CULTURA
Isabel Nolan alla Biennale: le ossessioni eroiche dell'arte irlandese
L'artista di Dublino celebra scienziati e umanisti — e persino Tony Soprano — nei suoi arazzi veneziani
Eleonora Vanzetti820 wordsEdition №81mercoledì 12 agosto 2026 — Edizione № 81
Alla Biennale di Venezia, l'artista irlandese Isabel Nolan presenta un corpus di opere che il Guardian descrive come 'celebrazioni laiche' di scienziati e umanisti, rubando immagini religiose per i suoi tributi personali. Tra le figure onorate spiccano Copernico, l'inventore del punto e virgola e persino Tony Soprano, il celebre boss mafioso della televisione.
La mostra, recensita dal critico del Guardian in un articolo pubblicato martedì, trasforma la sede irlandese in uno spazio di riflessione sul rapporto tra devozione e conoscenza. Nolan, nota per il suo lavoro tra pittura, arazzo e scultura, costruisce un pantheon personale che attraversa secoli e culture.
La Biennale di Venezia continua a essere il palcoscenico in cui il mondo guarda all'arte contemporanea attraverso la lente italiana. Quest'anno, il padiglione irlandese ospita Isabel Nolan, un'artista che il Guardian definisce ossessionata da 'eroi' improbabili: lo scienziato rinascimentale Niccolò Copernico, l'umanista italiano a cui si attribuisce l'invenzione del punto e virgola, e il personaggio televisivo Tony Soprano, interpretato da James Gandolfini.
Secondo la recensione del Guardian, Nolan 'ruba immagini religiose' per costruire le sue celebrazioni laiche. Il critico osserva come l'artista di Dublino utilizzi la grammatica visiva dell'arte sacra — aureole, troni, composizioni gerarchiche — per elevare figure del pensiero scientifico e della cultura popolare a un rango quasi agiografico.
La scelta di includere l'inventore del punto e virgola, tradizionalmente identificato con il tipografo veneziano Aldo Manuzio, crea un ponte diretto con la città ospitante. Venezia, culla della stampa moderna, diventa così lo sfondo naturale per un'opera che celebra i fondamenti della comunicazione scritta.
Il riferimento a Tony Soprano, il boss mafioso del New Jersey creato da David Chase, aggiunge uno strato di complessità. La serie HBO, ambientata in una comunità italo-americana, ha plasmato l'immaginario globale della mafia ben oltre i confini degli Stati Uniti. Nolan, suggerisce il Guardian, lo tratta come una figura mitologica contemporanea, degna di un posto nel suo pantheon personale.
La critica del Guardian colloca il lavoro di Nolan in una tradizione irlandese di ironia e devozione insieme. 'C'è qualcosa di profondamente cattolico nel modo in cui accumula reliquie e venera i suoi santi', scrive il recensore, 'ma i suoi santi sono astronomi, tipografi e personaggi finzionali'.
Per il pubblico italiano, la mostra offre uno specchio inatteso: la propria eredità culturale — dal Rinascimento alla televisione di genere — filtrata attraverso lo sguardo di un'artista del Nord Europa. È un fenomeno che la stampa estera sottolinea spesso: l'Italia come serbatoio di immagini e storie che il mondo reinterpreta e restituisce.
La Biennale di Venezia, giunta alla sua 61ª edizione, continua ad attrarre critici e visitatori da tutto il mondo. Il Guardian dedica ampio spazio alle mostre collaterali e ai padiglioni nazionali, con Venezia che fa da cornice a un dialogo artistico globale.
Isabel Nolan, nata a Dublino nel 1974, è nota per un lavoro che attraversa medium diversi: dal disegno alla scultura, dall'arazzo alla pittura murale. La sua presenza a Venezia segna un momento di consacrazione internazionale, dopo mostre in importanti istituzioni europee.
La scelta di includere Copernico, l'astronomo polacco che ha rivoluzionato la concezione dell'universo, riflette l'interesse di Nolan per le figure che hanno sfidato le ortodossie del loro tempo. Il Guardian nota come l'artista veda in questi 'eroi' dei modelli di coraggio intellettuale.
Il padiglione irlandese, situato nei Giardini della Biennale, è uno degli spazi storici della manifestazione. La sua architettura neoclassica contrasta con la contemporaneità delle opere di Nolan, creando un dialogo tra passato e presente che il critico del Guardian giudica 'elettrizzante'.
La mostra rimarrà aperta fino a novembre, in coincidenza con la lunga stagione della Biennale. I visitatori italiani e internazionali potranno così scoprire un'interpretazione inedita del proprio patrimonio culturale, visto attraverso gli occhi di un'artista che celebra i 'santi laici' della conoscenza.
Il Guardian conclude la recensione sottolineando come il lavoro di Nolan offra 'una lezione di umiltà e meraviglia' in un'epoca di cinismo diffuso. La sua capacità di mescolare sacro e profano, alto e basso, la rende una delle voci più originali dell'arte contemporanea europea.
