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LIGURIA

Italiani in fuga verso la Grecia: un monito per la Riviera

Le spiagge affollate e costose spingono i vacanzieri all'estero. La Liguria osserva e teme per la sua costa

Marina Doria580 wordsEdition №92domenica 23 agosto 2026 — Edizione № 92

Un numero crescente di italiani sta scegliendo la Grecia per le proprie vacanze estive, stanco di spiagge affollate e costose. Lo racconta The Local Italy, che in un editoriale di sabato descrive l'esperienza di una giornata al mare italiano come "tutt'altro che rilassante".

Per la Liguria, la cui economia dipende in larga parte dal turismo balneare, la notizia è un campanello d'allarme. La Riviera di Levante e di Ponente, con le sue spiagge e i borghi marinari, rischia di perdere terreno rispetto alle destinazioni greche, spesso più economiche e meno affollate.

The Local Italy ha pubblicato un editoriale dal titolo "Perché sempre più italiani scambiano le loro spiagge per la Grecia", firmato dalla sua editor Clare Speak. Nel pezzo, Speak racconta come una visita a un lido italiano le abbia ricordato perché le giornate al mare nel paese sono tutt'altro che rilassanti: file per gli ombrelloni, prezzi elevati, spiagge affollate e servizi non sempre all'altezza.

L'articolo si inserisce in un dibattito più ampio sul turismo italiano, che la stampa internazionale segue con attenzione. Il fenomeno è noto: l'Italia attira milioni di visitatori stranieri, ma gli italiani stessi spesso preferiscono trascorrere le vacanze all'estero, dove il rapporto qualità-prezzo è percepito come migliore.

La Grecia, con le sue isole e le sue coste, è una delle destinazioni preferite. I prezzi più bassi, la minore densità di turisti e la qualità dell'acqua sono tra i fattori citati da chi sceglie Atene o le Cicladi invece della Riviera italiana.

Per la Liguria, la questione è vitale. Il turismo rappresenta una quota significativa dell'economia regionale, con località come Portofino, le Cinque Terre e Sanremo che attirano visitatori da tutto il mondo. Ma la pressione del turismo di massa, denunciata più volte dalla stampa internazionale, rischia di allontanare proprio i vacanzieri italiani, che cercano esperienze più autentiche e rilassate.

Il problema non è solo l'affollamento. I costi degli stabilimenti balneari liguri, tra i più alti d'Italia, sono spesso citati come un deterrente. In Grecia, invece, l'accesso al mare è in gran parte libero e gratuito, con servizi più flessibili.

La stampa estera ha più volte raccontato le difficoltà del turismo italiano: il sovraffollamento di Venezia e Firenze, le proteste degli abitanti delle Cinque Terre per il numero di visitatori, la gestione dei flussi nelle località più celebri. Il reportage di The Local Italy aggiunge un tassello: gli italiani stessi, che conoscono bene il paese, scelgono altrove.

Per le località liguri, la sfida è trovare un equilibrio tra l'accoglienza dei turisti stranieri e la fidelizzazione di quelli italiani. Le amministrazioni locali hanno iniziato a introdurre limiti agli accessi e a promuovere il turismo fuori stagione, ma i risultati sono ancora parziali.

Il confronto con la Grecia è impietoso anche sul fronte dei servizi. Speak racconta di un lido italiano dove il personale è poco gentile e i servizi igienici sono carenti, mentre in Grecia l'ospitalità è spesso più calorosa. Sono dettagli che fanno la differenza quando si sceglie la meta delle vacanze.

La Liguria, con la sua storia di repubblica marinara e la sua vocazione all'accoglienza, ha le carte in regola per rispondere alla sfida. Ma la concorrenza è agguerrita, e il tempo per adeguarsi non è infinito. La prossima estate sarà il banco di prova.

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