo mondiale, il paese non si sente al centro del mondo: si sente, semplicemente, il posto dove certe cose accadono, e dove si è imparato a farle accadere con calma.

Share