BASILICATA
Matera affronta il peso della folla: quando il patrimonio diventa ostaggio
Mentre Punta Molentis in Sardegna vieta gli ombrelloni per contenere i visitatori, il dibattito sulla sostenibilità del turismo di massa raggiunge anche la Basilicata
Pietro Lasorsa933 wordsEdition №15domenica 14 giugno 2026 — Edizione № 15
Una spiaggia nel sud-est della Sardegna ha introdotto il divieto di ombrelloni per la maggior parte dei visitatori e una tassa di dieci euro per l'accesso, secondo il Guardian. La misura rappresenta l'esempio più eclatante finora di un crescente sistema di accesso a pagamento e ricco di regole in tutta l'isola, pensato per limitare la folla e proteggere l'ambiente costiero.
Il BBC ha riportato che le restrizioni a Punta Molentis entrano in vigore dopo che gli incendi del 2025 hanno danneggiato le aree costiere della Sardegna meridionale. La spiaggia ha vietato gli ombrelloni a chiunque abbia un'età compresa tra i 10 e i 65 anni, una misura che ha suscitato incredulità tra gli italiani e ha riacceso il dibattito sulla sostenibilità del turismo costiero.
Per Matera, la città basilicata trasformata da luogo di povertà e abbandono a capitale mondiale della cultura e set cinematografico, il caso sardo rappresenta uno specchio inquietante. Matera ha registrato una crescita esponenziale dei visitatori negli ultimi dieci anni, passando da una città praticamente sconosciuta al turismo internazionale a una destinazione che attrae centinaia di migliaia di turisti all'anno.
La stampa internazionale ha riportato ampiamente il successo di Matera. Nel 2019, quando la città è stata designata Capitale europea della cultura, i media stranieri hanno celebrato la rinascita di un luogo che la scrittrice Carlo Levi aveva descritto negli anni Quaranta come "il paese che non esiste". Negli anni successivi, film hollywoodiani e produzioni internazionali hanno scelto Matera come location, attirando ulteriormente l'attenzione globale.
Tuttavia, il successo turistico ha iniziato a porre problemi di sostenibilità. Il Guardian ha sollevato il tema del turismo di massa in altre città italiane, sottolineando come Venezia, Firenze e Roma affrontino pressioni simili. Matera, con i suoi Sassi dichiarati patrimonio dell'UNESCO, è ancora più vulnerabile a causa della fragilità del tessuto urbano medievale.
I Sassi di Matera sono un insediamento urbano antico costruito direttamente nella roccia calcarea. Le abitazioni, scavate nelle pareti di tufo, risalgono a periodi che vanno dalla preistoria all'epoca medievale. La struttura è fragile e sensibile a usura da traffico pedonale intenso, vibrazioni, umidità e alterazioni del microclima causate da concentrazioni di visitatori.
I dati sul turismo a Matera non sono ufficialmente pubblicati da fonti italiane, ma i media internazionali hanno riferito della trasformazione. Nel 2022, secondo il turismo di massa documentato dalla stampa straniera, Matera ha attratto visitatori da tutto il mondo, con conseguenti pressioni su infrastrutture e patrimonio. L'arrivo di catene alberghiere internazionali e piattaforme di affitti brevi ha ulteriormente trasformato il tessuto sociale della città.
Il caso di Punta Molentis in Sardegna offre un precedente per come le amministrazioni locali possono rispondere. Il Guardian ha notato che il divieto di ombrelloni e la tassa di accesso sono misure controverse ma pensate per scoraggiare i visitatori occasionali e proteggere l'ambiente. La Sardegna ha scelto di limitare l'accesso piuttosto che lasciare che il turismo di massa degradasse il patrimonio naturale.
Per Matera, una strategia simile solleva domande complesse. La città non è una spiaggia, ma un insediamento storico ancora abitato. Limitare l'accesso ai Sassi significherebbe escludere visitatori da un patrimonio dell'UNESCO, una scelta politica e culturale delicata. Tuttavia, permettere che il turismo di massa continui senza controllo rischia di deteriorare irrimediabilmente il sito.
La Basilicata, regione con una popolazione che continua a diminuire, dipende sempre più dal turismo come fonte di reddito. Matera è stata il motore di questa trasformazione, attirando investimenti e giovani talenti che altrimenti sarebbero emigrati. Tuttavia, questa dipendenza dal turismo crea una tensione intrinseca: la città ha bisogno dei visitatori per sopravvivere economicamente, ma i visitatori, in massa, minacciano ciò che li attrae.
Il Guardian ha riportato storie simili da altre città italiane dove il turismo di massa ha creato conflitti tra residenti e visitatori. A Venezia, i media internazionali hanno documentato proteste contro le navi da crociera e il turismo incontrollato. A Firenze e Roma, le pressioni sono state altrettanto intense. Matera, sebbene più piccola, affronta le stesse dinamiche.
Una soluzione potrebbe essere il turismo sostenibile e controllato. Questo potrebbe includere limiti al numero di visitatori giornalieri, prezzi di ingresso che riducono la domanda casuale, e investimenti nella formazione di guide locali che mantengono il controllo narrativo della città. Tuttavia, queste misure richiedono una volontà politica forte e una visione a lungo termine che privilegi la preservazione del patrimonio sulla massimizzazione dei ricavi turistici a breve termine.
La BBC e il Guardian hanno anche sottolineato come il cambiamento climatico stia accelerando i danni ai siti storici. Gli incendi in Sardegna nel 2025, citati come ragione del divieto di ombrelloni, sono un esempio di come i fattori ambientali globali stiano rendendo ancora più urgente la protezione dei patrimoni locali. Per Matera, situata in una regione soggetta a siccità e stress climatico, il rischio di degradazione è reale.
La storia di Matera è una storia di trasformazione accelerata. Nel giro di due decenni, la città è passata da un luogo di emigrazione e abbandono a una destinazione turistica internazionale. Questo successo è straordinario e ha salvato la città dalla morte demografica. Tuttavia, il successo stesso ora minaccia ciò che lo ha reso possibile: l'autenticità e l'integrità del patrimonio storico.
La lezione dalla Sardegna è che le amministrazioni locali possono agire per proteggere i loro siti, anche a costo di limitare i ricavi turistici. La domanda per Matera è se avrà il coraggio di fare scelte simili, prima che il deterioramento del patrimonio renda necessarie misure ancora più drastiche. Il tempo per una pianificazione intelligente del turismo sostenibile è adesso, prima che la massa di visitatori trasformi Matera da capitale della cultura a parco a tema dell'Italia medievale.
