LOMBARDIA
Salari da 2 dollari l'ora al cantiere del nuovo Consolato USA a Milano
L'AP News denuncia pratiche lavorative sfruttative nel cantiere della rappresentanza americana in Lombardia
Beatrice Comolli755 wordsEdition №16lunedì 15 giugno 2026 — Edizione № 16
Lavoratori stranieri impiegati nella costruzione del nuovo Consolato USA a Milano affermano di essere stati pagati meno di 2 dollari l'ora, secondo un'indagine dell'Associated Press pubblicata questa settimana. L'agenzia ha ottenuto documenti di lavoro e passaporti di operai presenti nel cantiere, dove sarebbero state applicate pratiche sfruttative in violazione degli standard occupazionali europei.
La scoperta arriva mentre Bruxelles e i governi nazionali intensificano il controllo sulla conformità alle norme del lavoro nei cantieri pubblici e privati. Milano, come principale hub finanziario e commerciale d'Italia, è al centro dell'attenzione internazionale per la qualità della governance e la tutela dei diritti.
L'indagine dell'AP non specifica quanti lavoratori siano coinvolti nel cantiere o se le autorità italiane abbiano avviato procedimenti. La rappresentanza diplomatica americana ha competenze extraterritoriali limitate, ma la costruzione rientra nella giurisdizione italiana e lombarda.
Per la Lombardia, il caso espone una contraddizione ricorrente nella stampa internazionale: la regione rappresenta il nord produttivo, cosmopolita e conforme alle regole europee, eppure rimane vulnerabile allo sfruttamento del lavoro migrante. Reuters e il Financial Times hanno già documentato negli anni precedenti episodi analoghi in settori della manifattura e dell'edilizia lombarda, spesso legati a subappalti in cascata che diluiscono la responsabilità.
La stampa internazionale, in particolare le testate anglosassoni, tende a leggere questi episodi come sintomi di una fragilità istituzionale più ampia. Il Guardian e la BBC hanno sottolineato in passato come l'Italia, pur essendo membro dell'UE e della NATO, presenti lacune significative nell'enforcement dei diritti del lavoro, specialmente verso i migranti senza documenti regolari.
Il cantiere del Consolato USA si trova in una città dove il costo della vita è tra i più alti d'Italia. Secondo i dati elaborati dalla stampa internazionale, Milano ospita circa 1,5 milioni di abitanti e attrae lavoratori da tutto il mondo, molti dei quali occupati in settori a bassa qualificazione e con protezioni sindacali deboli.
L'AP ha documentato anche come i salari dichiarati risultino molto al di sotto dei minimi contrattuali italiani, fissati attorno ai 9-10 euro lordi l'ora per operai non specializzati. La disparità suggerisce un sistema di appalti dove il costo del lavoro viene compresso attraverso intermediari e subappaltatori.
La questione tocca anche la reputazione della Lombardia come regione di diritto e trasparenza. Bloomberg e Reuters hanno spesso evidenziato come la regione sia il motore economico italiano, con un PIL pro capite doppio rispetto al Mezzogiorno, ma il vantaggio competitivo non si traduce automaticamente in protezione dei lavoratori vulnerabili.
Il Consolato USA rappresenta uno spazio diplomatico americano, ma la sua costruzione avviene secondo le leggi italiane. Le autorità lombarde e milanesi hanno responsabilità di ispezione e controllo sui cantieri, indipendentemente dall'uso finale della struttura.
Non è chiaro se le accuse dell'AP abbiano già raggiunto gli ispettorati del lavoro di Milano e della Lombardia. La stampa estera non ha ancora riportato reazioni ufficiali dalle istituzioni italiane, un silenzio che la copertura internazionale spesso interpreta come indifferenza o incapacità di risposta rapida.
Il caso si inserisce in un dibattito più ampio sulla migrazione e lo sfruttamento lavorativo che ha occupato le pagine della stampa mondiale per settimane. Il Papa ha visitato le Canarie questa settimana per denunciare i pericoli dei viaggi migranti, mentre manifestazioni di estrema destra a Roma hanno chiesto la 'rimigrazione' degli stranieri. In questo contesto, l'indagine dell'AP su Milano assume una dimensione simbolica: la città ricca e ordinata del nord non è immune dal fenomeno.
Reuters ha riportato nei mesi precedenti come la migrazione verso l'Italia rimanga una delle priorità della copertura estera, specialmente in relazione alla rotta mediterranea e ai diritti umani. Milano non è una città di arrivo migratorio come Napoli o Palermo, ma ospita comunità migranti stabili e precarie, spesso invisibili alla politica pubblica.
L'indagine dell'AP solleva interrogativi sulla catena di responsabilità negli appalti pubblici e privati in Lombardia. Secondo la stampa di Bruxelles, l'UE ha rafforzato i controlli sugli appalti pubblici per garantire il rispetto delle norme di lavoro, ma l'enforcement rimane diseguale tra i paesi membri.
Il prossimo passo probabile è una risposta delle autorità italiane e lombarde, se l'AP fornirà ulteriori dettagli alle istituzioni competenti. La stampa internazionale monitorerà come Milano e Roma affronteranno il caso, interpretandolo come un test della volontà di applicare gli standard europei.
Per la redazione Lombardia, il caso rappresenta un'anomalia rispetto all'immagine della regione costruita dalla copertura internazionale: quella di un'area di eccellenza manifatturiera, finanza solida e governance ordinata. L'indagine dell'AP suggerisce invece che lo sfruttamento del lavoro migrante non è una patologia del sud, ma un fenomeno diffuso anche nel nord ricco, mascherato da logiche di subappalto e precarietà.
