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PUGLIA

Incendi costieri: 700 evacuati via mare sull'Adriatico

La Guardia Costiera salva turisti e bagnanti mentre le fiamme avanzano sulla costa pugliese. Il caldo estremo trasforma l'estate in crisi

Francesca Lazzari792 wordsEdition59martedì 28 luglio 2026 — Edizione № 59

La Guardia Costiera Italiana ha coordinato domenica 26 luglio l'evacuazione di più di 700 persone dalla costa adriatica meridionale della Puglia, mentre un incendio boschivo si avvicinava a una città costiera. Secondo The Maritime Executive, più di 400 turisti e bagnanti sono stati tratti in salvo via mare, l'unica rotta di evacuazione praticabile quando le fiamme hanno tagliato le vie terrestri.

L'operazione ha coinvolto il trasporto via acqua di centinaia di persone, molte delle quali si erano rifugiate sulla spiaggia e in acqua mentre le fiamme avanzavano. La Guardia Costiera ha riferito che ulteriori soccorsi erano in corso per evacuare altri civili rimasti intrappolati.

L'episodio riflette una crescente vulnerabilità della costa pugliese: il caldo estremo, la siccità prolungata e la vicinanza dei boschi alle aree residenziali creano condizioni esplosive ogni estate. Questa evacuazione è solo l'ultimo capitolo di una stagione estiva che ha trasformato il Mediterraneo in una zona di crisi climatica.

I bagnanti e i turisti estivi si sono trovati così di fronte a uno scenario di emergenza in quello che dovrebbe essere il culmine della stagione balneare.

La Puglia, con i suoi 3.900.000 abitanti e un'economia fortemente legata al turismo costiero, vede ora il turismo stesso minacciato dai rischi ambientali. Gli incendi boschivi non sono nuovi nella regione, ma la loro intensità e la velocità di propagazione stanno aumentando. Le zone costiere del Salento e dell'Adriatico meridionale, tradizionali mete estive, si trovano ora a fronteggiare interruzioni ricorrenti della stagione turistica.

The Guardian ha sottolineato in un editoriale del 27 luglio come le politiche climatiche vengono deprioritizzate proprio mentre il ritmo del riscaldamento globale accelera. Secondo il giornale britannico, la realtà della nuova crisi climatica non è ancora stata affrontata adeguatamente dalle istituzioni politiche europee. L'evacuazione della Puglia rappresenta il fallimento concreto di questa assenza di politiche preventive.

Le conseguenze economiche per la Puglia sono già visibili. Il turismo balneare, che rappresenta una fonte vitale di reddito per migliaia di imprese alberghiere, ristorative e commerciali nella regione, rischia interruzioni ricorrenti. I tour operator e gli albergatori hanno già iniziato a ricevere cancellazioni di prenotazioni, mentre i social media amplificano le immagini di spiagge evacuate e fumo che avanza verso le coste.

La situazione mette in evidenza anche una tensione più profonda nella gestione territoriale della Puglia. La regione, come molte aree mediterranee, ha visto negli ultimi decenni un'espansione edilizia che ha ridotto le aree verdi e i corridoi naturali, aumentando il rischio che gli incendi si propaghino rapidamente verso le zone abitate. Le amministrazioni locali si trovano di fronte a una scelta difficile tra lo sviluppo economico e la prevenzione dei rischi climatici.

Secondo The Maritime Executive, la Guardia Costiera ha dovuto improvvisare l'evacuazione via mare perché le strade erano bloccate. Questo suggerisce che anche le infrastrutture di emergenza della regione non erano state completamente preparate a un'evacuazione di questa scala. Le autorità locali dovranno ora valutare se le procedure di evacuazione sono adeguate per affrontare incendi sempre più frequenti e violenti.

Il caldo estremo che ha colpito l'Europa negli ultimi mesi ha già spinto molti turisti europei a evitare le destinazioni mediterranee a favore di climi settentrionali, secondo un articolo di The Local Italy del 26 luglio. L'evacuazione della Puglia rischia di accelerare questa tendenza, trasformando una crisi ambientale in una crisi economica per una regione che dipende fortemente dal turismo.

Le conseguenze si estendono anche all'agricoltura pugliese. Oltre al turismo, la regione è un grande produttore di olio d'oliva e altri prodotti agricoli. Gli incendi boschivi non solo minacciano le vite umane e le infrastrutture costiere, ma anche le campagne dell'interno. La siccità che alimenta gli incendi colpisce anche i raccolti, creando una doppia pressione sull'economia rurale.

La Guardia Costiera ha dichiarato che molte altre persone dovevano ancora essere soccorse. Questo suggerisce che l'emergenza era ancora in corso al momento della comunicazione di lunedì mattina. Le operazioni di soccorso in mare rappresentano un carico significativo per una guardia costiera che deve contemporaneamente affrontare anche le emergenze migratorie nel Canale di Otranto, uno dei punti critici della rotta migratoria mediterranea.

L'evacuazione domenicale della costa adriatica pugliese serve come campanello d'allarme per l'intera regione. Senza interventi significativi nella prevenzione degli incendi, nella gestione territoriale e nella mitigazione dei cambiamenti climatici, simili emergenze diventeranno sempre più frequenti. La Puglia, come il resto del Mediterraneo, dovrà prepararsi a un nuovo regime climatico in cui l'estate non è più solo una stagione di vacanza, ma una stagione di rischi crescenti.

La domanda che rimane è se questa crisi porterà a un ripensamento delle politiche regionali e nazionali sulla gestione ambientale e sulla pianificazione territoriale. Per il momento, la Puglia continua a affrontare l'emergenza giorno dopo giorno, evacuando i suoi visitatori via mare e contando i danni economici di una stagione estiva sempre più precaria.

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Incendi costieri: 700 evacuati via mare sull'Adriatico — La Veduta