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BASILICATA

L'inflazione italiana torna al massimo da tre anni: la Basilicata guarda il carrello e la bolletta

The Local Italy: a settembre i prezzi salgono trainati da riscaldamento e cibo fresco. In una regione a redditi bassi e inverni lunghi, l'effetto si sente due volte

Pietro Lasorsa800 wordsEdition №133venerdì 2 ottobre 2026 — Edizione № 133

L'inflazione in Italia ha raggiunto a settembre il livello più alto degli ultimi tre anni, secondo The Local Italy, spinta dai forti aumenti delle bollette domestiche per il riscaldamento e dai prezzi del cibo fresco. È la prima volta in tre anni che il costo della vita accelera con questa intensità, e le due voci che tirano la corsa sono quelle che pesano di più sui bilanci delle famiglie meno abbienti.

Per la Basilicata il dato ha un doppio effetto. La regione ha redditi medi tra i più bassi del paese e un clima continentale nell'interno montano: Potenza e i paesi dell'Appennino scaldano le case per molti mesi l'anno, e una fiammata delle bollette si trasferisce quasi integralmente sui bilanci familiari.

The Local Italy, testata in inglese che segue l'Italia per un pubblico internazionale, collega l'impennata di settembre all'energia e al cibo fresco. Sono le stesse due voci che compaiono nella lista della spesa di chi vive nell'interno, dove i supermercati sono più lontani e i prezzi sono spesso più alti che sulle coste.

L'inflazione italiana ha raggiunto a settembre il suo livello più alto in tre anni, secondo The Local Italy, spinta dai forti aumenti delle bollette domestiche per il riscaldamento e dai prezzi del cibo fresco. Il dato segna un'accelerazione che il paese non vedeva da tempo e arriva in un momento in cui il costo dell'energia resta la voce più osservata dai bilanci familiari.

The Local Italy, testata in inglese che racconta l'Italia a un pubblico straniero, indica nell'energia e nel cibo fresco le due componenti che hanno trascinato l'indice. Sono le voci meno comprimibili di un bilancio domestico: non si rinvia il riscaldamento di una casa in inverno, non si taglia del tutto la spesa alimentare.

La Basilicata offre una lente particolare su questo dato. La regione ha una popolazione di circa 537.000 abitanti e redditi medi tra i più bassi del paese. Il suo interno è montuoso e continentale: a Potenza e nei comuni dell'Appennino la stagione del riscaldamento è lunga, e una fiammata delle bollette si trasferisce quasi per intero sulle famiglie, senza il cuscinetto di un clima mite.

Il cibo fresco, la seconda voce indicata dalla testata, pesa in modo specifico su un territorio in cui l'agricoltura è ancora una parte reale dell'economia. La Basilicata produce ortaggi, cereali, olio e latte, ma vende spesso a monte della filiera: quando i prezzi al consumo salgono, l'aumento non resta necessariamente nelle tasche dei produttori locali, e i consumatori della regione pagano comunque il prezzo finale.

C'è poi la questione della distanza. Nell'interno lucano i punti vendita sono più radi e i costi logistici si scaricano sui prezzi al dettaglio. Una dinamica nazionale come quella descritta da The Local Italy non colpisce quindi in modo uniforme: nei piccoli comuni dell'Appennino lo stesso carrello costa più che in una città di pianura ben collegata.

Il quadro nazionale che la stampa estera disegna è quello di un'inflazione tornata a correre dopo anni di relativa calma. The Local Italy non entra nel dettaglio delle cause di fondo, ma collega l'aumento a energia e alimentari freschi, cioè alle due categorie che una banca centrale e un governo guardano con più attenzione perché si trasmettono rapidamente al resto dei prezzi.

Per una regione come la Basilicata, il tema si intreccia con un'altra storia che le testate straniere seguono da tempo: la transizione energetica. La regione ospita il più grande giacimento onshore d'Italia e produce una quota rilevante di idrocarburi nazionali. Un'impennata delle bollette riapre, vista da qui, la domanda su chi paghi l'energia e chi la estragga.

La stessa giornata di copertura internazionale offre un altro tassello. The Local Italy ha riferito che Q8 è diventato il terzo grande rivenditore a limitare i prezzi di benzina e diesel, mentre il ministero competente segnalava i primi segnali di calo dei prezzi alla pompa. Il tetto sui carburanti e la corsa dell'inflazione energetica sono due facce dello stesso problema.

Per i lucani che vivono nei paesi dell'interno e percorrono molti chilometri per lavoro o per servizi, il prezzo alla pompa è una voce fissa del bilancio. Un calo dei carburanti, se confermato, alleggerirebbe una parte del conto; non toccherebbe però la bolletta del riscaldamento, che è la voce indicata come principale motore dell'inflazione di settembre.

Il cibo fresco merita un'ultima nota. In una regione che ha fatto dell'agricoltura e della trasformazione alimentare una parte della propria identità, l'aumento dei prezzi al consumo non coincide automaticamente con un aumento dei margini per chi produce. Le catene lunghe e la distribuzione concentrata tendono a trattenere parte dell'aumento lontano dai campi.

La Basilicata ha conosciuto, negli ultimi decenni, una trasformazione rapida: da terra di emigrazione a sede di un patrimonio riconosciuto dall'UNESCO, i Sassi di Matera, e a luogo di estrazione energetica. L'inflazione di settembre non cambia quel percorso, ma ricorda che la reinvenzione di un territorio non protegge i suoi abitanti dai prezzi che salgono altrove.

Cosa aspettarsi ora. The Local Italy non anticipa le prossime rilevazioni. Il dato di settembre, se la spinta di energia e cibo fresco non rientra, potrebbe non essere un picco isolato. Per le famiglie dell'interno lucano, la stagione del riscaldamento è appena cominciata: è nei prossimi mesi che il conto si presenterà per intero.

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