OPINION
La difesa italiana guarda all'Ucraina
La Redazione260 wordsEdition №101martedì 1 settembre 2026 — Edizione № 101
Mykhailo Fedorov, ex ministro della difesa ucraino, è stato nominato consigliere del ministro della difesa italiano. Il New York Times ha colto il significato più ampio di questa nomina: non è un gesto diplomatico di routine, ma un segnale che gli eserciti europei stanno cercando di adattarsi rapidamente ai cambiamenti imposti dalla guerra in Ucraina. Fedorov è noto per il suo lavoro nel campo della tecnologia militare, in particolare dei droni, una dimensione della guerra moderna che ha trasformato il conflitto ucraino.
La stampa internazionale vede in questa scelta una strategia consapevole: l'Italia, come altri paesi europei, riconosce che la guerra non è più solo una questione di eserciti tradizionali, ma di innovazione tecnologica e adattamento rapido. Portare dentro il ministero della difesa italiano un ufficiale che ha vissuto in prima persona la trasformazione del campo di battaglia significa acquisire competenze che nessun corso accademico può fornire. È un'ammissione che l'Europa ha bisogno di imparare dall'Ucraina, non il contrario.
Ciò che la copertura straniera evidenzia è anche una tensione: Fedorov era stato destituito da Kyiv il mese scorso, un fatto che aveva provocato rare proteste in tempo di guerra. La sua partenza era stata interpretata come un segno di conflitto interno. Ora, il suo incarico a Roma suggerisce che le competenze rimangono preziose, anche quando la politica interna di un paese le rifiuta. È un ricordo di quanto sia complessa la diplomazia della sicurezza europea in questo momento: non si tratta solo di alleanze, ma di trasferimento di conoscenze in un continente che si prepara a una nuova realtà strategica.
