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L'Italia manca il Mondiale per la terza volta di fila
La mancata qualificazione ai Mondiali 2026 scatena una crisi politica nel paese
Tobia Marenghi634 wordsEdition №23lunedì 22 giugno 2026 — Edizione № 23

L'Italia non si qualificherà per la Coppa del Mondo FIFA 2026, mancando il torneo per la terza volta consecutiva. Secondo Yahoo Sports, il fallimento arriva anche con il formato ampliato a 48 squadre, un'umiliazione per un paese che vanta quattro titoli mondiali. La mancata qualificazione ha scatenato una grande protesta politica e pubblica, trasformandosi in una lotta sulla governance dello sport italiano.
Politico riporta che il Ministro dello Sport italiano Andrea Abodi ha dichiarato che la priorità non dovrebbe essere indire nuove elezioni, ma piuttosto creare le condizioni strutturali per una ripresa del calcio nazionale. Le tensioni politiche riflettono un dibattito più ampio sulla responsabilità e sulla gestione della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
Per un paese ossessionato dal calcio, questa non è una semplice campagna negativa: è un segnale di crisi sistemica che tocca l'identità nazionale e il prestigio internazionale dell'Italia nello sport più popolare del mondo.
Secondo Yahoo Sports, il fallimento arriva anche con il formato ampliato a 48 squadre, un'umiliazione particolare per un paese che vanta quattro titoli mondiali nella sua storia.
Le tensioni politiche riflettono un dibattito più ampio sulla responsabilità e sulla gestione della Federazione Italiana Giuoco Calcio, con accuse incrociate tra i diversi settori della dirigenza calcistica.
Yahoo Sports sottolinea come il fallimento sia particolarmente grave considerando che il torneo del 2026 include 48 squadre invece delle tradizionali 32, ampliando significativamente le possibilità di qualificazione per le nazionali. L'Italia, con la sua storia calcistica e il suo potenziale, non è riuscita a qualificarsi nemmeno in queste condizioni più favorevoli.
La mancata qualificazione del 2018 era stata difficile da accettare per il paese, ma ora nel 2026 l'esclusione dal Mondiale rappresenta un pattern preoccupante. Due fallimenti consecutivi suggeriscono problemi sistemici nella struttura del calcio italiano piuttosto che una semplice sfortuna o una cattiva gestione tattica.
Il dibattito politico si è polarizzato intorno alla questione di chi sia responsabile della situazione. Secondo Politico, le accuse riguardano la gestione della Federazione, le scelte dei tecnici, la composizione delle squadre e l'organizzazione del sistema calcistico italiano nel suo complesso. Il Ministro Abodi ha cercato di spostare il focus dalle responsabilità individuali verso una riflessione strutturale.
Il calcio italiano ha una tradizione di eccellenza, con una Serie A considerata storicamente una delle migliori leghe europee.
Il fallimento arriva in un momento in cui il calcio europeo è in evoluzione. Le nazionali europee stanno affrontando cambiamenti nei modelli di gioco e nella composizione delle squadre. L'Italia, tuttavia, sembra essere rimasta indietro rispetto a questi cambiamenti, incapace di adattarsi e di competere al livello richiesto.
Le conseguenze della mancata qualificazione vanno oltre il calcio. Secondo Politico, il dibattito ha investito questioni più ampie di governance sportiva, finanziamenti pubblici per lo sport e il ruolo dello stato nel promuovere l'eccellenza calcistica nazionale.
La crisi del calcio italiano riflette anche dinamiche più ampie nel sistema sportivo del paese. Mentre altre discipline italiane continuano a eccellere a livello internazionale, il calcio, tradizionalmente il simbolo dell'Italia nello sport, è in difficoltà.
Il Mondiale 2026 si terrà in Nord America, con gli Stati Uniti come co-ospiti insieme a Canada e Messico. L'assenza dell'Italia da questo torneo rappresenta un'anomalia nella storia recente del calcio europeo, dove le grandi nazionali hanno sempre trovato un modo per qualificarsi.
Le riflessioni del Ministro Abodi sulla necessità di creare condizioni strutturali per una ripresa suggeriscono che il governo italiano riconosce la gravità della situazione. Tuttavia, le azioni concrete rimangono ancora da definire, e il dibattito politico continua a girare intorno alle responsabilità piuttosto che alle soluzioni.
Per il calcio italiano, la strada verso una ripresa sarà lunga e complessa. Richiederà cambiamenti nella gestione della Federazione, una revisione della strategia calcistica nazionale e un impegno rinnovato verso l'eccellenza a tutti i livelli del sistema calcistico. Nel frattempo, l'assenza dal Mondiale 2026 rimane un simbolo della crisi attuale.
