OPINION
La frontiera che non si vede
La Redazione337 wordsEdition №69martedì 4 agosto 2026 — Edizione № 69
La settimana che si chiude ha portato alla luce una delle immagini più scomode per l'Europa: decine di migliaia di persone che attraversano un confine, e un governo che sospende Schengen per rispondere. La stampa internazionale, dal Guardian a France 24, racconta la vicenda di Ceuta come un episodio in cui la tragedia viene strumentalizzata dall'estrema destra. Noi, da questa sponda del Mediterraneo, vediamo qualcosa di più antico: la geografia che torna a imporsi sulla politica.
L'Italia ha sospeso temporaneamente l'accordo di Schengen con la Spagna, una misura che colpisce chi viaggia in aereo o in nave tra i due paesi. La decisione, riportata dal Guardian, è stata letta da molti commentatori come un gesto più simbolico che sostanziale. Ma il simbolo pesa: dice che la solidarietà europea ha un limite, e che quel limite si misura in chilometri di mare e in recinzioni.
La presidente della Commissione europea ha chiesto un'azione 'unita' sulla sicurezza dei confini, come riporta The Local Italy. Ma l'unità invocata a Bruxelles si scontra con la realtà dei singoli stati, ciascuno con le proprie urgenze elettorali e le proprie paure. L'Italia, che da anni vive la frontiera come questione quotidiana, sa che non basta alzare muri: la pressione migratoria è una costante strutturale, non un'emergenza stagionale.
Quello che il mondo vede da lontano è una crisi di confine. Quello che noi vediamo da vicino è una crisi di identità europea. L'Italia è il punto di arrivo di rotte che partono da luoghi che l'Europa fatica a nominare. E mentre i leader discutono di procedure e di quote, il Mediterraneo continua a restituire storie che nessuna riunione potrà mai restituire.
Forse è questo il punto che i commentatori stranieri colgono con più precisione: l'immigrazione viene usata come strumento politico su tutto lo spettro, come dice France 24. E in questo gioco, l'Italia è insieme attore e scenario. La nostra regione, il Sud, conosce bene questa doppia condizione: essere il confine dell'Europa e, allo stesso tempo, essere considerata essa stessa una periferia da gestire.
