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EMILIA-ROMAGNA

Incendi in tutta Europa: l'Italia conta i danni e prepara la difesa

France 24 interroga gli esperti: il continente è pronto alla nuova normalità del fuoco

Giulia Benati780 wordsEdition №87martedì 18 agosto 2026 — Edizione № 87

Gli incendi boschivi stanno bruciando in tutta Europa, dal Belgio alla Grecia, dalla Spagna all'Italia e alla Francia, costringendo evacuazioni e causando morti e danni importanti. La Croazia ha visto molteplici roghi e arresti per sospetto incendio doloso, secondo France 24.

Il canale francese ha intervistato Alexander Held, senior expert dell'Istituto Forestale Europeo, per capire perché gli incendi si stanno diffondendo in aree inaspettate e se l'Europa sta affrontando una nuova normalità. Gli incendi non sono più solo un problema del Mediterraneo: quest'estate hanno colpito anche Belgio, Germania e Regno Unito.

Per l'Emilia-Romagna, la questione è concreta. La regione ha già vissuto l'emergenza alluvioni del 2023, ma il rischio incendi riguarda anche l'Appennino e le aree collinari, dove la siccità estiva e l'abbandono delle terre creano le condizioni per roghi difficili da controllare.

L'allarme arriva da France 24, che ha dedicato un servizio agli incendi boschivi che stanno devastando il continente. L'articolo cita evacuazioni di massa, vittime e danni ingenti in Grecia, Spagna, Italia, Belgio, Germania e Regno Unito, con la Croazia che ha visto anche molteplici roghi e arresti per sospetto incendio doloso.

Il quadro descritto dai media internazionali è quello di un'Europa che affronta una stagione di fuoco senza precedenti per estensione geografica. Non sono più solo le coste mediterranee a bruciare: quest'anno le fiamme hanno raggiunto paesi del Nord Europa storicamente poco esposti al rischio, come Belgio e Germania.

France 24 ha intervistato Alexander Held, senior expert dell'Istituto Forestale Europeo, per capire le ragioni di questa diffusione in aree inaspettate. La risposta dell'esperto è netta: l'Europa sta affrontando una nuova normalità, in cui il fuoco non è più un'eccezione stagionale ma una costante che richiede un ripensamento delle strategie di prevenzione.

La domanda posta dal servizio di France 24 è diretta: quanto siamo preparati per il prossimo incendio? La risposta, implicita nel servizio, è che i paesi europei stanno correndo per adattare i propri sistemi di protezione civile a una minaccia che cambia rapidamente.

Per l'Emilia-Romagna, la questione incendi si intreccia con quella delle alluvioni. La regione ha vissuto nel maggio 2023 l'emergenza più grave della sua storia recente, quando le piogge eccezionali hanno rotto gli argini dei fiumi e allagato la pianura, causando vittime e danni miliardari. Quell'esperienza ha spinto la regione a investire nella prevenzione del rischio idrogeologico, ma il rischio incendi resta una minaccia meno visibile ma altrettanto reale.

L'Appennino emiliano-romagnolo, con le sue foreste di castagni e faggi, è un'area a rischio, soprattutto nei periodi di siccità prolungata. L'abbandono delle terre e la mancanza di manutenzione dei boschi aumentano la quantità di combustibile disponibile, rendendo gli incendi più intensi e difficili da spegnere.

La copertura internazionale degli incendi europei offre spunti di riflessione anche per l'Emilia-Romagna. La regione, cuore produttivo del paese con i suoi distretti alimentari e meccanici, dipende dalla salute del suo territorio: le colline dove si producono il Parmigiano Reggiano e l'Aceto Balsamico, i vigneti e i frutteti della pianura, sono un patrimonio che va protetto dal fuoco.

France 24 sottolinea che la preparazione europea passa anche dalla cooperazione: i vigili del fuoco dei diversi paesi si scambiano mezzi e personale, e i sistemi satellitari di monitoraggio aiutano a individuare i roghi nelle fasi iniziali. L'Italia, con la sua Protezione Civile, è parte attiva di questa rete.

Il servizio di France 24 conclude con una nota di cautela: la nuova normalità degli incendi richiede non solo mezzi di spegnimento più efficaci, ma anche una gestione del territorio che riduca la vulnerabilità. Per l'Emilia-Romagna, questo significa investire nella manutenzione dei boschi, nel recupero delle aree abbandonate e nella prevenzione, un approccio che la regione ha già adottato per il rischio alluvioni.

La lezione che arriva dalla copertura internazionale è chiara: il clima cambia e l'Europa deve cambiare con lui. L'Emilia-Romagna, con la sua esperienza di gestione delle emergenze e la sua rete di cooperazione, può essere parte della risposta, ma serve un impegno costante e coordinato.

Gli incendi di quest'estate sono un campanello d'allarme che riguarda tutti, dal Nord al Sud del continente. La domanda di France 24 — quanto siamo preparati? — vale anche per l'Emilia-Romagna, che guarda al suo Appennino e alle sue colline con la consapevolezza che la prevenzione è l'investimento più importante.

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