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BASILICATA

Fendi torna a Roma, ma Matera guarda al futuro della moda nel Mezzogiorno

La sfilata di haute couture di Maria Grazia Chiuri rievoca il dibattito su come l'Italia reinventa il suo patrimonio. Matera, trasformata da capitale della cultura a set cinematografico, rappresenta un modello alternativo.

Pietro Lasorsa994 wordsEdition №44lunedì 13 luglio 2026 — Edizione № 44

Maria Grazia Chiuri ha presentato la sua prima collezione di haute couture per Fendi a Roma, una sfilata che il Guardian ha descritto come un ritorno della designer alla sua città natale. La collezione era ispirata alle forme del kimono e al drappeggio del corpo, unendo il classicismo italiano con influenze globali. Chiuri ha affermato che il progetto rappresentava un problema culturale e politico italiano: come mantenere l'identità mentre si abbraccia il cambiamento.

A pochi chilometri di distanza, Matera continua la sua trasformazione straordinaria. Una volta stigmatizzata come 'la vergogna d'Italia' per le sue condizioni abitative, la città è diventata capitale europea della cultura nel 2019 e ora attrae set cinematografici internazionali e turisti in numero crescente. Questa metamorfosi rappresenta una risposta concreta al dilemma che Chiuri ha sollevato.

La Basilicata ha visto Matera passare da città di emigrazione a destinazione globale in meno di due decenni. Il turismo culturale ha riportato investimenti e giovani nella regione. Ma la velocità della trasformazione solleva domande sulla sostenibilità e sull'autenticità: come preservare l'identità di un luogo mentre lo si trasforma per il consumo globale?

Chiuri ha sottolineato un aspetto cruciale del problema italiano contemporaneo: la riluttanza dell'Italia a riconoscere il valore del suo patrimonio mentre lo preserva. La designer ha suggerito che l'alta moda italiana soffre di una certa rigidità nel pensare al classicismo. Questo conflitto tra tradizione e innovazione attraversa anche il dibattito su come sviluppare il turismo culturale senza distruggere le città.

Matera rappresenta un caso studio. Negli anni Novanta, la città era in declino demografico e economico. La designazione come capitale della cultura ha catalizzato investimenti pubblici e privati. Il restauro dei Sassi — i quartieri scavati nella roccia che risalgono al Medioevo — ha attirato cineasti internazionali. Film come 'The Passion of the Christ' di Mel Gibson e recentemente produzioni di piattaforme streaming globali hanno utilizzato le strade di Matera come set.

Questo successo ha portato benefici economici evidenti. Gli hotel, i ristoranti e i negozi di artigianato hanno visto crescere i ricavi. La disoccupazione è diminuita. Ma la trasformazione è stata rapida e talvolta disordinata. Le autorità locali hanno dovuto affrontare sfide: come gestire l'afflusso di turisti senza degradare il patrimonio, come mantenere la comunità locale senza farla diventare una vetrina folkloristica.

Il contrasto tra Roma e Matera è istruttivo. Roma è una capitale globale consolidata, con secoli di turismo di massa e un'economia culturale matura. Matera è una città piccola — circa 60 mila abitanti — che ha dovuto reinventarsi rapidamente. La sfilata di Fendi a Roma rappresenta la continuità del potere culturale italiano. Matera rappresenta la possibilità di rigenerazione attraverso il patrimonio.

Secondo il Guardian, Chiuri ha parlato della necessità di affrontare 'un problema politico' nella cultura italiana. Questo potrebbe riferirsi alla tensione tra élite culturali e comunità locali, tra conservazione e modernizzazione, tra il valore del patrimonio e la sua monetizzazione. Matera ha dovuto navigare tutte queste tensioni simultaneamente.

La città ha anche dovuto affrontare sfide pratiche. L'infrastruttura turistica — parcheggi, servizi igienici pubblici, gestione della folla — è stata sviluppata con investimenti pubblici. Ma il modello non è facilmente replicabile in altre città del Sud italiano. Ogni luogo ha caratteristiche uniche che richiedono soluzioni adattate.

Il fenomeno del 'turismo di massa' ha sollevato anche preoccupazioni internazionali. The Local Italy ha riferito che numerose destinazioni italiane stanno imponendo nuove regole sul comportamento dei turisti e sull'abbigliamento. Matera non è stata esente da questi dibattiti. La città ha dovuto bilanciare l'accoglienza con la protezione della sua qualità della vita.

L'agricoltura rimane importante per la Basilicata. Mentre Matera si trasforma in destinazione culturale, l'entroterra continua a dipendere da colture tradizionali come il grano, le verdure e il vino. Secondo The Local Italy, i produttori italiani stanno affrontando difficoltà a causa del calo delle esportazioni. Questo crea una divisione economica all'interno della regione: le aree costiere e urbane prosperano con il turismo, mentre l'interno rurale rimane fragile.

La proposta di Chiuri — di affrontare il problema culturale italiano attraverso la moda — suggerisce che l'Italia deve trovare un linguaggio nuovo per parlare di sé. Non il classicismo rigido, ma nemmeno la rottura totale con la tradizione. Matera ha fatto questo intuitivamente, trasformando la sua storia di abbandono in una narrazione di rinascita.

Potenza, il capoluogo regionale, rimane all'ombra di Matera. La città è più moderna e meno pittoresca, priva dell'appeal visivo che attrae i turisti. Questo crea una dinamica economica squilibrata all'interno della regione. Potenza ospita le amministrazioni regionali e alcuni servizi, ma Matera attrae il capitale e l'attenzione internazionale.

La sfilata di Fendi a Roma è un evento di élite, visto da pochi di persona ma diffuso globalmente attraversi media e social. Matera, al contrario, attrae turisti reali che camminano per le sue strade, mangiano nei suoi ristoranti, dormono nelle sue dimore storiche trasformate in hotel. Questi due modelli di trasmissione culturale — l'uno esclusivo e mediale, l'altro inclusivo e territoriale — rappresentano due strategie diverse per il rinascimento italiano.

Guardando al futuro, la Basilicata deve decidere come bilanciare la sua economia. Il petrolio dalla Val d'Agri fornisce entrate, ma il settore è in transizione. Il turismo culturale offre opportunità, ma richiede infrastrutture e gestione attenta. L'agricoltura rimane una base, ma affronta pressioni climatiche e commerciali. Nessuna di queste strategie da sola è sufficiente.

Chiuri ha suggerito che l'Italia deve affrontare il suo problema culturale con onestà. Questo vale anche per la Basilicata. La regione non può semplicemente copiare il modello di Matera in altre città, né può ignorare le lezioni che Matera ha insegnato. La trasformazione richiede una visione a lungo termine, investimenti pubblici e una comunità disposta a partecipare al cambiamento.

Matera rimane un esperimento in corso. Il successo dei primi anni non garantisce la sostenibilità a lungo termine. Ma la città ha dimostrato che il patrimonio italiano, quando affrontato con intelligenza e sensibilità, può essere una risorsa economica e culturale. Questo è il messaggio che la Basilicata, e il Sud italiano più ampiamente, deve comunicare al mondo.

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