LAZIO
La Lazio Women condannata: il caso della gravidanza che cambia il calcio
La Corte di Arbitrato dello Sport ordina un risarcimento alla centrocampista svedese Maja Gothberg. FifPro: una sentenza rivoluzionaria sui diritti di maternità nello sport
Davide Ruspoli613 wordsEdition №26giovedì 25 giugno 2026 — Edizione № 26
La Corte di Arbitrato dello Sport ha condannato la Lazio Women a risarcire la centrocampista svedese Maja Gothberg per la risoluzione illegittima del suo contratto dovuta alla gravidanza. La sentenza, resa nota mercoledì, rappresenta una vittoria legale significativa per i diritti di maternità nello sport professionistico.
L'unione globale dei giocatori FifPro ha definito il caso una decisione "rivoluzionaria". Gothberg aveva firmato con il club della capitale italiana, ma il contratto era stato rescisso quando la calciatrice aveva comunicato lo stato di gravidanza.
La decisione della Cas si inserisce in un dibattito internazionale più ampio sui diritti riproduttivi e sulla discriminazione di genere nello sport d'élite. La sentenza stabilisce che la gravidanza non può costituire motivo legittimo di rescissione contrattuale, un principio che potrebbe avere implicazioni significative per i club e le federazioni in tutta Europa.
Secondo quanto riportato dalla BBC, il club giallorosso aveva rescisso il contratto di Gothberg dopo che la giocatrice aveva comunicato di essere incinta. La Cas ha ritenuto tale decisione discriminatoria e contraria ai principi del diritto del lavoro internazionale, ordinando al club un compenso economico.
L'unione globale dei giocatori FifPro ha definito il caso una decisione "rivoluzionaria" nel panorama dello sport femminile. La sentenza rappresenta un precedente importante che potrebbe influenzare le politiche di altri club europei rispetto ai diritti riproduttivi delle atlete.
Roma, sede della Lazio e capitale della Repubblica italiana, si trova ora al centro di un caso che tocca questioni di diritto del lavoro, discriminazione di genere e tutela della maternità. La decisione della Cas arriva in un momento in cui il calcio femminile europeo sta attraversando una fase di crescita e maggiore visibilità internazionale.
La vicenda riflette le tensioni strutturali ancora presenti nel calcio professionistico, dove le atlete donne affrontano sfide specifiche legate alla gravidanza e al reinserimento post-maternità. Reuters ha sottolineato come la sentenza potrebbe fungere da catalizzatore per riforme più ampie nei contratti e nelle politiche dei club.
La Lazio Women, che compete nella Serie A femminile italiana, dovrà ora implementare procedure più rigorose per garantire la conformità alle normative internazionali sulla non-discriminazione. Il caso rappresenta un test cruciale per l'adeguatezza delle strutture giuridiche attuali nel proteggere gli atleti.
Secondo quanto riferito da FifPro, la decisione della Cas stabilisce un precedente vincolante che altri club europei dovranno considerare nelle loro politiche di gestione del personale. La sentenza sottolinea che la gravidanza, lungi dall'essere un fattore che giustifica la rescissione, deve essere protetta da garanzie specifiche.
La questione della maternità nello sport professionistico è rimasta a lungo un'area grigia dal punto di vista legale. Il caso Gothberg-Lazio rappresenta uno dei pochi precedenti internazionali chiari che affrontano direttamente la discriminazione basata sulla gravidanza nel calcio di vertice.
Per la Lazio, la sentenza comporta non solo implicazioni economiche immediate, ma anche la necessità di rivedere le proprie politiche contrattuali e di risorse umane. Il club dovrà allinearsi agli standard internazionali emergenti su diritti riproduttivi e protezione della maternità.
La decisione della Cas arriva dopo che l'AP News aveva già riportato il caso come una "vittoria legale storica" che compensa l'atleta incinta che ha perso il contratto. La copertura internazionale ha amplificato il significato della sentenza oltre il contesto calcistico specifico.
Nel contesto più ampio della Lazio e di Roma, il caso evidenzia come le istituzioni sportive della capitale italiana siano soggette a scrutinio internazionale crescente in materia di diritti del lavoro e protezione delle categorie vulnerabili.
La sentenza potrebbe stimolare una revisione delle pratiche contrattuali non solo nella Lazio Women, ma anche in altri club della Serie A femminile. L'industria calcistica italiana, pur essendo una delle più sviluppate in Europa, deve ancora adeguarsi pienamente agli standard internazionali su uguaglianza di genere e protezione della maternità.
