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Fabbriche asiatiche divergono: il modello marchigiano sotto pressione
Mentre i giganti asiatici della calzatura prendono strade opposte, i distretti marchigiani affrontano una competizione sempre più frammentata e imprevedibile
Elena Marcheggiani867 wordsEdition №16lunedì 15 giugno 2026 — Edizione № 16

A maggio 2026, i due principali produttori asiatici di calzature sportive e outdoor hanno seguito traiettorie divergenti. Yue Yuen ha registrato un calo a una cifra media, mentre Feng Tay ha visto i ricavi salire alle due cifre basse, secondo SGB Media Online. La volatilità dei giganti asiatici riflette un mercato globale della scarpa sempre più frammentato e difficile da prevedere.
Per i distretti marchigiani della scarpa — concentrati attorno a San Benedetto del Tronto, Montegranaro e Fermo — questa instabilità rappresenta una sfida strutturale. Le fabbriche marchigiane, per lo più piccole e medie imprese, producono per i grandi marchi internazionali. Quando i produttori asiatici cambiano velocità, i committenti ricalicolano le loro strategie di sourcing e gli ordini verso l'Italia oscillano.
World Footwear ha riportato che Shoe Carnival, grande rivenditore statunitense, ha confermato il cambio di nome in Shoe Station Group. Questi movimenti nei grandi player della distribuzione globale amplificano l'effetto delle oscillazioni produttive. Un rivenditore che si rinomina, che riposiziona il suo portfolio, cerca nuovi fornitori o razionalizza quelli esistenti.
