OPINION
Il record silenzioso di un governo che dura
La Redazione352 wordsEdition №103giovedì 3 settembre 2026 — Edizione № 103
Questa settimana la stampa internazionale annota una data che pochi, fuori dall'Italia, avrebbero scommesso di vedere: l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni sta per superare il record di longevità tra i governi repubblicani. Il Local, testata che segue il paese da dentro ma con occhio straniero, lo definisce un traguardo notevole che nasconde sfide considerevoli in vista delle elezioni dell'anno prossimo. Noi della Redazione leggiamo questa notizia come uno specchio: ciò che il mondo chiama stabilità, a Roma è spesso solo il riflesso di un'opposizione che non trova voce e di una maggioranza che ha imparato a non cercarla.
Il paradosso è che questa durata non nasce da un entusiasmo popolare, ma da un'arte tutta italiana di sopravvivere alle proprie contraddizioni. Il governo che oggi celebra il record è lo stesso che ha visto l'inflazione salire ai massimi di quasi tre anni e le bollette delle imprese crescere del cinquanta per cento in una sola estate, come riferisce sempre il Local. La stampa estera coglie la discrepanza tra la solidità istituzionale e la fragilità economica, e noi non possiamo che confermarla: la politica italiana ha sempre saputo durare più dei problemi che prometteva di risolvere.
C'è poi un elemento che i corrispondenti stranieri notano con una certa meraviglia: la capacità di questo governo di diventare un punto di riferimento per la destra europea, conteso persino dai leader britannici in cerca di alleanze. Ma la nostra regione, come il resto del paese, vive questa popolarità estera come un fenomeno lontano, quasi astratto. La durata di un governo si misura qui non nei vertici internazionali, ma nella capacità di attraversare l'autunno con i servizi essenziali intatti e le promesse mantenute.
Il record, insomma, dice più di noi di quanto vorremmo ammettere: un paese che ha imparato a considerare la stabilità un valore in sé, anche quando questa stabilità non produce cambiamento. La stampa internazionale lo osserva con curiosità, quasi con invidia, senza capire che la nostra longevità politica è spesso la forma più elegante dell'immobilismo. E mentre il mondo ci celebra per la durata, noi continuiamo a chiederci se sia un traguardo o una condanna.
