CAMPANIA
Italiani scambiano le spiagge per la Grecia: un monito per la Campania
The Local racconta la fuga dei bagnanti italiani verso il Mediterraneo orientale, tra lidi affollati e costi crescenti. Per la Campania, una lezione su come trattenere il turismo
Rosaria Esposito532 wordsEdition №92domenica 23 agosto 2026 — Edizione № 92
Un numero crescente di italiani sta scambiando le spiagge di casa per quelle della Grecia, in cerca di un'esperienza più rilassante e meno costosa. Lo racconta The Local Italy in un editoriale pubblicato sabato, firmato dalla caporedattrice Clare Speak, che descrive una giornata al lido italiano come «tutt'altro che rilassante» e spiega perché molti connazionali guardano ormai al Mediterraneo orientale.
Il racconto della Speak, che vive in Italia, tocca un tema che riguarda da vicino anche la Campania: il modello di turismo balneare italiano, fatto di stabilimenti affollati, ombrelloni a prezzi crescenti e servizi non sempre all'altezza, rischia di allontanare non solo i turisti stranieri ma anche gli stessi italiani.
Per una regione come la Campania, che vive di turismo e che ha nella costa una delle sue risorse principali, la tendenza raccontata da The Local è un segnale da non sottovalutare.
L'editoriale di The Local descrive le difficoltà di una giornata al mare in Italia: la difficoltà di trovare un posto libero, i costi elevati di lettini e ombrelloni, il rumore e la folla. In Grecia, al contrario, gli italiani trovano spiagge più selvagge, prezzi più contenuti e un'atmosfera più autentica, secondo la Speak.
Il fenomeno non è nuovo, ma sembra in crescita: le prenotazioni verso le isole greche, come riportano le agenzie di viaggio citate da The Local, sono aumentate negli ultimi anni, spinte anche dai prezzi degli stabilimenti italiani, che nelle località più famose hanno raggiunto livelli ritenuti insostenibili da molte famiglie.
Per la Campania, la questione è doppiamente rilevante. Da un lato, la regione è una delle mete preferite dai turisti stranieri, che affollano Napoli, la Costiera Amalfitana e Pompei. Dall'altro, però, anche i campani faticano a trovare spiagge accessibili e vivibili nella propria regione, e molti di loro scelgono ormai di andare altrove per le vacanze estive.
Il paradosso è evidente: mentre il turismo internazionale porta numeri record in Campania, i residenti locali si sentono sempre più esclusi dalle proprie coste, strette tra la pressione dei visitatori e i costi crescenti. La fuga verso la Grecia, raccontata da The Local, è anche il riflesso di questa insoddisfazione.
La Speak, nel suo editoriale, non si limita alla critica: suggerisce che il problema non sia il turismo in sé, ma il modo in cui è organizzato. In Italia, e in particolare nel Sud, mancano spesso servizi pubblici di qualità, spiagge libere attrezzate e una gestione sostenibile delle coste. La Grecia, al contrario, ha saputo valorizzare le sue bellezze naturali senza snaturarle.
Per la Campania, la lezione è chiara: per trattenere i turisti — e i propri residenti — occorre investire nella qualità dell'offerta, non solo nella quantità. Il rischio, altrimenti, è che la regione diventi una meta da visitare una volta, ma non un luogo in cui tornare o in cui vivere il mare con serenità.
Il dibattito, come ricorda The Local, non riguarda solo l'estate: riguarda il modello di sviluppo turistico italiano nel suo complesso, e la capacità del paese di competere con destinazioni che offrono un rapporto qualità-prezzo migliore. E mentre gli italiani scelgono la Grecia, le coste campane continuano a riempirsi di ombrelloni e lettini, spesso a discapito della qualità della vita di chi le abita.
