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LIGURIA

La coda per un dolce assedia il rifugio delle Dolomiti

Centinaia di escursionisti in fila per un krapfen: il turismo dei social mette alla prova le montagne italiane

Marina Doria652 wordsEdition №89giovedì 20 agosto 2026 — Edizione № 89

Il rifugio Friedrich August nelle Dolomiti italiane è diventato il centro di un fenomeno che il Guardian descrive come il lato più controverso del turismo guidato dai social media. Centinaia di persone hanno invaso la struttura di montagna, non per ammirare le viste panoramiche, ma per assaggiare un krapfen, un dolce cremoso che ha conquistato le piattaforme social grazie ai video degli influencer.

La notizia, riportata dal Guardian mercoledì, riaccende il dibattito sull'impatto del turismo di massa nelle aree alpine italiane, dove le comunità locali protestano contro l'ondata di visitatori attratti da fenomeni virali.

Il krapfen, una specialità austriaca e altoatesina, è diventato un simbolo del paradosso del turismo moderno: un luogo remoto e panoramico trasformato in una meta di pellegrinaggio per un dolce.

Il rifugio Friedrich August, arroccato sulle Dolomiti, è da settimane al centro di un fenomeno che il Guardian descrive come il lato più controverso del turismo guidato dai social media. Centinaia di persone hanno invaso la struttura, non per le viste panoramiche, ma per un krapfen, un dolce cremoso che ha conquistato le piattaforme social grazie ai video degli influencer.

Secondo il Guardian, le comunità alpine hanno protestato dopo che i video degli influencer hanno attirato enormi code al rifugio, trasformando una tranquilla escursione in montagna in una prova di pazienza. Il fenomeno riaccende il dibattito sul turismo di massa nelle aree montane italiane, già sotto pressione per l'afflusso di visitatori durante la stagione estiva.

Il Guardian cita il caso come esempio di come i social media possano ridisegnare le mappe del turismo, spostando flussi di visitatori verso destinazioni impreviste.

Il fenomeno non riguarda solo le Dolomiti. In tutta Italia, le località montane e costiere stanno affrontando le conseguenze del turismo virale, che porta folle improvvisi in luoghi che non erano attrezzati per gestirle.

Per la Liguria, la questione è particolarmente rilevante. La regione, con le sue Cinque Terre e la Riviera, è da anni al centro del dibattito sul turismo di massa. Le comunità locali hanno visto i loro sentieri e i loro borghi invasi da visitatori attratti dalle immagini sui social, spesso senza la consapevolezza delle fragilità del territorio.

Il caso del rifugio Friedrich August offre una lezione anche per le località liguri: la pressione turistica non è solo un problema di numeri, ma di come i flussi vengono gestiti e indirizzati. Le amministrazioni locali sono chiamate a trovare un equilibrio tra la promozione del territorio e la tutela delle comunità e dell'ambiente.

Il Guardian sottolinea che il fenomeno dei krapfen non è isolato. In altre parti d'Europa, i social media hanno trasformato luoghi un tempo tranquilli in mete turistiche di massa, con conseguenze spesso negative per gli abitanti e per l'ambiente.

Le comunità alpine protestano perché le code e la folla rovinano l'esperienza della montagna, ma anche perché i rifugi e i sentieri non sono progettati per gestire un tale afflusso. Il rischio è che la pressione turistica porti a un degrado del territorio e a un peggioramento delle condizioni di vita per i residenti.

Il dibattito sul turismo guidato dai social media è destinato a crescere, mentre le destinazioni italiane cercano di adattarsi a un fenomeno che sembra fuori controllo. La sfida è trovare modi per gestire i flussi senza uccidere la spontaneità che rende speciali questi luoghi.

Per la Liguria, la lezione è chiara: il turismo virale può portare benefici economici, ma anche grandi pressioni. Le amministrazioni locali devono essere pronte a gestire l'afflusso di visitatori, investendo in infrastrutture e in una comunicazione che indirizzi i turisti verso esperienze sostenibili.

Il Guardian conclude che il fenomeno del rifugio Friedrich August è un campanello d'allarme per tutto il turismo alpino italiano, che rischia di essere sopraffatto dalla sua stessa popolarità se non verranno prese misure adeguate.

La questione è destinata a rimanere al centro del dibattito pubblico, mentre le località di montagna e di costa cercano di trovare un equilibrio tra accoglienza e sostenibilità.

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