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ABRUZZO

Il record di Meloni e l'Abruzzo che aspetta la ricostruzione

La premier più longeva del dopoguerra celebra il traguardo mentre le aree interne contano i cantieri incompiuti

Marco Di Sante890 wordsEdition №106domenica 6 settembre 2026 — Edizione № 106

Il governo guidato da Giorgia Meloni è diventato venerdì il più longevo nella storia del dopoguerra italiano, superando il record di 1.413 giorni che apparteneva a Silvio Berlusconi. La premier ha celebrato il traguardo con una grande festa organizzata dal suo partito, Fratelli d'Italia, e con un comizio a Bari in vista delle elezioni del 2027, come riferiscono France 24 ed Euronews.

La longevità è una rarità nella politica italiana del dopoguerra, dove i governi sono spesso caduti prima della fine del loro mandato. Euronews sottolinea che la durabilità della coalizione di Meloni rappresenta un'eccezione in un paese noto per la sua instabilità politica.

Ma dagli osservatori internazionali arrivano letture contrastanti. France 24 riferisce che mentre la stampa di destra celebra il record, quella di sinistra parla di un "fiasco". L'analista Lorenzo Pregliasco, citato da France 24, sostiene che la longevità di Meloni sia il prodotto di una strategia attenta più che di un semplice consenso.

Il traguardo raggiunto venerdì ha una data precisa: 1.413 giorni in carica, come riporta France 24, che superano il primato di Silvio Berlusconi, il magnate dei media miliardario. Il partito della premier ha organizzato una grande festa per l'occasione, mentre al comizio di Bari Meloni ha guardato avanti, alle elezioni del 2027, secondo Euronews.

La cornice è quella di un'Italia che il mondo continua a raccontare come un'eccezione: governi che cadono, coalizioni che si sfaldano, premier che cambiano in media ogni anno e mezzo dal 1946. Contro questo sfondo, la stabilità di Meloni appare tanto più notevole quanto più rara.

Eppure, la copertura internazionale è lungi dall'essere unanime. France 24 dedica un'intera rassegna stampa al paradosso: "Stabilità o fiasco?". La stampa di destra celebra, quella di sinistra denuncia una leadership fallimentare. L'analista politico Lorenzo Pregliasco, co-fondatore di YouTrend, spiega a France 24 che l'inusuale longevità è meglio compresa come il prodotto di una strategia attenta piuttosto che come un record di pura forza politica.

C'è poi chi vede nel traguardo una minaccia più che una conquista. The Guardian riferisce dell'ascesa del leader di estrema destra Roberto Vannacci e del suo partito Futuro Nazionale, che nei sondaggi sfida Meloni proprio mentre lei celebra il record. La domanda, secondo il giornale britannico, è se la premier tornerà alle sue radici prima delle elezioni per arginare la concorrenza alla sua destra.

La ricercatrice Giulia Sandri, intervistata da France 24, offre un'altra chiave di lettura: la forza di Meloni è meno legata alle politiche e più alla dominanza del suo partito all'interno della coalizione di governo. Quattro anni di stabilità governativa le hanno permesso di accumulare relazioni diplomatiche, rafforzando l'Italia sulla scena internazionale.

Nathalie Tocci, direttrice dell'Istituto Affari Internazionali di Roma, sintetizza la formula del successo come "50% tattica politica intelligente, 50% straordinaria fortuna", in un'intervista a France 24. Una formula che ha tenuto insieme una coalizione storicamente fragile.

Ma il record nazionale ha un'altra faccia, quella che si osserva dalle aree interne del paese. In Abruzzo, a sedici anni dal terremoto che distrusse L'Aquila nel 2009, la domanda che i corrispondenti stranieri raramente pongono è quanto di quella stabilità politica sia arrivato ai territori che aspettano ancora la ricostruzione.

Il cratere sismico del centro Italia, che nel 2016 colpì anche le province aquilana e teramana, è un cantiere che si misura in decenni, non in legislature. La ricostruzione post-sisma è una delle grandi voci di spesa pubblica italiana, e la sua gestione è stata raccontata dalla stampa estera come un banco di prova della capacità dello stato di mantenere le promesse.

La stabilità del governo centrale, vista dall'Appennino, non si traduce automaticamente in cantieri aperti o in borghi ripopolati. La sfida demografica delle aree interne — l'Abruzzo perde popolazione ogni anno, con i giovani che emigrano — è una lente attraverso cui leggere il record di Meloni: quanto di quella longevità è servita ai territori che si svuotano?

Il comizio di Bari, con lo sguardo al 2027, segna l'inizio di una lunga campagna elettorale. La premier ha promesso di completare il lavoro iniziato, ma la stampa estera ricorda che le sfide rimangono considerevoli: il debito pubblico, la sanità, la frontiera migratoria, il divario Nord-Sud.

Per l'Abruzzo, regione di mezzo tra il centro e il sud, tra la costa adriatica e l'Appennino interno, la questione è doppia: la ricostruzione post-sisma e la tenuta di un tessuto sociale ed economico che regge solo se lo stato è presente. La longevità del governo è una condizione necessaria, ma non sufficiente, perché i cantieri chiudano.

I corrispondenti stranieri a Roma seguono il record con gli strumenti della politica nazionale: i sondaggi, le coalizioni, le alleanze. Ma la vera misura della stabilità, per chi vive nell'Appennino, si prende altrove: nel numero di famiglie che tornano a L'Aquila, nei servizi che restano nei piccoli comuni, nella capacità dello stato di essere affidabile dopo il disastro.

Il 2027 è l'orizzonte elettorale, ma per i territori feriti dal sisma l'orizzonte è più lungo. La ricostruzione dell'Aquila è durata più di un decennio e non è ancora completa; quella del centro Italia è appena cominciata. La domanda che la stampa estera non pone, ma che l'Appennino si fa, è se il record di longevità sarà ricordato come un traguardo politico o come un'occasione mancata.

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