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BASILICATA

Welles e il Chisciotte: quando il cinema arriva in Basilicata

Gli archivisti europei lavorano a completare il progetto perduto del regista. Matera potrebbe beneficiare della rinascita cinematografica di un capolavoro incompiuto.

Pietro Lasorsa773 wordsEdition №31martedì 30 giugno 2026 — Edizione № 31

Più di 70 anni dopo aver girato i primi fotogrammi, il progetto ambizioso di Orson Welles di portare Don Chisciotte sul grande schermo potrebbe finalmente essere completato. Un consorzio di archivisti cinematografici europei spera che 30 ore di filmati conservati da tre paesi saranno sufficienti per realizzare la visione del cineasta, secondo quanto riportato dal Guardian.

Il film, leggendario nella storia del cinema per la sua incompletezza, rappresenta uno dei grandi misteri dell'arte cinematografica del Novecento. Welles ha girato il materiale tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta, utilizzando location in Spagna e in Italia, inclusa la Basilicata.

Per Matera, città già trasformata da capitale della vergogna a capitale della cultura e set cinematografico internazionale, il completamento del Welles rappresenta un'opportunità di ulteriore visibilità nel panorama globale del cinema d'autore. La città lucana è diventata negli ultimi anni una destinazione di riferimento per le produzioni estere, grazie ai suoi Sassi e al paesaggio rupestre.

La storia del Don Chisciotte di Welles è una storia di ossessione creativa e di ostacoli pratici. Il regista, noto per la sua ricerca della perfezione formale, ha accumulato migliaia di metri di pellicola senza mai completare il montaggio finale. Il materiale è stato disperso, perso, recuperato parzialmente nel corso dei decenni.

L'intervento del consorzio europeo rappresenta un riconoscimento del valore storico e artistico del progetto. Gli archivisti hanno identificato 30 ore di filmato conservate in tre paesi diversi: il materiale costituisce un corpus significativo, anche se incompleto, della visione di Welles.

Matera è entrata nella coscienza cinematografica internazionale relativamente di recente, nonostante la sua bellezza e unicità geografica fossero note da secoli. Per generazioni, la città è stata sinonimo di povertà e arretratezza; il governo italiano degli anni Cinquanta aveva persino definito i Sassi 'la vergogna dell'Italia'. Quella stessa città è stata trasformata dal turismo cinematografico e culturale.

Se il Welles è stato girato in parte a Matera o nelle vicinanze, il completamento del film potrebbe offrire una nuova narrazione sulla città: non più solo una location per produzioni contemporanee, ma parte della storia del cinema mondiale. Il Guardian ha sottolineato come il progetto sia una ricerca passionale di archivisti e studiosi dedicati a recuperare un'opera perduta.

La rinascita di Matera come capitale della cultura nel 2019 ha accelerato un processo di rivalutazione già in corso. Le produzioni cinematografiche internazionali hanno scoperto i Sassi come set naturale: le mura di pietra calcarea, le strade tortuose, la luce meridionale creano un'atmosfera che richiama sia il passato remoto sia una dimensione atemporale.

Il completamento del Don Chisciotte di Welles potrebbe attirare l'attenzione dei festival cinematografici e della critica internazionale su Matera in modo inedito. Non come location contemporanea, ma come luogo dove un maestro del cinema ha cercato di realizzare una visione artistica radicale.

La Basilicata nel complesso ha visto una trasformazione legata al turismo culturale e cinematografico, ma concentrato principalmente su Matera. Le altre aree della regione, incluse le zone agricole e le comunità interne, rimangono ai margini di questa rinascita. Il focus mediatico rimane su Matera, mentre il resto della provincia affronta le sfide dello spopolamento e del declino economico.

Gli archivisti europei stanno lavorando per estrarre dal materiale frammentario una narrativa coerente. Questo richiede non solo competenze tecniche di restauro, ma anche scelte interpretative sulla visione di Welles. Il Guardian ha sottolineato come il team speri che il materiale disponibile sia sufficiente per completare il progetto in modo artisticamente credibile.

La stampa internazionale ha a lungo trattato Matera come un'anomalia positiva nel Sud italiano: una città che ha saputo reinventarsi, attirare investimenti culturali e diventare una destinazione di classe mondiale. Il completamento del Welles si inserisce in questa narrativa di trasformazione.

Tuttavia, rimane una questione di fondo: il turismo cinematografico e culturale beneficia principalmente i servizi alberghieri, ristorativi e commerciali, concentrati nel centro storico. I residenti più poveri di Matera, così come le comunità delle aree circostanti, traggono benefici limitati da questa rinascita. La città rimane divisa tra il patrimonio recuperato e le periferie ancora marginalizzate.

Per gli archivisti europei, il completamento del Don Chisciotte rappresenta un gesto di conservazione della memoria cinematografica mondiale. Per Matera, rappresenta un'occasione di ulteriore visibilità internazionale e di associazione con una delle figure più importanti della storia del cinema.

Il progetto di Welles, con la sua incompletezza e il suo fascino di opera perduta, risuona con la stessa storia di Matera: una città che era stata 'perduta' e marginalizzata, e che è stata 'recuperata' e reintegrata nel circuito culturale mondiale. La parallela fra il film incompiuto di un genio del cinema e la città che è stata abbandonata e poi riscoperta è affascinante, anche se forse non intenzionale.

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