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LIGURIA

I festival del raccolto italiano visti da New York: la Liguria resta fuori

Il New York Times elenca cinque celebrazioni culinarie autunnali in Italia; per la costa ligure, che vive di turismo, è un promemoria e un'assenza

Marina Doria684 wordsEdition110giovedì 10 settembre 2026 — Edizione № 110

Il New York Times ha pubblicato una guida a cinque celebrazioni culinarie del raccolto autunnale italiano, pensata per chi costruisce un itinerario tra settembre e novembre. È il tipo di articolo che, nella stampa americana, funziona come una mappa implicita: dice dove il turismo enogastronomico internazionale sta guardando in questa stagione.

La Liguria non compare nella selezione. Per una regione che ha costruito buona parte della propria economia sul turismo costiero e che cerca di allungare la stagione oltre l'estate, l'assenza è un segnale da prendere sul serio, più che una questione di gusto.

Il tema del turismo autunnale si intreccia, in Liguria, con quello della pressione su una costa fragile: le Cinque Terre e la Riviera sono da anni al centro della copertura internazionale sul turismo di massa, e ogni nuova guida sposta flussi che il territorio deve poi assorbire.

Il New York Times non è l'unica testata estera a occuparsi di turismo italiano in questi giorni. Euronews ha dedicato un servizio alla Regata Storica di Venezia, la parata di imbarcazioni storiche che ha riempito il Canal Grande con la folla raccolta vicino al ponte di Rialto per le celebrazioni remiere annuali.

Venezia e la Liguria condividono più di quanto sembri: entrambe sono città di mare con un passato di repubblica marinara, entrambe vivono di turismo internazionale, entrambe affrontano il problema di un patrimonio costiero sotto pressione. La differenza è nella capacità di trasformare le proprie tradizioni in eventi che la stampa mondiale racconta.

La Regata Storica, come riportata da Euronews, è un appuntamento che mescola competizione remiera e parata cerimoniale. Il Guardian ha pubblicato un progetto fotografico dedicato alle donne che stanno ridisegnando Venezia, tra gondoliere, maestre d'ascia e regatanti che chiedono pari riconoscimento. Sono storie che tengono la città sulle pagine estere anche fuori stagione.

Genova ha una tradizione remiera e un patrimonio marittimo comparabile, ma raramente entra nelle guide internazionali con la stessa regolarità. Il porto, per la sua natura commerciale e industriale, occupa semmai le pagine economiche e logistiche della stampa estera, non quelle del turismo.

C'è anche una questione di accessibilità. The Local Italy ha riferito che la regola che consentiva alle guardie di frontiera di sospendere i nuovi controlli biometrici europei nei momenti di maggiore afflusso è scaduta nel fine settimana. La domanda che la testata pone è diretta: questo significa code più lunghe negli aeroporti italiani?

Per una regione che dipende dai collegamenti aerei e ferroviari con il nord Europa, la fluidità dei transiti aeroportuali è una variabile economica. Genova ha un aeroporto di dimensioni contenute e molti visitatori arrivano via Milano, Nizza o Pisa: ogni attrito alle frontiere si distribuisce lungo tutta la catena del viaggio.

Il turismo autunnale è anche una questione di offerta. I festival del raccolto funzionano perché raccontano un prodotto e un territorio insieme: l'olio, il vino, la castagna, il tartufo. La Liguria ha l'olio e il vino delle fasce terrazzate, ma la narrazione internazionale di questi prodotti resta frammentaria.

Le terrazze liguri, patrimonio agricolo costruito nei secoli sui pendii sopra il mare, sono un paesaggio che la stampa estera ha descritto come fragile e in abbandono. Un festival autunnale ben raccontato potrebbe essere uno strumento di manutenzione del territorio, non solo di promozione.

Resta il fatto che le guide internazionali seguono rotte consolidate. Il New York Times seleziona cinque eventi, e la scelta riflette una geografia del gusto che privilegia alcune regioni. Per la Liguria, entrare in quella mappa richiede un lavoro di posizionamento che va oltre la singola stagione.

Nel frattempo, la regione continua a lavorare su ciò che sa fare: accogliere visitatori su una costa stretta, gestire i flussi tra borghi e sentieri, e tenere in piedi un sistema di trasporti che regge la pressione dei mesi di punta. Il turismo autunnale è un'opportunità, ma anche un ulteriore carico su infrastrutture già sollecitate.

La stampa internazionale continuerà a raccontare l'Italia attraverso i suoi festival e le sue tradizioni. La domanda, per una regione di porto come la Liguria, è se vuole entrare in quel racconto con la propria identità marittima o restare ai margini delle rotte più battute.

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