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OPINION

La stagione elettorale europea e il peso di Roma

La Redazione345 wordsEdition №150venerdì 16 ottobre 2026 — Edizione № 150

Nathalie Tocci, sul Guardian, ha scritto questa settimana che la grande stagione elettorale europea sta per cominciare e che potrebbe cambiare tutto: se i nazionalisti di estrema destra conquistano il potere in quattro grandi paesi contemporaneamente, dice, ci aspetta una drammatica svolta trumpiana. È un'opinione, e come tale la riportiamo: [OPINIONE] il testo integrale del commento sostiene che il processo decisionale europeo, in economia come in sicurezza, debba avvenire a livello europeo per essere significativo, mentre la politica elettorale resta nazionale. È una contraddizione che l'autrice considera ormai insostenibile.

La tesi merita di essere presa sul serio, ma anche precisata. L'Italia non è un osservatore neutrale di questa stagione: è uno dei paesi in cui il tema del rapporto con Bruxelles è da anni al centro del dibattito, e la copertura internazionale lo registra ogni volta che si parla di debito, di migrazioni o di energia. Dire che l'Europa rischia una svolta nazionalista significa, per i lettori stranieri, chiedersi anzitutto cosa farà Roma. È una domanda che ci riguarda più di quanto ci piaccia ammettere.

C'è un secondo filo, che il telegrafo di questi giorni rende visibile: la presidente del Consiglio ha definito molto rischioso l'accordo sull'acquisto di diesel russo, sostenendo che potrebbe finire per legittimare Mosca. È una posizione che colloca l'Italia, almeno su questo punto, dentro il campo europeo e atlantico, non fuori. Chi legge da Londra o da Parigi tende a sottovalutare questa continuità, e a cercare invece la frattura. La realtà è più noiosa e più interessante: un paese che discute con l'Europa mentre ne accetta le regole.

Il punto che ci sembra utile lasciare ai lettori è un altro. La stagione elettorale che si apre sarà raccontata dall'estero soprattutto come una partita tra forze politiche, con etichette pronte all'uso. Ma le elezioni europee, viste da una regione italiana, si giocano su cose più concrete: quanto costa l'energia, come si cambia fornitore, quanto tempo si perde a una frontiera digitale. Su questo il telegrafo di oggi è pieno di notizie minori che nessuno commenta, e che pesano più di molte dichiarazioni.

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