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ECONOMIA

Crescita frenata, piazze in fermento: l'Italia vista dai mercati e dal mondo

Con il PIL che avanza appena mezzo punto, le proteste sul carovita trovano riscontro nei dati.

Ufficio Economia627 wordsEdition №169lunedì 2 novembre 2026 — Edizione № 169

L'economia italiana avanza, ma con il passo di chi porta un carico pesante. La crescita del PIL si attesta allo 0,54 per cento nel 2025 — un numero che, letto da Francoforte o da Washington, descrive un paese che non riesce a scrollarsi di dosso la stagnazione strutturale. Per un lavoratore a Milano o a Napoli, significa che il reddito reale cresce poco o nulla, e che ogni aumento dei prezzi — carburante, bollette, spesa alimentare — si sente immediatamente.

È in questo contesto che Euronews ha documentato venerdì scorso lo sciopero generale proclamato dall'Unione Sindacale di Base: migliaia di manifestanti a Roma contro il carovita e le spese militari. The Local Italy ha aggiunto che studenti e lavoratori sono scesi in piazza in tutto il paese, chiedendo più fondi per la scuola e un alleggerimento del costo della vita. France 24 ha inserito le proteste italiane in un quadro europeo più ampio, segnalando che movimenti analoghi hanno attraversato Francia, Portogallo e Germania nella stessa settimana. Il disagio, dunque, non è solo italiano, ma in Italia trova un terreno particolarmente fertile.

L'inflazione ufficiale al 1,53 per cento può sembrare bassa — ed è ben al di sotto dei picchi degli anni scorsi — ma questo dato medio nasconde la distribuzione diseguale del peso. Chi spende una quota maggiore del proprio reddito in energia e trasporti sente la pressione in modo sproporzionato. Non è un caso che il dibattito parlamentare di questa settimana, segnalato da The Local Italy, includa esplicitamente la questione dei prezzi del carburante, e che il governo abbia già ripristinato temporaneamente il taglio delle accise sul diesel.

Sul fronte del lavoro, la disoccupazione al 6,39 per cento è il dato più incoraggiante del quadro macroeconomico: storicamente basso per gli standard italiani. Tuttavia, questo numero non cattura la qualità dell'occupazione — la diffusione dei contratti a termine, il lavoro part-time involontario, la sottoccupazione giovanile — elementi che la stampa internazionale tende a ricordare quando descrive il mercato del lavoro italiano.

La bozza della legge di bilancio per il 2027, analizzata da The Local Italy, introduce un taglio dell'imposta sul reddito per alcune fasce alte e un'estensione del congedo parentale. Queste misure parlano a segmenti diversi della popolazione e riflettono una tensione politica difficile da risolvere: sostenere i consumi interni senza allargare ulteriormente il deficit, in un paese che osserva con attenzione il proprio rapporto con i mercati obbligazionari europei.

Sul fronte valutario, l'euro ha perso circa mezzo punto percentuale rispetto al dollaro nell'arco degli ultimi trenta giorni, passando da 1,1225 a 1,1172. Un movimento contenuto, ma che segnala una certa cautela degli investitori sull'area euro nel suo complesso. Per l'Italia, che importa gran parte delle materie prime energetiche in dollari, un euro più debole si traduce — a parità di altre condizioni — in una pressione aggiuntiva sui costi di produzione.

A partire da domenica 1 novembre, l'Unione Europea ha introdotto una commissione aggiuntiva di due euro sui pacchi importati da paesi extra-UE, misura che si aggiunge alla tassa di tre euro già in vigore sui cosiddetti piccoli pacchi. L'obiettivo dichiarato è ridurre l'afflusso di prodotti cinesi a basso costo acquistati online. Per i consumatori italiani abituati a piattaforme di e-commerce asiatiche, l'effetto pratico è un aumento del costo degli acquisti transfrontalieri — un fattore minore, ma che si somma a un quadro già teso sul potere d'acquisto delle famiglie.

Il ritratto che emerge, visto dall'estero, è quello di un paese in equilibrio precario: abbastanza stabile da non allarmare i mercati, abbastanza fragile da non riuscire a rispondere alle aspettative di chi scende in piazza. La crescita da sola non basta a spiegare come si vive; e le piazze di venerdì scorso, raccontate da Euronews e France 24, sono il promemoria più visibile di questo scarto.

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