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EMILIA-ROMAGNA

Lamborghini chiude la porta al cambio manuale

Mentre Ferrari sperimenta, Sant'Agata sceglie il full electric. Motor Valley si divide sulla tradizione

Giulia Benati1,247 wordsEdition51lunedì 20 luglio 2026 — Edizione № 51

Lamborghini non seguirà Ferrari nella strada dei cambi manuali simulati. In un'intervista con Road & Track, Federico Foschini, amministratore delegato per il marketing e le vendite della casa automobilistica bolognese, ha dichiarato che Lamborghini non ha alcun piano di sviluppare un cambio manuale, simulato o meno, per nessuno dei suoi futuri modelli di produzione.

La decisione segna un contrasto netto con la rivale di Maranello, che ha scelto di offrire un'opzione manuale virtuale sulla sua nuova Luce elettrica, cercando di preservare un elemento di controllo manuale anche mentre abbandona i motori a combustione. Ferrari ha giustificato la mossa come un omaggio alla tradizione e ai desideri di una clientela affezionata al coinvolgimento del guidatore.

Per Lamborghini, il percorso è invece orientato interamente verso l'automazione e l'elettrificazione. La nuova Temerario, presentata come sorella minore della Revuelto ibrida, mantiene una trasmissione a doppia frizione fulminea senza alcuna opzione manuale, nemmeno virtuale. La scelta riflette una visione aziendale che vede il futuro della supercar legato all'intelligenza artificiale e alle prestazioni pure piuttosto che alla nostalgia meccanica.

La decisione di Lamborghini rappresenta un momento di chiarezza industriale in Motor Valley. Mentre le due case rivali affrontano la transizione verso l'era elettrica, stanno facendo scelte diametralmente opposte su come dialogare con il passato.

Road & Track ha riportato che Foschini ha sottolineato come i veicoli da corsa di Lamborghini, dai quali la casa trae ispirazione per i modelli di produzione, non utilizzano nemmeno cambi manuali. Questo ragionamento tecnico nasconde una filosofia più profonda: Lamborghini vede il cambio manuale non come un elemento di purezza, bensì come un'ingenuità superata.

La Temerario 2026, secondo le foto pubblicate da Car and Driver, mostra un interno che ricorda una cabina di caccia a reazione. Ogni dettaglio, dai battitacco alle superfici tattili, rimanda a una visione futuristica del controllo automobilistico. La trasmissione a doppia frizione non è semplice tecnologia: è parte di un'identità estetica e concettuale.

Ferrari, invece, ha scelto diversamente. Emanuele Carando, direttore marketing globale di Ferrari, ha dichiarato a Edmunds di essere 'molto soddisfatto' delle forti reazioni suscitate dalla Luce, il nuovo modello completamente elettrico. Il fatto che il dibattito pubblico sia acceso — con appassionati che criticano la perdita del manuale tradizionale — non disturba Ferrari. Anzi, secondo Carando, il coinvolgimento emotivo è esattamente quello che la casa cercava.

A Bologna, il silenzio di Lamborghini su questa questione è eloquente. Non c'è nostalgia da coltivare, nessun compromesso simbolico da offrire. La casa ha scelto di marciare verso il futuro senza guardare indietro, affidandosi interamente alla tecnologia ibrida e poi elettrica per mantenere la sua posizione di leader assoluto nelle prestazioni pure.

Motor Valley, la regione che ospita entrambe le case, si trova dunque di fronte a una biforcazione. Ferrari mantiene un dialogo con la tradizione, anche se mediato attraverso la simulazione digitale. Lamborghini recide questo dialogo completamente. Entrambe le strategie mirano a preservare la fedeltà della clientela, ma attraverso percorsi opposti.

La questione del cambio manuale, apparentemente tecnica, tocca il cuore di come le supercar intendono il rapporto tra uomo e macchina. Per Ferrari, la simulazione consente ai clienti di sentirsi ancora protagonisti attivi della guida, anche quando il computer controlla il grosso del lavoro. Per Lamborghini, il vero protagonismo sta nel affidarsi completamente alla macchina, accettando che l'intelligenza artificiale possa guidare meglio di qualunque dito umano.

L'industria automobilistica internazionale osserva queste scelte con attenzione. Motor1.com ha recentemente pubblicato una rassegna delle auto più potenti ancora disponibili con cambio manuale: un numero che si restringe anno dopo anno, con meno di 30 modelli attualmente disponibili al mercato americano. Lamborghini e Ferrari non faranno parte di questa lista futura.

La Temerario e la Luce rappresentano il presente e il futuro immediato di Sant'Agata e Maranello. Sono auto che costano centinaia di migliaia di euro e si rivolgono a una clientela globale. Le loro scelte tecniche, dunque, hanno implicazioni che vanno oltre Bologna: influenzano le aspettative di mercato per tutte le supercar, e più in generale per come l'industria automobilistica mondiale concepisce il controllo umano nell'era dell'automazione.

Per i lavoratori e le comunità di Motor Valley, queste divergenze strategiche significano anche percorsi produttivi diversi. Lamborghini e Ferrari devono investire in competenze diverse: ingegneria software per l'automazione, batterie e sistemi ibridi per Lamborghini, interfacce digitali sofisticate per Ferrari. Il tessuto manifatturiero della regione si adatta, si specializza, si trasforma.

La decisione di Lamborghini di escludere categoricamente il manuale, anche nella forma simulata, riflette anche una lettura del mercato globale. I clienti cinesi, americani, mediorientali che acquistano queste supercar potrebbero non avere alcuna familiarità emotiva con il cambio manuale. Per loro, l'automazione totale non è una perdita, bensì la norma. Lamborghini, con una clientela sempre più internazionale, sceglie di parlare il linguaggio del futuro globale piuttosto che preservare un'iconografia europea.

Ferrari mantiene invece una posizione più ambigua, forse consapevole che una parte significativa della sua clientela — specialmente in Europa — continua a vedere il manuale come simbolo di un rapporto più autentico con la macchina. La Luce, con il suo cambio manuale simulato, rappresenta un compromesso: tecnicamente futuristica, emotivamente ancorata al passato.

Negli stabilimenti di Sant'Agata e Maranello, queste scelte si traducono in decisioni quotidiane: quali ingegneri assumere, quali fornitori contattare, quali test condurre. La risposta a una domanda apparentemente semplice — il cambio manuale — riconfigura l'intera catena del valore produttivo.

La stampa automobilistica internazionale continuerà a monitorare questa divergenza. Road & Track, Car and Driver, Motor1 — le testate che coprono Motor Valley per il mondo — vedono in queste scelte un riflesso di due visioni opposte del futuro. Quale prevarrà dipenderà dalle preferenze del mercato globale nei prossimi anni. Per ora, Lamborghini ha scelto di scommettere tutto sulla tecnologia pura, mentre Ferrari mantiene un piede nel passato e uno nel futuro.

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