MOLISE
Piromani usano animali per innescare incendi nel Sud
In Calabria scoperto metodo estremo: gatti con stracci infiammabili legati alle code. Il Molise guarda con preoccupazione il fronte meridionale
Antonio Petrella674 wordsEdition №57domenica 26 luglio 2026 — Edizione № 57
Le autorità della Calabria hanno scoperto un metodo estremo e brutale di piromani: legare stracci infuocati alle code di gatti per provocare incendi boschivi. Secondo quanto riferito dalla CNN, gli investigatori hanno trovato questo indizio inquietante mentre indagavano su possibili atti dolosi durante l'ondata di incendi che ha colpito l'Italia meridionale questa settimana.
La scoperta arriva mentre la Calabria e gran parte del Sud europeo affrontano un periodo record di temperature estreme. La Francia ha registrato più di 5.700 morti in eccesso durante l'ondata di caldo di giugno, secondo i dati ufficiali riportati dal Guardian, e vaste aree dell'Europa meridionale continuano a subire un altro periodo di temperature torride.
Gli incendi hanno costretto decine di migliaia di persone a evacuare. Secondo CBS News, l'incendio in una penisola francese ha costretto 40.000 turisti e residenti a fuggire, mentre diversi vigili del fuoco sono stati uccisi. La Spagna ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale mentre gli incendi minacciano la regione di Madrid, e la Francia chiede aiuto all'Unione Europea.
Il Molise, regione già fragile e spopolata, osserva con crescente apprensione questa escalation di violenza ambientale nel Sud. Il territorio molisano, con i suoi 289.000 abitanti e la sua economia agricola vulnerabile, rimane esposto ai rischi del cambiamento climatico e alle ondate di caldo che avanzano verso nord. L'agricoltura molisana — cereali, viti, frutteti — dipende da un equilibrio climatico sempre più precario.
Euronews ha riferito che l'Europa meridionale continua a combattere gli incendi boschivi in crescita, con la Sicilia in particolare teatro di roghi diffusi. Nel contesto di un Sud italiano già segnato da depopulazione e difficoltà economiche, questa ondata di incendi criminali aggiunge un ulteriore strato di precarietà.
La pratica dei piromani di usare animali come vettori di fuoco non è isolata. Secondo le autorità calabresi, il metodo suggerisce un livello di premeditazione e crudeltà che trasforma gli incendi da disastri naturali — o almeno da atti criminali convenzionali — in atti di terrorismo ambientale.
La connessione tra le temperature estreme, l'aridità del suolo e la vulnerabilità alle fiamme è ormai ben documentata. Reuters e altre agenzie internazionali hanno sottolineato come il caldo record stia trasformando il paesaggio mediterraneo in una polveriera. Ogni goccia di pioggia manca, ogni giorno che passa aggrava la siccità.
Nel Molise, la memoria della gestione del territorio è ancora viva attraverso i tratturi — i percorsi storici della transumanza che per secoli hanno collegato il Nord al Sud. Oggi, con la depopulazione accelerata e l'abbandono dei campi, questi stessi paesaggi sono diventati più vulnerabili ai roghi. Meno occhi, meno protezione.
Le autorità molisane seguono gli sviluppi nel Sud con la consapevolezza che il cambiamento climatico non conosce confini regionali. Se la Calabria brucia, il Molise — a nord, ma altrettanto fragile — sente il calore avanzare.
La scoperta dei gatti usati come arma incendiaria rappresenta anche un segnale di un'Italia meridionale dove la disperazione e la criminalità organizzata trovano nuove forme di espressione. In regioni come la Calabria, dove la 'ndrangheta ha storicamente controllato territori e risorse, anche gli incendi possono diventare strumento di potere e conflitto.
Secondo la BBC, l'Italia era una volta un modello di alimentazione sana, ma il Sud affronta oggi una crisi di obesità infantile particolarmente acuta: in parti della Campania, più del 40% dei bambini di otto e nove anni è in sovrappeso. Questa fragilità sociale si accompagna alla fragilità ambientale, creando un quadro di vulnerabilità multipla.
Il Molise, con la sua popolazione in declino e la sua economia già sotto pressione, rimane un osservatore di questi fenomeni. Non ha grandi città turistiche come Napoli o Palermo, non ha la visibilità internazionale della Sicilia. Ma condivide con il Sud i rischi del cambiamento climatico, la precarietà dell'agricoltura e la necessità di politiche di adattamento che finora sono rimaste largamente assenti.
Cosa accadrà nei prossimi giorni dipenderà dalle temperature, dai venti e dalle risorse antincendio disponibili. Ma dipenderà anche da come l'Italia affronterà la questione della criminalità ambientale e della fragilità del suo Sud. Il Molise, invisibile nelle cronache ma non immune dalle conseguenze, attende.
