REGIONI
Indagine sui medici che curano i migranti: la Sicilia in prima linea
Gruppi per i diritti criticano i pubblici ministeri che indagano su chi aiuta i migranti irregolari a evitare la detenzione nei centri
Concetta Vassallo670 wordsEdition №122lunedì 21 settembre 2026 — Edizione № 122
I gruppi per i diritti italiani hanno criticato i pubblici ministeri per aver aperto un'indagine su medici sospettati di aiutare migranti irregolari a evitare la detenzione nei centri di accoglienza. Lo ha riferito The Local Italy, testata in lingua inglese per residenti stranieri, secondo cui l'inchiesta è stata resa nota giovedì e ha immediatamente provocato rabbia tra le organizzazioni umanitarie.
La notizia arriva mentre l'Italia resta al centro della copertura internazionale sulla frontiera migratoria mediterranea, con Lampedusa e gli sbarchi nel Canale di Sicilia tra i temi ricorrenti della stampa straniera. Il caso dei medici tocca un punto delicato: il confine tra obbligo di cura e applicazione delle norme sull'immigrazione irregolare.
Secondo The Local Italy, i pubblici ministeri sospettano che i medici abbiano aiutato migranti irregolari a evitare la detenzione nei centri di accoglienza. I gruppi per i diritti contestano l'impostazione dell'indagine, sostenendo che il personale sanitario rischia di essere criminalizzato per aver svolto il proprio lavoro.
La vicenda si inserisce in un dibattito più ampio che la stampa estera segue da anni: come l'Europa gestisce i arrivi attraverso il Mediterraneo e quale spazio resta per chi presta assistenza umanitaria sulla frontiera meridionale.
