OPINION
Due trombe marine in Sicilia, e un clima che non chiede permesso
La Redazione324 wordsEdition №144martedì 13 ottobre 2026 — Edizione № 144
Venerdì due trombe marine si sono abbattute sulla costa occidentale della Sicilia. Secondo il Guardian, i vortici si sono formati al largo di Marsala e si sono spostati verso l'entroterra in direzione di Trapani, colpendo Petrosino: decine di feriti, auto ribaltate, edifici danneggiati, una scuola. Euronews ha parlato di un evento raro, e gli esperti citati dal Guardian lo hanno definito quasi senza precedenti per l'isola. Non è un uragano, e non è nemmeno la pioggia che il Sud conosce da sempre: è qualcosa che appartiene a un altro vocabolario.
La copertura internazionale insiste, giustamente, sull'anomalia. Ma l'anomalia, vista da qui, ha ormai una periodicità sospetta: la Sicilia ha conosciuto negli ultimi anni siccità severe, incendi fuori stagione, nubifragi concentrati in poche ore. Il punto non è che ogni evento sia nuovo; è che il tempo in cui si poteva dire «questo non era mai successo» si sta accorciando fino a diventare un modo normale di descrivere l'ordinario.
C'è poi la questione del costruito. Le case colpite a Petrosino e Marsala non sono state progettate per venti di quella forza, e non c'è ragione che lo fossero: fino a ieri nessuno aveva motivo di prevederlo. Questo è il nodo che le cronache straniere accennano e poi lasciano cadere, perché non fa notizia quanto la tromba d'aria. Adattare un patrimonio edilizio diffuso, fatto in larga parte di abitazioni private e di piccoli comuni con bilanci sottili, è un lavoro lento, poco visibile e politicamente ingrato. È però l'unico che riduca davvero il danno la prossima volta.
Il Mediterraneo è tornato al centro del racconto mondiale per ragioni che cambiano di anno in anno: le rotte migratorie, l'energia, ora il clima. L'Italia si trova sul bordo di questo mare e ne paga le variazioni più di chiunque altro nel continente. Non chiediamo che il mondo ce lo ricordi ogni volta; chiediamo solo che, quando lo ricorda, non lo faccia soltanto nelle ore immediatamente successive al disastro.
