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OPINION

Il ritorno a settembre, tra speranze e incompiute

La Redazione291 wordsEdition97venerdì 28 agosto 2026 — Edizione № 97

Con la fine di agosto, la stampa internazionale ha cominciato a guardare a settembre come a un appuntamento decisivo per l'Italia. The Local ha elencato cinque grandi sfide che attendono il paese al ritorno dal mese di ferie: un elenco che va dalle questioni economiche a quelle sociali, e che il mondo legge con la lente di chi osserva un paese sempre in bilico tra promesse e incompiute.

C'è un'immagine che torna spesso nei dispacci esteri: quella dell'Italia che si ferma ad agosto e riparte a settembre, come un organismo che segue il ritmo delle stagioni più che quello dei mercati. È un'immagine che il Guardian ha evocato nelle sue brevi lettere sulla domenica francese e sul mese italiano di ferie, e che contiene una verità: il tempo italiano ha un'altra scansione, e questo disorienta chi arriva da fuori ma è anche la sua forza.

Ma settembre non è solo il mese del rientro. È il mese in cui il parlamento riapre, e con esso le domande che il mondo ci rivolge: come conciliare il debito pubblico con la crescita, come affrontare il calo demografico, come proteggere il territorio dal clima impazzito. La stampa estera non ha risposte, ma ha la pazienza di chi osserva e attende. E noi, dalle nostre regioni, sappiamo che quelle risposte non possono venire solo da Roma.

Il rischio, raccontato dai corrispondenti stranieri, è che il mese di settembre si consumi in polemiche e rinvii, mentre il paese ha bisogno di scelte. Ma c'è anche un'altra possibilità, che le nostre pagine vogliono tenere aperta: che il ritorno alla routine sia l'occasione per riscoprire ciò che unisce, piuttosto che ciò che divide. È una speranza modesta, ma è l'unica che ci permette di guardare avanti senza paura.

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