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LOMBARDIA

La Perla riporta Gucci a Milano: Vannetti nuovo CEO

L'ex dirigente della maison francese guida il rilancio della lingerie storica dopo il fallimento e l'acquisizione

Beatrice Comolli736 wordsEdition53mercoledì 22 luglio 2026 — Edizione № 53

La Perla Atelier ha nominato Alessio Vannetti, ex dirigente di Gucci, come amministratore delegato, rafforzando la strategia di rilancio del marchio italiano di lingerie storico. Secondo Business of Fashion, la nomina arriva in seguito all'acquisizione dello scorso anno da parte di Peter Kern dopo il fallimento della casa.

Vannetti porta con sé un'esperienza consolidata nel lusso europeo e nelle trasformazioni di marchi in difficoltà. La scelta di un profilo Gucci per guidare La Perla riflette l'ambizione di posizionare nuovamente il brand nel segmento premium del lusso accessibile, dove Gucci ha dimostrato di sapersi muovere.

Per Milano, la nomina rappresenta un segnale che i grandi marchi italiani continuano a cercare talenti internazionali per gestire le crisi. La Perla, fondata nel 1954, torna così al centro del dibattito sulla capacità dei brand storici italiani di sopravvivere e rigenerarsi nel mercato globale.

La storia di La Perla è emblematica dei cicli del lusso italiano. Nata a Bologna nel dopoguerra come artigianato femminile di eccellenza, la marca si è affermata globalmente come simbolo della sensualità italiana. Tuttavia, come molti marchi heritage, ha faticato ad adattarsi alla velocità del retail digitale e ai cambiamenti dei gusti dei consumatori globali.

L'acquisizione di Kern, imprenditore tedesco con esperienza nel settore del lusso, aveva già segnalato una rottura con il passato. Kern aveva promesso una trasformazione radicale: nuovi investimenti, una revisione della linea produttiva e un rilancio della distribuzione. La nomina di Vannetti è il primo passo concreto di questa strategia.

Vannetti dovrà affrontare sfide significative. Il mercato della lingerie di lusso è frammentato e altamente competitivo, con marchi come Agent Provocateur e Victoria's Secret che dominano segmenti specifici. Nel frattempo, i consumatori più giovani preferiscono sempre più il comfort al glamour, una tendenza che ha colpito duramente il modello tradizionale di La Perla.

A Milano, la notizia arriva mentre la moda lombarda continua a fare i conti con il calo dei consumi nel lusso discreto. Bloomberg e Reuters hanno riportato che il secondo trimestre 2026 ha visto rallentamenti nei marchi italiani di fascia alta, con Moncler e Zegna che hanno registrato risultati più contenuti del previsto. In questo contesto, un rilancio di La Perla potrebbe rappresentare un'opportunità di diversificazione per l'ecosistema del lusso regionale.

La scelta di un CEO con esperienza Gucci suggerisce che Vannetti sarà incaricato di modernizzare l'heritage del marchio senza distruggerlo. Questo approccio ha funzionato per Gucci sotto la guida di Alessandro Michele, che ha trasformato il brand da un'icona di status statico in un simbolo di inclusività e sperimentazione.

Per La Perla, questo significherà probabilmente una revisione dell'identità visiva, una maggiore presenza sui canali digitali e una riarticolazione della narrazione del marchio. Vannetti dovrà convincere i consumatori globali che la lingerie italiana può essere contemporanea senza perdere l'eleganza che l'ha sempre contraddistinta.

L'operazione avviene anche in un momento di pressione normativa sulla moda italiana. La polizia italiana ha recentemente perquisito gli uffici di diversi marchi di lusso, inclusi Moncler e Brunello Cucinelli, nell'ambito di un'inchiesta sullo sfruttamento dei lavoratori nella catena di approvvigionamento. Per La Perla, che storicamente ha contato su fornitori italiani e europei, la governance e la trasparenza della supply chain saranno elementi cruciali della sua reputazione.

Vannetti avrà anche il compito di riposizionare La Perla nel portfolio di Kern, che comprende altri marchi nel segmento del lusso accessibile. L'integrazione verticale e la condivisione di competenze tra i brand potrebbe accelerare il rilancio, ma comporta anche il rischio di appiattire l'identità unica di La Perla.

Per gli osservatori del mercato milanese, questa nomina è un test di credibilità. Se Vannetti riuscirà a stabilizzare La Perla e a ripristinare la redditività entro 18-24 mesi, potrebbe incoraggiare altri investitori a scommettere su marchi italiani heritage in crisi. Se fallirà, potrebbe rafforzare la narrativa che il lusso italiano sta perdendo rilevanza globale.

Business of Fashion ha sottolineato che la nomina di Vannetti è parte di una strategia più ampia di ricapitalizzazione e trasformazione. Il prossimo passo cruciale sarà la presentazione della nuova collezione e il lancio di una strategia di comunicazione che convinca il mercato globale che La Perla ha un futuro credibile.

La Lombardia, che ospita la maggior parte della gestione strategica della moda italiana, seguirà da vicino questa operazione. Se La Perla riuscirà nel suo rilancio, potrebbe diventare un modello per altri marchi storici in difficoltà. Se fallirà, il fallimento di un'altra icona italiana del lusso potrebbe accelerare ulteriormente il consolidamento del settore verso i grandi gruppi multinazionali.

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