The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
Back to the edition

CALABRIA

Sequestrati 200 milioni della 'Ndrangheta, la guerra ai patrimoni criminali

L'Italia smantella l'infrastruttura economica della mafia siciliana. Ma la Calabria conosce bene come questi capitali si ricostruiscono

Saverio Gallo1,356 wordsEdition2martedì 2 giugno 2026 — Edizione № 2

Le autorità italiane hanno sequestrato più di 200 milioni di euro in oro, ville di lusso, contanti e aziende collegati alla rete criminale del defunto boss della Cosa Nostra Matteo Messina Denaro. Reuters ha riferito giovedì che il sequestro fa parte di uno sforzo più ampio per smantellare l'infrastruttura economica della mafia siciliana e impedirle di ricostruirsi. NBC News ha confermato che il procuratore nazionale antimafia italiano ha descritto il patrimonio come una «vasta fortuna» accumulata attraverso il traffico di droga e reinvestita in tutta Europa.

Messina Denaro, catturato nel 2023 a Palermo dopo decenni di latitanza, è morto in carcere nel 2024. Ma la sua eredità criminale rimane vivida: i soldi che ha accumulato, secondo CBS News, sono stati investiti in aziende legittime, immobili e operazioni finanziarie che permettevano alla mafia di riciclare i proventi del traffico di droga e di mantenersi economicamente potente anche quando i suoi capi erano in prigione.

Per la Calabria, il sequestro rappresenta sia una vittoria che un monito. La regione conosce intimamente come funziona l'economia mafiosa, perché la 'Ndrangheta, l'organizzazione criminale calabrese, opera secondo gli stessi principi della Cosa Nostra siciliana: accumula ricchezza attraverso il traffico di droga, la estorta, il riciclaggio, e poi reinveste questi soldi in attività legali per lavarli e renderli invisibili.

Share