OPINION
L’estate che non finisce mai
La Redazione265 wordsEdition №61giovedì 30 luglio 2026 — Edizione № 61
Nelle nostre pagine abbiamo raccontato l’Italia come la vede il mondo: un paese sotto il sole che arde. Questa settimana, mentre The Local Italy annunciava la quarta ondata di calore dell’estate, con temperature fino a 41 gradi e allerta rossa in diverse città, le fiamme bruciavano intorno a Roma. La stagione degli incendi è ormai parte del calendario nazionale, ma ogni anno l’emergenza coglie impreparati.
L’opinione che Project Syndicate ha pubblicato il 29 luglio pone una domanda scomoda: l’Europa sta suonando il violino mentre Roma brucia? L’autore sostiene che concentrarsi solo sulla pianificazione di emergenza e sulla risposta ai disastri non è più sufficiente. Servono una mappa del futuro a lungo termine e una revisione fondamentale delle infrastrutture, del sistema energetico e dei settori economici. È una diagnosi che ci suona familiare.
Roma aveva già un piano calore dal 2002, dopo l’ondata che nel 2003 uccise settantamila persone in Europa. Ma nel 2022 altre sessantamila persone morirono. L’anno scorso, nuove misure: fontanelle, ripari climatici, registri dei vulnerabili. Eppure l’estate 2026 mostra che il bersaglio si sposta più velocemente della mira. Il problema non è l’assenza di iniziative, ma la loro incapacità di tenere il passo con un clima che accelera.
Noi crediamo che la lezione per l’Italia sia duplice. Da un lato, riconoscere che l’emergenza non è più un’eccezione ma la norma; dall’altro, accettare che le risposte strutturali richiedono un coraggio politico che finora è mancato. Come scrive Project Syndicate, la politica deve raggiungere la nuova realtà. Le nostre città non possono più limitarsi a spegnere incendi: devono immaginare un’altra forma di abitare il caldo.
