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LIGURIA

Malpensa intitolato a Berlusconi, e la Liguria guarda i suoi scali

L'aeroporto di Milano cambia nome in una cerimonia contestata: per Genova e la Riviera è un promemoria di come si finanzia un'aerostazione

Marina Doria770 wordsEdition №127sabato 26 settembre 2026 — Edizione № 127

L'aeroporto di Malpensa, il principale scalo di Milano, è stato ufficialmente intitolato a Silvio Berlusconi in una cerimonia tenutasi venerdì, secondo quanto riferisce The Local Italy. La testata scrive che la decisione è stata criticata da politici sia locali sia nazionali, e che l'intitolazione onora l'ex presidente del Consiglio e miliardario, figura più volte coinvolta in scandali giudiziari.

Per la Liguria la notizia arriva da un'angolazione obliqua ma familiare. Genova e la Riviera vivono di collegamenti: il porto, la ferrovia costiera, e un aeroporto cittadino che da anni cerca di ritagliarsi un ruolo che non sia soltanto quello di alternativa secondaria a Malpensa e a Linate.

Il dibattito sul nome di Malpensa, per come lo riporta la stampa estera, riguarda la memoria politica. Quello che riguarda il nostro territorio è più prosaico: la gerarchia degli hub nazionali, chi la decide, e con quali soldi pubblici si tengono in piedi gli scali minori.

The Local Italy non entra nel merito dei costi né dei piani di sviluppo. Si limita a registrare la cerimonia e le reazioni contrarie. Da qui in avanti, ogni valutazione sul significato dell'intitolazione per il sistema aeroportuale del Nord è nostra lettura, non della fonte.

La notizia, per come la riporta la stampa estera, è essenzialmente politica: un omaggio a una figura che ha dominato la vita pubblica italiana per tre decenni, accolto con riserve da una parte della classe politica. The Local Italy non pubblica cifre sui costi della cerimonia né dettagli sui tempi della delibera.

Per la Liguria la questione si legge da un'angolazione obliqua ma familiare.

Genova ha una storia aeroportuale complicata. Lo scalo cittadino è cresciuto a fasi alterne, sostenuto da accordi con vettori che vanno e vengono, e da una domanda che dipende molto dalla stagionalità turistica e dal traffico crocieristico. Non è un hub, e non lo diventerà: è una porta di accesso regionale.

Questo significa che ogni decisione presa a Milano o a Roma sul sistema aeroportuale nazionale ha un effetto diretto su quante rotte restano attive da Genova e su quali compagnie scelgono di operarci. La competizione tra scali non è una metafora: è una partita su slot, incentivi e collegamenti.

La cerimonia di venerdì, secondo The Local Italy, si è svolta senza incidenti ma con critiche. La testata non riporta dichiarazioni di rappresentanti liguri, e non c'è motivo di attribuirne. Il punto è che l'intitolazione di un hub nazionale è anche un segnale su quale infrastruttura il Paese considera strategica.

La Liguria ha una posizione particolare in questa geografia. Il porto di Genova è il primo scalo mercantile italiano per movimenti complessivi, ma il traffico passeggeri aereo della regione resta marginale rispetto alla Lombardia. Le due cose convivono: merci da una parte, persone dall'altra, su reti diverse.

Per chi lavora nella logistica ligure, la notizia di Malpensa è una nota a margine. Più rilevante è cosa accade al corridoio ferroviario che collega Genova alla pianura padana e ai valichi alpini, e se i finanziamenti per le opere in corso reggeranno il confronto con altre priorità.

La stampa estera che copre l'Italia torna spesso su questo tema: il Paese spende molto in annunci e poco in manutenzione. È una semplificazione, ma coglie una preoccupazione reale. La Liguria l'ha vissuta sulla propria pelle con il crollo del ponte Morandi nel 2018, un evento che ha cambiato il modo in cui la regione guarda alle infrastrutture.

Da allora, ogni discussione su ponti, gallerie e scali viene letta con un'attenzione diversa. Non è più solo una questione di efficienza economica: è una questione di sicurezza. Le fonti internazionali lo hanno ripetuto più volte negli anni successivi al crollo.

Tornando a Malpensa, The Local Italy registra la cerimonia e le critiche. Non aggiunge molto altro. Il nome di un aeroporto non cambia le rotte, non sposta i passeggeri, non risolve i nodi del trasporto locale. Ma segnala una direzione politica, e in un Paese dove le infrastrutture sono spesso terreno di contesa simbolica, anche questo conta.

Per la Liguria la lezione è semplice: mentre a Milano si discute di intitolazioni, a Genova si continua a discutere di come tenere aperto un aeroporto che vive di equilibri fragili. Le due discussioni non si parlano, ma riguardano lo stesso sistema. E il sistema, per ora, non ha una regia chiara.

La stampa internazionale non ha ancora pubblicato analisi sull'impatto dell'intitolazione sul traffico o sulle strategie delle compagnie aeree. È presto. Quello che sappiamo è che la cerimonia si è tenuta, che le critiche ci sono state, e che il dibattito italiano sulle infrastrutture continua a muoversi tra simboli e cantieri. Da Genova, si guarda ai cantieri.

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