OPINION
Bruxelles legifera sui minori e sui confini: l'Italia guarda
La Redazione355 wordsEdition №119venerdì 18 settembre 2026 — Edizione № 119
Due notizie della settimana, lette insieme, dicono molto su come l'Europa sta cambiando e su come l'Italia la abita. La prima: la Commissione europea ha presentato piani per vietare i social media ai minori di tredici anni e consentire un accesso limitato e supervisionato fino ai quindici, obbligando le piattaforme a essere sicure prima dell'uso. La seconda: nove paesi dell'Unione, Italia compresa, hanno chiesto e ottenuto un ulteriore rinvio dei controlli alle frontiere del sistema EES, quello che registra ingressi e uscite dei viaggiatori extra-Ue. Da una parte l'Europa protegge, dall'altra l'Europa non riesce ancora a far funzionare ciò che ha già deciso.
La stampa internazionale legge la prima notizia come una svolta: l'Unione che osa regolare ciò che gli Stati membri, da soli, non riescono a regolare. È un giudizio che merita di essere preso sul serio. Le piattaforme sono più grandi dei singoli paesi, e solo una legislazione continentale può imporre loro obblighi reali. Per l'Italia, che ha un dibattito pubblico spesso più attento ai divieti simbolici che alla loro applicazione, la partita vera comincia adesso: chi controlla l'età, con quali strumenti, e a spese di chi.
La seconda notizia racconta invece una fragilità. I controlli EES dovevano entrare in funzione da tempo e vengono rinviati perché aeroporti affollati, come quelli italiani e greci, non sono pronti. Non è un dettaglio tecnico: è la prova che l'Europa annuncia con solennità ciò che poi fatica a consegnare. Il viaggiatore che atterra a Roma o a Catania non vede la norma, vede la coda. E la coda, più di qualunque comunicato, è ciò che resta nella memoria di chi arriva.
Il quadro che ne esce, visto da fuori, è quello di un continente che ha imparato a decidere insieme ma non ancora a eseguire insieme. L'Italia, come spesso accade, sta in mezzo: è tra i paesi che chiedono più tempo, ed è anche tra quelli che più avrebbero da guadagnare da regole finalmente applicate. Le due notizie della settimana non si contraddicono, si completano. Dicono che la sovranità europea esiste sulla carta e deve ancora dimostrarsi sui marciapiedi degli aeroporti e sugli schermi dei quindicenni.
